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Il 2 febbraio 1979 moriva Sid Vicious, icona del punk e dei Sex Pistols

Creato il 02 febbraio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

Sono stato innamorato solamente di una bottiglia e di uno specchio.

(biografieonline.it) Il 2 febbraio 1979 moriva Sid Vicious, icona del punk e dei Sex Pistols. Suonava il basso e pure male, ma lo suonava nei Sex Pistols, la punk band inglese per eccellenza, il gruppo che seminò il panico nel mondo della musica rock britannica e non solo, e investì la cultura di fine anni ’70 come un ciclone autodistruttivo. Per molti resterà l’icona assoluta, per altri la vera personificazione della truffa del rock and roll. Molto probabilmente l’unico inconsapevole eroe del pop. Il 2 febbraio 1979, a New York, John Simon Ritchie, meglio conosciuto come Sid Vicious, veniva trovato morto per un’overdose da eroina (pare fornitagli da sua madre). Il primo periodo punk si chiudeva qui.

Nasce il 10 maggio 1957 in Inghilterra e passa la sua infanzia a Londra. Abbandona la scuola e viene reclutato da Malcolm McLaren nei Sex Pistols. La band raggiunge il suo massimo “splendore” artistico con “Anarchy in the U.K.” e raggiunge le vette delle classifiche nel 1977 con la canzone “God save the queen”. Quest’ultima in particolare arriverà ad ottenere il primato di prima canzone ‘numero uno’ in classifica ad essere censurata: “Dio salvi la regina, che il regime fascista ha reso cretina”, recita il testo. I Sex Pistols citano anche i primi Who, gli Stooges, Iggy Pop, i New York Dolls, ma solo per deriderli.

Fino in fondo coerenti con le loro filosofie anarchiche e anti-ideologiche, il gruppo si scioglie quando capisce di essere solo uno strumento di business. Dopo il singolo di successo “My way”, cover della celebre canzone di Frank Sinatra, Sid Vicious si trasferisce a New York con la fidanzata Nancy Spungen, ex prostituta americana. Il 12 ottobre 1978 al Chelsea Hotel di New York, Nancy viene trovata morta. Sid, incolpato dell’assassinio, verrà scarcerato su cauzione: morirà in attesa del processo.

Sebbene Vicious pare abbia dichiarato “L’ho uccisa perchè sono un cane bastardo“, confessando di essere l’assassino della sua ragazza, 25 anni dopo la morte, un libro avanza l’ipotesi che Sid Vicious fosse innocente. Alan Parker, autore londinese esperto di punk, ha ricostruito con cura gli eventi di quella notte di ottobre in cui Nancy fu accoltellata e li ha raccolti nel libro “Vicious: Too fast to live”. Secondo Parker – che negli ultimi anni ha intervistato la polizia di New York che aveva condotto le indagini, la madre di Vicious e numerosi altri personaggi – il vero assassino della fidanzata di Sid sarebbe uno spacciatore e aspirante attore newyorkese, Rockets Redglare, il quale ha recitato piccole parti in “Big” con Tom Hanks e in “Cercasi Susan disperatamente” con Madonna. Inoltre, secondo la madre di Vicious, Ann Beverley, Redglare sarebbe anche responsabile dell’overdose che uccise suo figlio. Il cantante si era disintossicato per qualche mese, ma l’1 febbraio 1979 aveva mandato alcuni amici a comprare dell’eroina, secondo la madre, proprio da Redglare.

La verità forse non verrà mai alla luce: Rockets Redglare è morto nel maggio 2001, all’età di 52 anni, ucciso da una vita di stravizi.

Tossicodipendente, oltraggioso, aggressivo, negativo, autodistruttivo, Sid Viciuos ha personificato in vita ciò che le canzoni dei Sex Pistols volevano rappresentare. Primo martire del punk, immolatosi a soli 21 anni, oggi Sid Vicious rappresenta lo stereotipo di “sesso, droga e rock’n’roll”: uno stile di vita che porta alla morte prematura di giovani talenti, che per alimentare le loro doti hanno avuto bisogno di grandi eccessi.


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