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I racconti dell’ancella – Margaret Atwood

Creato il 06 novembre 2019 da Linda Ferrando
I racconti dell’ancella – Margaret Atwood

Su Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood si è scritto e detto tantissimo. Il mio approccio con questa storia toccante è stato dapprima grazie alla serie di Hulu con protagonista la bravissima Elisabeth Moss. La serie mi travolse in ogni senso: strabiliata dalla trama, entusiasta per il cast e innamorata della fotografia. L’impatto che ebbe su di me fu totalmente positivo. Ancora oggi consiglio davvero a tutti di vederla e al solo parlarne mi prende uno spirito rivoluzionario che accende gli animi.

La normalità, diceva zia Lydia, significa ciò a cui si è abituati. Se qualcosa potrà non sembrare normale al momento, dopo un po’ di tempo lo sarà. Diventerà normale. 

Così mi è venuta la curiosità di leggere anche il libro di Margaret Atwood e, nonostante conoscessi già la trama, l’ho divorato. Aver visto prima la serie mi ha condizionata moltissimo nell’immaginazione dei personaggi ma la scrittura della Atwood mi ha comunque conquistata. Inizialmente le differenze tra serie e libro sono davvero minime tranne l’età di Serena Joy (nella serie tv decisamente ringiovanita), proseguendo altre differenze si faranno notare andando a creare un universo parallelo alla serie tv.

Noi possiamo evocare Euridice dal mondo dei morti, ma non possiamo far sì che risponda; e quando ci voltiamo a guardarla la intravediamo solo per un istante, prima che scivoli via, sfuggendoci di mano. Come tutti gli storici sanno, il passato è un grande spazio buio, colmo di echi. Le voci che ci raggiungono di lì sono intrise dell’oscurità della matrice da cui provengono e, per quanto ci si provi, non sempre possiamo decifrarle con esattezza alla luce più chiara del nostro tempo.

Perché dovreste leggerlo? Perché il futuro distopico creato dalla Atwood è un monito alle politiche sociali del giorno d’oggi, genera un grido di battaglia di noi donne contro soprusi e ingiustizie di genere e, soprattutto, una necessaria attenzione ai mutamenti del nostro mondo. Leggetelo e “Nolite te bastardes carborundorum”.

La carne è debole. – Diceva zia Lydia. La carne è forte, la correggevo dentro di me. 


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