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Il Burundi è ufficialmente fuori dalla Corte penale internazionale (Cpi)

Creato il 27 ottobre 2017 da Marianna06

Il presidente Pierre Nkurunziza è in carica ininterrottamente dal 2005 (Ansa)

Il Burundi è diventato ufficialmente il primo paese a lasciare la Corte penale internazionale (Cpi), a un anno dall’approvazione da parte del parlamento del progetto di legge che prevede il ritiro del paese dall’organismo giudiziario internazionale. A settembre scorso le Nazioni Unite hanno accusato il governo del Burundi di crimini contro l’umanità, incluse torture ed esecuzioni sommarie, e hanno chiesto alla Cpi di aprire un fascicolo sul paese quanto prima. L’uscita del Burundi dalla Cpi, ha assicurato il portavoce dell’organismo giudiziario parlando alla “Bbc”, non inciderà sulle inchieste della Cpi in corso nel paese. “L’articolo 127 afferma che l’uscita dalla Corte penale internazionale non ha alcun effetto sulla giurisdizione della Cpi sui crimini commessi quando il paese era ancora uno stato membro”, ha detto il portavoce.
La Cpi conta 122 paesi membri, di cui 34 africani. Il Burundi sta attraversando un’acuta fase di crisi politica dall’aprile del 2015, quando il presidente Pierre Nkurunziza ha deciso di concorrere per un terzo mandato alla guida del paese, cosa ritenuta dall’opposizione e dalla società civile una violazione della Costituzione e degli accordi di pace che nel 2005 posero fine a 12 anni di guerra civile. Anche il Sudafrica e il Kenya hanno minacciato di lasciare la Cpi, accusando l’organismo giudiziario internazionale di essere prevenuto nei confronti dei governi africani. (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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