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I ragazzi del coro è un film misurato come pochi, piccolo gioiello del cinema francese.

Creato il 26 marzo 2020 da Rstp
Posted by Fausto Baccino Posted on giovedì, marzo 26, 2020 with No comments

I ragazzi del coro (Les choristes) è un film del 2004 diretto da Christophe Barratier.

Il nocciolo della storia è tratto dal film del 1945 La gabbia degli usignoli diretto da Jean Dréville, che ottenne una candidatura agli Oscar del 1948 per il miglior soggetto.

Ottima regia ed ottima fotografia, quasi tutto le riprese del film vengono svolte all’interno del “Fond de l’étang”. Sontuosa, l’interpretazione di un grande attore come Gérard Jugnot, ma anche quelle di Jean-Baptiste Maunier (che interpreta il ragazzo Pierre Morhange) e di Grégory Gatignol (che interpreta Mondain).

Azione, reazione: la regola imposta dal dispotico Rachin si rivela, ribaltata, la morale del film. Non sono il direttore, l’insegnante o il sorvegliante a reagire, ma i ragazzi che, abituati ad un rapporto di sottomissione all’autorità collegiale, scoprono un nuovo e migliore modo di rapportarsi con essa. Così, dal ruolo di carceriere, Mathieu finirà per ricoprire quello di padre passando, soprattutto, per quello di salvatore: un nugolo di ragazzini senza prospettive scopre grazie a lui come crearsele, imparando a costruire, ognuno da sé, il proprio futuro.  Il mezzo attraverso il quale si trasmette questo messaggio, da Mathieu ai ragazzi e da questi allo spettatore, è la musica, universale veicolo di emozioni.

I ragazzi del coro è un film misurato come pochi, piccolo gioiello del cinema francese.

Trama
New York. Pierre Morhange è un famoso direttore d'orchestra francese, che riceve una telefonata dalla Francia: sua madre è morta. Tornato in Francia, la sera dopo il funerale un uomo bussa alla sua porta. Inizialmente Pierre non lo riconosce, ma quando l'uomo dice di chiamarsi Pepinot improvvisamente si ricorda: cinquant'anni prima i due, quando erano ragazzi, erano stati tenuti in un collegio per bambini difficili chiamato "Fond de l'étang" (Fondo dello stagno). Guardando le foto assieme, ad un certo punto Pepinot passa a Pierre un diario, scritto da Clément Mathieu, loro sorvegliante all'istituto. Pierre comincia a leggere.

1949. Mathieu, compositore e insegnante di musica rimasto senza lavoro, accetta un impiego da sorvegliante a Fond de l'étang. Viene accolto dal direttore Rachin, che gli parla dei ragazzi che frequentano l'istituto, del loro comportamento non corretto e gli presenta la sua regola azione-reazione. Suggerisce a Mathieu di non dare alcuna giustificazione agli alunni, nella convinzione che i ragazzi capiscono solo se puniti. Mathieu crede, invece, che per educarli sia possibile usare punizioni meno severe, instaurando con loro un dialogo e una maggiore comprensione. Dopo un paio di scherzi, sentendo i ragazzi cantare, decide anche di formare un coro diviso in tre gruppi, nonostante la contrarietà del direttore.

Una sera Mathieu sente Pierre Morhange, uno degli alunni più indisciplinati della classe, cantare un pezzo della canzone Vois sur ton chemin. Il ragazzo, grazie al suo talento, viene nominato solista del coro.

Mathieu è comprensivo con i ragazzi, ma così facendo si attira le antipatie del direttore. Quest'ultimo, infatti, in realtà è un arrampicatore sociale insoddisfatto della sua condizione, che sfoga la propria rabbia sui ragazzi a cui, inoltre, ruba parte dei sussidi, e vede nella formazione del coro una critica alla sua autorità.

Un giorno arriva all'istituto un nuovo ragazzo: Mondain, un delinquente trasferito dal carcere minorile, verso cui Rachin dimostra ancora meno comprensione, picchiandolo e punendolo più volte, finché scappa. Poiché nel frattempo vengono persi anche i soldi per i sussidi, Rachin incolpa immediatamente Mondain che, quando viene trovato e riportato all'istituto, viene brutalmente picchiato e poi mandato in prigione. Mondain, però, continua a dichiararsi innocente.

Vedendo come il coro abbia portato molta più felicità, gli altri insegnanti dell'istituto cominciano ad appoggiare Mathieu dimostrando, in realtà, di tenere ai ragazzi; ma, dati i recenti sviluppi, Rachin proibisce la continuazione del coro. La cosa ha poca importanza: il coro diventa clandestino e, poco tempo dopo, zio Maxence, magazziniere dell'istituto che già da prima vedeva la disumanità del direttore, ne rivela l'esistenza alle benefattrici e alla contessa locale, che viene ad ascoltare i ragazzi. Il coro ha molto successo e Rachin lascia che i ragazzi continuino a cantare in classe (ma solo per attribuirsi il merito dell'ideazione del coro) e ora il signor Langlois, insegnante di matematica, accompagna il coro con il pianoforte. Ad un certo punto, zio Maxence trova i soldi scomparsi vicino all'armonica di uno dei ragazzi: questa è la prova che Mondain era davvero innocente, ma comunque Rachin si rifiuta di farlo scarcerare, poiché "se non è stato colpevole oggi, lo sarà stato ieri".

Nel frattempo Mathieu aveva dedicato parte del suo tempo ad "addomesticare" Morhange, nel tentativo di renderlo più educato. La cosa aveva avuto successo e, nel frattempo, Mathieu si era avvicinato alla madre del ragazzo, Violette, raccontandole del talento del figlio ed incitandola un giorno a farlo sviluppare.

Un giorno, mentre Mathieu ha lasciato il collegio assieme ai ragazzi per portarli a giocare all'aperto quando il direttore non c'era, si scatena un incendio. Ad appiccarlo è stato Mondain, uscito dal carcere, per vendicarsi di Rachin. Mathieu viene licenziato per aver lasciato il collegio incustodito e quando se ne va i ragazzi, che sono chiusi in classe, lo salutano lanciandogli dalla finestra degli aeroplanini di carta, sulle note di Cerf volant. Mathieu se ne va commosso.

Il diario è finito perché Mathieu non ha fatto in tempo a scrivere il resto, ma Pepinot racconta a Pierre quello che sa.

Tornando a casa, Pierre ricorda ciò che è successo dopo il licenziamento di Mathieu: quest'ultima ingiustizia spinse il resto degli insegnanti a denunciare Rachin, che fu licenziato a sua volta; Pierre, invece, dopo la partenza di Mathieu, tornò a vivere con sua madre e fu ammesso al conservatorio di Lione, da cui partì la sua carriera musicale; Mathieu continuò a insegnare e comporre fino alla fine della sua vita, mentre Pepinot, all'epoca il più piccolo dei ragazzi del coro e orfano di entrambi i genitori, lasciò l'istituto assieme a Mathieu, coronando il suo sogno. Pepinot, infatti, era convinto che un sabato, giorno in cui Mathieu lo aveva "adottato" e portato via con sé, suo padre sarebbe venuto a prenderlo.

Interpreti e personaggi
Gérard Jugnot: Clément Mathieu
François Berléand: Rachin
Jean-Baptiste Maunier: Pierre Morhange
Jacques Perrin: Pierre (adulto)
Kad Merad: Chabert
Marie Bunel: Violette Morhange
Philippe Du Janerand: Signor Langlois
Jean-Paul Bonnaire: zio Maxence
Grégory Gatignol: Pascal Mondain
Thomas Blumenthal: Corbin
Maxence Perrin: Pépinot
Didier Flamand: Pépinot (adulto)
Théodul Carré-Cassaigne: Leclerc
Erick Desmarestz: Dottor Dervaux
Simon Fargeot: Boniface


Doppiatori italiani
Mino Caprio: Clément Mathieu
Dario Penne: Rachin
Flavio Aquilone: Pierre Morhange
Gino La Monica: Pierre (adulto)
Massimo Rinaldi: Chabert
Tiziana Avarista: Violette Morhange
Paolo Lombardi: Signor Langlois
Dante Biagioni: Maxence
Paolo Vivio: Mondain
Alex Polidori: Pépinot
Nino Prester: Pépinot (adulto)
Jacopo Bonanni: Leclerc
Sandro Iovino: Dottor Dervaux
Simone Notarangelo: Boniface

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