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Il buio oltre la siepe (H. Lee)

Creato il 25 dicembre 2017 da Stefania
Il buio oltre la siepe (H. Lee)In questa sera di Natale voglio fare un regalo a quanti passassero di qui: vorrei consigliare un bel libro che ho letto proprio in questi giorni e terminato ieri sera. Si tratta di un libro risalente agli inizi degli anni Sessanta che non avevo trovato dall'elenco telematico dei titoli disponibili nella mia biblioteca di fiducia in quanto versione piuttosto vecchia e archiviata tra i volumi più delicati: Il buio oltre la siepe di Harper Lee. L'edizione che ho avuto io tra le mani è del 1962.
Sono arrivata un po' tardi a leggerlo ma... meglio tardi che mai. E mi sento di suggerirlo a chi ancora non l'avesse preso in considerazione. E' un bel libro, ben scritto, capace di trasmettere molto, di emozionare e lasciare il segno.
A raccontare la storia è Scout, una bambina di sei anni (alla fine della storia ne avrà nove) che vive con suo fratello Jem, suo padre Atticus e la domestica Calpurnia. Jeremy (Jen) e Scout (Jean Louise) Finch sono orfani di madre, vivono in Alabama a Maycomb (località di fantasia) nei primi anni Trenta ed hanno accanto una domestica di colore. I due ragazzini sono incuriositi da una figura misteriosa: un vicino che non esce mai di casa, che incute terrore a tutti ma che loro due vorrebbero avvicinare.
Vedono poco Atticus (Scout lo chiama proprio con il suo nome di battesimo, non papà o mio padre) ma il poco tempo che passano insieme è prezioso.Atticus è impegnato a difendere un giovane di colore (negro, il termine usato in abbondanza nel libro è negro/a/i, in linea con le abitudini di quell'epoca) accusato di violenza carnale da una giovane del posto. E' una causa che tutti definiscono persa in partenza ma Atticus difende Tom (questo il nome dell'accusato) con le unghie e con i denti, tanto più se si pensa che il ragazzo si professa innocente. 
Parte da qui una storia che parla di giustizia ed ingiustizia, di pregiudizi, di menzogne, di amicizia, di fedeltà, di discriminazioni.
Il personaggio che mi è rimasto nel cuore è quello di Atticus Finch: un uomo forte ma la cui forza risiede nella conoscenza, nella pazienza e nell'intelligenza più che nel fisico. E' un uomo comprensivo, molto calmo e misurato nelle sue reazioni sia nella vita personale che in quella lavorativa. E' un uomo di sani principi, pronto a lottare per ciò in cui crede, convinto che la giustizia debba vincere su tutto seppur consapevole che quando ci sono in ballo la parola di un bianco e quella di un nero, il secondo è destinato a soccombere sempre e comunque. E' un uomo attento a ciò che gli accade accanto, molto attento alla crescita dei suoi figli ai quali impartisce un'educazione basata sui suoi stessi principi. Ha una bambinaia ne(g)ra e le porta rispetto chiedendo a tutti gli altri di fare lo stesso anche se il costume dell'epoca vede la persona di colore sempre sottomessa a quella bianca.Maycomb è una località in cui bianchi e ne(g)ri convivono con una certa rassegnazione da parte di questi ultimi ma anche con tanta dignità. 
Ho anche apprezzato la crescita di Jem: il ragazzino che, nell'arco di qualche anno, mostra di essere cresciuto modificando i suoi comportamenti, affinando la sua personalità senza temere di far emergere il suo lato sensibile. Posto che Atticus è al vertice della classifica di gradimento in fatto di personaggi del libro, Jem viene subito dopo, prima ancora di Scout, anche se è la voce narrante.
Mi sono commossa in diversi passaggi, soprattutto alla fine. Ho avuto voglia di prendere a schiaffi qualche personaggio, di tappare la bocca a qualche altro, di abbracciare e consolare qualche altro personaggio ancora.
Atticus è uno di quei personaggi che credo ricorderò a lungo.Con questo libro partecipo alla Challenge Di che colore sei? in quanto libro recensito da una delle organizzatrici e rientrante nella categoria verde, obiettivo n. 2. Il buio oltre la siepe (H. Lee)Inoltre, partecipo alla Challenge From Reader to Reader 2.0. Primo libro utile per il mese di dicembre. Il buio oltre la siepe (H. Lee)Ps. non a caso questo libro ha vinto il premio Pulitzer nel 1961 ed è arrivato a noi, oggi, con la stessa carica di contenuto che lo rese subito famoso. E lo consiglio in questo giorno di festa.

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