Oggi non c'è fiaba, ho deciso di fare a sorpresa una proposta che in pochi azzarderebbero verso bambini di sei, sette e otto anni. Agli occhi di alcuni potrebbe sembrare una lezione di disegno classico, una forma da disegnare, una sorgente di luce e in mano il carboncino, il cencio, la gomma...Niente affatto! Noi oggi ci divertiamo!!! Si va in miniera!!!!
Confesso che i primi momenti di questi bambini sono stati di stupore e forse hanno pensato a una specie di compito da svolgere con tanto di ansia di prestazione. Pochi secondi dopo, però, si sono immersi nel tentativo di acchiappare questa imponete palla dentro il loro foglio di carta.
Senza nessuna solennità per l'argomento trattato ci siamo addentrati nella comprensione delle ombre proprie e delle ombre portate. Difficile, vero? Avranno capito?
Anche loro pensavano di sentire parlare un'altra lingua, e così ho subito smesso e abbiamo iniziato a disegnare. Loro sanno che qualsiasi cosa succeda nel loro foglio va bene, nessuno può fare apprezzamenti e si sono lanciati in questa esperienza con una concentrazione inaudita.
E pure con quelle piccole mani nere hanno dimostrato che l'unico modo d'imparare è attraverso l'azione.
Concentrandosi sono scesi in un mondo dove la dimensione del tempo non esiste. Esiste solo la volontà di fare chiarezza, di strappare alle ombre la luce più brillante. Perché non c'è ombra senza luce, come non c'è giorno senza notte e noi, “ Piccoli artisti anonimi”, lo sappiamo...
Nessuno chieda a questi bambini che cos'è un ombra portata, forse non sanno rispondere, se volete capire anche voi, semplicemente dategli un pezzo di carbone e un foglio.
Per immergersi nel nero bisogna essere coraggiosi, come quando si va in miniera, sicuri solo di due cose: di voler tornare in superficie per vedere la luce sul nostro foglio, e di tornare completamente NERI!