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I protagonisti della settimana NBA: i Wizards volano e l’Est trema, c’è una nuova contender?

Creato il 02 febbraio 2017 da Basketcaffe @basketcaffe
John Wall + Bradley Beal - © 2017 twitter.com/WashWizards

John Wall + Bradley Beal – © 2017 twitter.com/WashWizards

Dall’inizio di dicembre hanno vinto 22 delle 31 partite giocate. Non perdono in casa da allora e sono arrivati a 15 successi consecutivi al fortino chiamato Verizon Center, la seconda striscia più lunga nella storia della franchigia dopo quella da 22 del 1974/75, quando ancora si chiamavano Bullets. In questa settimana ci giocheranno contro Lakers e Pelicans, per arrivare a 17 nel momento in cui i Cavaliers campioni NBA in carica faranno il loro ingresso su quel parquet. Il secondo miglior record da quando è scattato il 2017 (12-4) si inchina soltanto a quello degli Warriors (12-2) e lancia una pazzesca rimonta alle posizioni di testa della Eastern Conference, insieme con gli scatenati Celtics di Isaiah Thomas, ad un soffio dai Raptors in crisi di mezza stagione e con l’obiettivo Cleveland, che da quando è passato il Capodanno sta deludendo ogni attesa. Life’s good in Washington, i Wizards hanno tutti i presupposti per sognare in grande in un’annata cominciata in maniera fallimentare ed ora aperta a qualsiasi risultato.

Il leader, nella buona come nella cattiva sorte, è sempre lui, John Wall. Il classe ’90 viaggia a 22.7 punti e 10.3 assist di media, terzo quest’anno a riuscire della doppia cifra in queste due statistiche dopo il magico James Harden (28.4 punti e 11.5 assist) ed il Russell Westbrook da leggendaria tripla-doppia a partita (30.7 punti, 10.4 rimbalzi e 10.3 assist). Il timone delle offensive di Washington è in mano sua e la maggior maturità cestistica lo ha portato a dare un taglio ai turnover, scesi ad appena 3.6 a partita a gennaio, un numero estremamente basso per chi ha una usage percentage del 30.1%., l’ottava più alta nella Lega tra chi ha giocato almeno 45 partite. Al suo fianco un ritrovato Bradley Beal, persosi per strada tra il finire della passata regular season e l’inizio dell’attuale, che segna 22 punti a partita con il 46.5% dal campo ed il 38.5% da tre punti. Quando i canestri faticano ad arrivare il prodotto di Florida aggiunge una maggior compattezza sui due lati del campo ed anche un numero di assist in crescita (3.8 tra dicembre e gennaio).

Ancor più di Wall e Beal, ad essere migliorati sono senz’altro i comprimari, tanto in quintetto quanto partendo dalla panchina. Otto Porter era atteso ad una stagione da now or never ed è letteralmente esploso, tenendo la miglior percentuale da tre punti in tutta la Lega (46.2%) tra chi tenta almeno tre bombe a partita. E nel suo caso sono 4.2 di media. Una vera e propria macchina di colpi da oltre l’arco, come non si vedeva da lungo tempo nella capitale. Markieff Morris, che ha visto il fratello Marcus punirlo allo scadere nella sfida persa contro i Pistons, sta giocando molto meglio di lui, però, e scrive numeri di assoluto valore in questo 2017, volando a quota da career-high con 17.3 punti e 8.6 rimbalzi. Marcin Gortat ha una usage ferma ad un misero 14.1%, il minimo per il polacco dal lontano 2010/11, ma ciò non gli impedisce di siglare una solida doppia-doppia di media (11.6 punti e 11.4 rimbalzi) con un offensive rating di ben 109.2 punti ogni 100 possessi.

Scott Brooks - © 2017 twitter.com/WashWizards

Scott Brooks – © 2017 twitter.com/WashWizards

La difesa è migliorata sensibilmente nei momenti in cui il quintetto titolare respira soprattutto grazie a Kelly Oubre, 15° scelta al Draft 2015, salito di colpi dopo una deludente stagione da rookie. Il magic moment di squadra lo ha portato a ben 7.7 punti e 3.4 rimbalzi di media in 24 minuti di utilizzo, di gran lunga il miglior mese vissuto nella Lega finora. In attesa del rientro di Ian Mahinmi e che qualche altro elemento della panchina possa rendere come dovuto, Washington non si può lamentare del nono miglior attacco con 107.4 punti ogni 100 possessi e della 12° miglior difesa con 105.2 punti subiti ogni 100 possessi. Il tutto reso fantascientifico dall’inizio del 2017, con 110.5 di offensive e 103.5 di defensive rating. Numeri da prima della classe, valsi a Scott Brooks il primo di head coach del mese in una Eastern Conference che, se i Cavaliers dovessero sorprendentemente perdere colpi, cerca un nuovo padrone.

 

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