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I promessi sposi – Un classico al mese

Creato il 27 dicembre 2017 da Studio83

"Quel ramo sul lago di Como, che volge a mezzogiorno..." Impossibile non ricordare a memoria l'incipit de "I promessi sposi" capolavoro di Alessandro Manzoni e pietra miliare della letteratura in lingua italiana. Fu anche il primo romanzo storico propriamente detto scritto nella nostra lingua, e il titolo più rappresentativo del Romanticismo italiano. Complice l'inserimento nei programmi scolastici delle scuole superiori, inoltre, è ancora oggi uno dei testi italiani più letti e celebri.

I promessi sposi – Un classico al mese

Il percorso che avrebbe portato Manzoni alla stesura definitiva del romanzo iniziò nel 1821, quando scrisse i primi capitoli di un'opera intitolata "Fermo e Lucia". Sebbene a scuola si insegni spesso che quella fu la prima versione dell'opera, di fatto si trattava di un romanzo a sé stante, con intreccio e struttura diversi. L'obiettivo di Manzoni però era già chiaro, come comprese a fine stesura: il "vero storico". Manzoni lesse verbali, notizie, manoscritti che lo aiutassero a documentarsi sul periodo di cui narrava (il dominio spagnolo in Lombardia); uno degli episodi storici che lo ispirarono riguardava proprio un prete minacciato per impedirgli di sposare una coppia. [ Qui potete trovare un riassunto dei capitoli di "Fermo e Lucia" e la trascrizione di alcuni passaggi; il romanzo, rimasto inedito per molti anni e poi pubblicato in prima edizione come "Gli sposi promessi", oggi si può trovare come testo a sé stante col titolo originale.]

Nel "Fermo e Lucia" era stata abbozzata, ma non conclusa, la profonda ricerca linguistica che avrebbe reso il romanzo di Manzoni un testo basilare nella stessa storia della lingua italiana. Negli anni successivi, lo scrittore lavorò al romanzo che sarebbe diventato "I promessi sposi": dalla struttura più equilibrata e solida, personaggi rielaborati nella caratterizzazione e nel nome, digressioni troppo lunghe (come quella relativa alla monaca di Monza) ridotte sensibilmente. La versione de "I promessi sposi" che ne venne fuori è detta "Ventisettana", perché fu pubblicata a partire dal 1827. Lo scrittore aveva studiato il toscano e si recò a Firenze per "risciacquare i panni in Arno", ovvero acquisire strumenti linguistici che avrebbe applicato alla revisione del testo.

I promessi sposi – Un classico al mese

Anni dopo, tra il 1840 e il 1842, Manzoni lavorò a un'ulteriore revisione del romanzo (detta "Quarantana"). Per combattere le edizioni abusive del testo, che circolava in vere e proprie copie pirata, decise di aggiungere anche una serie di illustrazioni e un compendio finale sulla storia degli untori ai tempi della peste (che, per alcuni, può essere addirittura considerato un nuovo finale del romanzo stesso).

I promessi sposi – Un classico al mese

Oggi "I promessi sposi" è un testo fondamentale in tutti i percorsi didattici scolastici, croce e delizia di ogni studente: analizzato, smembrato, osservato nel dettaglio. Può essere una bella riscoperta in età adulta, da leggere tutto d'un fiato! E per chi ama le versioni cinematografiche del testo, ne ricordiamo qualcuna: il film muto di Mario Morais (1909); l'edizione del 1941 di Mario Camerini; lo sceneggiato televisivo del 1989 con Alberto Sordi, per la regia di Salvatore Nocita. Non sono naturalmente mancate le parodie televisive, come quella celeberrima del 1990 con Il Trio - Lopez Marchesini Solenghi, nonché quelle fumettistiche, come "I promessi paperi" (1976) e "I promessi topi" (1989), pubblicati su Topolino.

I promessi sposi – Un classico al mese

TITOLO: I promessi sposi

AUTORE: Alessandro Manzoni

CITAZIONE: "È uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi."


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