I pericoli della disidratazione

Creato il 17 agosto 2011 da Sportnutrizione

La distrazione è una patologia che si crea quando i liquidi persi tramite la sudorazione o le urine sono superiore a quelli assunti dall’organismo.

 La disidratazione si manifesta con 2 diversi sintomi principali suddivisi in soggettivi e oggettivi. Quelli soggettivi sono la sete, le vertigini, l’ansia e palpitazioni, la fiacchezza e debolezza, astenia. Quelli oggettivi invece sono affaticamento, ipotensione, torpore, diminuzione del volume plasmatico, sonnolenza, concentrazione degli elettroliti, pelle e mucose asciutte.

Con  la disidratazione, il pericolo di un affaticamento cardiaco e il collasso cardiocircolatorio, sono molto elevati perché con un bilancio idrico in negativo anche del solo 2% del peso corporeo, la termoregolazione è alterata e il tutto influisce negativamente sul volume plasmatici rendendo il sangue meno fluido e più viscoso. Una disidratazione del 5% comporta dei crampi mentre con il 7% si possono avere allucinazioni e perdita di coscienza. Una disidratazione vicina al 20% può portare alla morte.

Non subire la disidratazione significa azionare i processi biochimici del nostro organismo. E’ un’intelligente strategia per prevenire disturbi e malattie dalle più gravi alle più semplici come mal di testa, cattiva digestione o pelle secca.

La disidratazione avviene perché generalmente le persone non bevono abbastanza e regolarmente ma solo quando hanno la sensazione di sete e come abbiamo visto prima, è già un principio di disidratazione. Il nostro organismo per non disidratarsi, ha bisogno di un costante afflusso di liquidi in modo bilanciato e questo da degli straordinari benefici.

Chiariti i pericoli della disidratazione, è consigliabile bene regolarmente: spesso e a piccoli sorsi. Per non disidratarsi, in una condizione di riposo, la giusta quantità d’acqua da assumere, sono 2 litri, 2 litri e mezzo d’acqua. L’equivalente di 8 bicchieri. Questa quantità migliora il rendimento metabolico e il corretto smaltimento delle tossine in eccesso. Bere molta acqua aiuta anche a perdere peso, a non avere ritenzione idrica e a prevenire molte malattie e disfunzioni organiche: mal di testa, stitichezza, bruciori di stomaco, ecc…

Per non disidratarsi è necessario assumere la giusta quantità d’acqua e berne almeno 1 litro e mezzo nelle 24 ore mentre il restante lo prendiamo dai cibi.

Soggetti molto a rischio di disidratazione sono i bambini, i neonati in particolare. Loro hanno un senso della sete meno sviluppato di un essere adulto pertanto i genitori devo educare i figli a bere frequentemente e allo stesso modo anche gli insegnanti. Nei bambini l’acqua ha un importante ruolo nello sviluppo.

La disidratazione in una donna avviene in molti casi in particolari momenti della vita come la gravidanza, l’allattamento e la menopausa.

Non disidratarsi nella terza età è importantissimo perché l’organismo inizia a rallentare: le funzioni renali diminuiscono e i sistemi ormonali funzionano meno.

Ultimi ma non per importanza, gli sportivi. L’acqua necessaria può triplicare e deve essere assunta ad una temperatura di almeno 20° C qualora la temperatura corporea sale a 40° C. Nello sport non si beve per sete ma per mantenere un costante equilibrio di liquidi e sali che con un’eccessiva sudorazione vengono maggiormente perduti e c’è un maggior calo di prestazione. È buona abitudine assumere piccole quantità d’acqua come 150-200 ml ogni 15-20 minuti compensando completamente i liquidi solo dopo l’allenamento.

Materiale informativo del Gruppo San Pellegrino fornito da Stefania Coltro – Business Press RSVP

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