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I volontari del Soccorso Alpino sfidano il buio e “intervengono” a Monteviasco

Creato il 22 febbraio 2019 da Stivalepensante @StivalePensante

Un'esercitazione notturna di trasporto barella è stata quella messa in piedi ieri sera dai volontari del Soccorso Alpino della Stazione di Varese del CNSAS, con l'obiettivo di simulare un intervento di soccorso a Monteviasco, isolata da novembre dopo l' incidente che ha causato la morte di Silvano Dellea, sfidando la notte e il buio.

Così, armatisi di luci, attrezzature e barella, compresi ulteriori materiali tecnici e sanitari, gli undici tecnici, di cui un medico e un dottore, si sono messi in cammino lungo la scalinata di 1400 gradini che collega la località di Piero al borgo di montagna, dove risiedono alcuni pochi residenti.

Tutto al buio, con il solo ausilio di pile frontali d'avanguardia che hanno permesso agli operatori di poter affrontare le insidie della montagna, simulando vi fossero le condizioni peggiori per poter intervenire, mettendo alla prova le loro capacità fisiche e di adattamento.

"Tutto è andato per il meglio - spiega Luca Boldrini -, abbiamo effettuato l'esercitazione impiegandoci, come previsto, quattro ore dalla 'chiamata'. Abbiamo provato la linea di discesa di 500 metri, con solo qualche difficoltà lungo i tornanti. Scendendo al buio si ha la percezione limitata di tutto quello che circonda la discesa, ma non abbiamo avuto alcun problema".

Continua così l'attività del Soccorso Alpino che, insieme ai Carabinieri di Dumenza, è da mesi ormai che è a disposizione di Monteviasco e della sua piccola comunità di montagna, dopo aver battuto traccia sulla neve nelle scorse settimane. L'auspicio, però, è quello che la funivia possa ripartire nel più breve tempo possibile per risolvere i disagi dei residenti e, soprattutto, dei gestori delle attività presenti e di chi ha fatto investimenti puntando sul futuro, almeno turistico, del borgo.


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