I vampiri africani

Creato il 19 ottobre 2012 da Greta
 Tempo fa avevo scritto un articolo sui vampiri, cercando di risalirne alle origini. Mi sono concentrata principalmente sulle figure vampiriche europee per ragioni di spazio, ma l'idea del vampirismo era diffusa presso le popolazioni antiche anche al di fuori del nostro continente.  Quello che mi propongo di fare, dunque, è completare in qualche modo il discorso sui vampiri prendendo in considerazione di volta in volta le culture extra-europee, di solito non molto conosciute. Oggi voglio trattare delle creature vampiriche africane.
 Nel continente nero, il vampirismo è collegato con i riti tribali, tra cui anche quelli vudù (cfr. art. "La religione vudù" in questo blog). Gli sciamani e gli stregoni, infatti, sono associati di solito a fenomeni di cannibalismo, vampirismo e necrofagia. In questi casi, i vampiri sono delle creature demoniache che fungono da messaggeri tra le streghe, gli sciamani e le forze del male a cui essi si appellano per svolgere i loro riti. Questi vampiri sono detti familiari per la funzione che svolgono e sono spesso degli animali, come i granchi giganteschi chiamati nkala
 Altri servi di streghe e sciamani sono poi lo nyalumaya, una scultura in legno che ha acquisito la vita, e il khidudwane, un cadavere riportato in vita che obbedisce agli ordini di chi l'ha "resuscitato" e che può, con il solo sguardo, assorbire il sangue.
 Ma il più terribile tra i familiari delle streghe è l'impundulu, uno spirito o uno zombie che è noto soprattutto nella regione del Capo, in Sudafrica. Questo servo è caratterizzato da una sete insaziabile di sangue, che può provocare dei frequenti atti di insubordinazione nei confronti della propria padrona. Infatti, può capitare che sia lo stesso impundulu a costringere la strega a inviarlo a mietere vittime durante la notte per placare il suo appetito e, soprattutto, per evitare di rimanere uccisa lei stessa. Se poi questa creatura uccide di propria iniziativa, prende il nome di ishologu. Un'altra caratteristica peculiare dell'impundulu, è che viene tramandato di madre in figlia, di solito per infliggere sofferenze ai nemici. Tuttavia, si è visto come sia difficile controllare un essere di questo genere, anche perché a volte si presenta alla strega sotto forma di un giovane avvenente, allo scopo di diventarne l'amante.   

Un affamato impundulu


 Oltre alla categoria degli spiriti malefici, ve ne sono altre due che possono rientrare nei parametri del vampirismo: i non-morti e perfino dei viventi. Nel novero delle crature viventi dobbiamo considerare le streghe-vampiro, che sono di varie tipologie. Queste sono in grado di rubare l'essenza vitale a vittime ignare durante la notte e si dice che si appostino addirittura sulle capanne per succhiare il cuore degli abitanti. Il vampiro più pericoloso è l'obayifo, popolare presso gli Ashanti nella Costa d'Oro africana. Questo essere è in grado di trasformarsi in un globo di luce e di succhiare il sangue dei bambini, le sue vittime preferite. L'obayifo è anche un terribile distruttore dei raccolti che incontra nel suo percorso casuale.
 I tratti terribili di questa figura la rendono nota anche presso altre tribù, come gli Ewe della zona sud-est del Ghana e del sud del Togo, che la identificano con il nome di Adze. Si tratta di una strega-lucciola o mosca, che attacca soprattutto i bambini succhiando il loro sangue e che beve olio di palma e latte di cocco, distruggendo le palme. Se catturata, questa strega prende forma umana.
 Tutte le streghe, comunque, sono ritenute degli esseri pericolosi. Esse si riuniscono in particolari cerimonie (in Europa note come sabba), dove a turno bevono dalla baisea, una grande coppa contenente sangue, per aumentare il proprio potere.

Un'Adze in azione


 Da ultimo, non possiamo non parlare dei non-morti, i famosi zombie tipici dello sciamanismo africano. In Guinea gli stregoni risvegliano i morti per farli diventare loro schiavi, inibendo il loro libero arbitrio pintando nel cervello degli zombie dei chiodi appuntiti. Questi non-morti sono chiamati isithfuntela e possono ipnotizzare la vittima con la sola forza dello sguardo.
  Altri esseri che si originano dai cadaveri sono i mutala, che costituiscono la parte malvagia dell'anima del defunto che non riesce a trovare pace. Il mutala ha le sembianze di un torso umano privo di arti inferiori che si trascina sul suolo solo con la forza delle braccia. Anche quest'essere è una creatura notturna, che si impossessa della forza vitale delle proprie vittime strappando loro i capelli.
 Un'altra anima che nonn riesce a trovare pace è il wusangu, una sorta di cadavere che però non riesce a morire, nemmeno dopo la sepoltura. Il wusangu, però, a differenza degli altri esseri vampirici che abbiamo nominato, non è aggressivo e non attacca le persone, ma si limita a emettere sonori lamenti. In più, questa sfortunata figura soffre di un'amnesia cronica.
 Molto più pericoloso è invece il loango, lo spirito inquieto di uno stregone defunto, che girovaga per i boschi alla ricerca di sangue da sottrarre alle proprie vittime, poco importa se umane o animali.   
 Un altro vampiro africano che vive nelle foreste è poi l'asanbosam del Ghana del sud, della Costa d'Avorio e del Togo. Questa creatura ha sembianze umanoidi, denti appuntiti e durissimi e uncini agli arti inferiori, coi quali ghermisce i passanti per condurli nel proprio nido, di solito in cima a un albero, dove può consumare il pasto in santa pace.

Un asanbosam appostato su un albero


 Le popolazioni africane hanno cercato vari modi per fronteggiare la minaccia di queste creature terribili.

 I Bantu, gli Obang e i Keaka hanno pensato di riesumare i corpi di coloro che in vita erano sospettati della pratica di stregoneria per sventrarli in pubblico, in modo da far uscire il familiare. Questo assumeva la forma di un uccello nero, un ratto o un pipistrello, che si deve eliminare immediatamente se non si vuole che il cadavere esali un'escrescenza maligna, chiamata ko'du.
 Per quanto riguarda i corpi dei vampiri, le popolazioni africane li bruciano in occasione di notti senza luna o li inchiodano al suolo.

 Ancora una volta, dunque, il vampirismo si associa alle donne, soprattutto alle streghe. Tuttavia, non vi è una discriminazione di genere, poiché tanto le donne quanto gli uomini potevano praticare la magia nera. Quindi la vera novità del vampirismo africano è la sua stretta connesione con la ritualità maligna e la stregoneria, che esercitavano dei comuni esseri umani.

 Questa costituisce una novità rispetto ai fenomeni di pre-vampirismo europeo di cui si è trattato in precedenza, che erano invece connessi con delle vere e proprie divinità dell'oltretomba.
 Forse questa concezione africana vuole dirci che il male non è esterno all'uomo, ma si trova all'interno, come i familiari che infestano il corpo dei loro padroni. E' troppo facile attribuire alle circostanze e agli altri la colpa delle proprie cattive azioni.
 Dovremmo tutti imparare dai nostri fratelli africani, che probabilmente questo l'avevano imparato prima di noi.
 Fonti:
- Wikipedia, "Il vampiro nel folklore africano";
- Sito internet Vampiri.net, "Miti e leggende: i vampiri africani".

Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :