Il bicchiere di prosecco su Ponte Vecchio

Da Irvi

Questa storia può vivere di vita propria o legarsi alla storia della scorsa settimana , a questa storia: Mi era stato suggerito da letizia e leucosia di inserire un “lieto fine “ e di sotto ci ho provato.Ovviamente non è necessario che leggiate la prima storia se non volete o non avete tempo.… capirete anche solo leggendo questa.E dunque:Appuntamento con il Writing Tuesday  di  Silbietta di INTERNO 105.

CausticoStamani stavo meglio e sono potuta rientrare a lavorare.Meno male perché erano già due giorni che ero a casa malata e non mi piace assentarmi dal lavoro.Alla fine poi, anche se sono malata i mestieri a casa li devo fare sempre , anche se ho la febbre alta.Lui non fa che dirmi che devo ritenermi fortunata perché non ho figli, me lo dice sempre:

  “Con una creatura per casa avresti meno tempo di lagnarti vai!!” .Io invece l’avrei tanto voluto un piccolino tutto mio, con i miei riccioli neri e gli occhi azzurri di lui.Ma io sono un po’ sbagliata e i bambini non mi riesci di farli ,
me lo dice sempre lui che non sono stata buona a fargli l’erede.Stare a casa due giorni per fortuna mi ha fatto quasi scomparire il livido che avevo sulla gota. Meno male!

In ditta sono sempre sospettosi e mi fanno un sacco di domande quando arrivo con i lividi .Mi vergogno tanto quando me lo chiedono e devo inventarmi qualche incidente domestico ,

perché io non sono buona a raccontare le bugie.Infatti non so come farò a non raccontare a lui quello che è successo stamani ma dovrò riuscirci se non lo voglio fare arrabbiare  come al solito.Mi ha convinto la Sara ad iscrivermi  , io non volevo, nn mi sentivo all'altezza anche perchè nel il volantino che avevano affisso in bacheca ,alcune parole non le avevo nemmeno capite .

Diceva così:XXVI Edizione del concorso di scrittura per non professionisti “Qualunque sia il vostro stile,dal romantico a realisticoda caustico a indulgenteda classico o modernonon esitate , inviateci la vostra storia .Accettiamo brevi racconti, poesie ,sonetti,filastrocche e stornelli  .Il primo classificato vincerà un premio in denaro di 250 euro e la pubblicazione del suo scritto .il ricavato della vendita del libro verrà devoluto in beneficenza per finanziare la nascita un'associazione di aiuto contro le donne maltrattate.Alla fine Sara mi ha convinto e mi sono iscritta perché scrivere mi piace tanto ma non lo so mica se sono in grado?Per dire, non so nemmeno cosa vuol dire la parola ”caustico”  ma che pretese posso mai avere?Ma lei ha insistito tanto, dice che mi aiuterà a tenere il cervello impegnato , e ha anche aggiunto“ Se poi vinci mi porti a cena fuori e ci ubriachiamo e facciamo le matte in giro per Firenze!”Ho sorriso a quel pensiero.Lui non mi manda mica fuori con le amiche la sera.Non mi son fatta travolgere da quei pensieri, in fondo è inutile porsi certi problemi , 

non vincerò di certo e quindi non dovrò andare a nessuna cena fuori.

Però ieri sera , mentre lui era fuori a giocare a calcetto con i suoi amici io ho scritto tanto,

ho scritto due racconti brevi e una poesia.Dopo averle rilette tante volte le chiuse per bene in una busta e domani mattina le spedisco.
Vi racconterò come procedono le cose.
Due settimane dopo.....
Non ho la forza di credere a quello che è successo ieri e sono certa che nessuno se lo sarebbe mai aspettato!
Sara continuava a battere le mani e ad urlare alla folla " E' la mia amica!!!L'ho convinta io ad iscriversi! " e applaudiva applaudiva....
Io ero attonita, non riuscivo nemmeno a parlare quando mi hanno chiamato a ritirare l'assegno e mi hanno stretto la mano facendomi i complimenti per la mia poesia. 
A me i complimenti non me li aveva mai fatti nessuno e non credevo nemmeno di meritarli.
La giuria era composta da quattro donne e un uomo. 
Anche l'uomo era visibilmente commosso appena mi ha visto così imbarazzata , incredibile. 
Poi mi hanno chiesto di leggere la mia poesia e io ero imbarazzata da morire, perché un conto è scriverle le cose , un altro è condividerle!
La voce non mi usciva quando mi hanno messo in mano il microfono , avevo paura di impappinarmi a leggere ad alta voce ma alla fine ho preso coraggio e ho iniziato a leggerla:
Per il mio bambino 
Non sei voluto arrivare e io accetto la tua scelta.La accetto perché chi ama davvero deve comprendere .E io ti comprendo bambino mio.Comprendo la tua riluttanza a venire al mondo in questa situazione .Forse lui non ti avrebbe amato nella giusta maniera .Ti avrebbe amato nello stesso modo in cui ama me.E non so se è il modo giusto di amare.Ma io si, io ti avrei amato tanto.Sono però certa che , nell’aver rinunciato ad avertiho dimostrato di amarti molto di più.Io so che un domani ti avrò bambino mio,e se non potrò cullarti durante le ore di veglia,allieterai i miei sogni durante la notte .In fondo tu ci sei, sei nel mio cuore, al sicuro, chiuso la dentro puoi dormire sereno, chiuso la dentro nessuno potrà mai farti niente di male.Nemmeno lui.


Alla fine della lettura la gente applaudiva e io mi sono commossa da tanto affetto!Sara mi ha preso da parte e mi ha detto all'orecchio "Adesso noi due andiamo a festeggiare!Non accetto scuse!" 

In quel momento ho deciso. 
Sarà stato l'affetto di quelle persone, i complimenti ricevuti che non mi aspettavo ma ho guardato Sara e le ho sorriso accondiscendete. 
Mi serviva giusto un quarto d'ora , poi avrei portato la mia amica  a cena fuori come promesso.
Chissà dove avevo trovato quel coraggio, in tanti anni avevo sopportato in silenzio pensando pure che fosse colpa mia.
Che donna frivola che  sono ! 
Mi son bastati un applauso e due complimenti per rivedere al microscopio tutta la mia vita e finalmente capire cosa dovevo fare!
Mentre io e Sara bevevamo un prosecco in quel bar sul Ponte Vecchio pensavo a tante cose. 
Guardavo le 100 piccole luci riflesse sull'Arno, 
le bollicine nel mio bicchiere e poi ridevo un po' brilla per il prosecco un po' per la mia decisione. 
Pensavo all'assegno di 250 euro, ai soldi che avevo preso dal cassettone di camera, al borsone di nylon riempito in fretta e furia con qualche vestito e qualche ricordo che non volevo lasciare a lui.
Pensavo al biglietto che invece avevo lasciato a lui, in cucina sul piatto vuoto , pensavo alla mia camera a casa di Sara dove sarei rimasta per un po' , a suo fratello avvocato che  aveva promesso mi avrebbe aiutato. 
E poi ridevo ridevo ridevo!
Ridevo pensando che avevo vinto sia il concorso che  la paura,
Ridevo pensando che ero finalmente libera ,
ma sopratutto ridevo  pensando che ancora ,
mica l'ho capito cosa vuol dire CAUSTICO!
The end...




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