Il cambio di stagione – #cosecheodio 2

Da Giulia Calli @30anni_Giulia

È inutile che continui a vestirmi a strati, pescando dall'armadio magliette e giacchette di cotone da infilare prima di uscire. Alla data di oggi, 23 novembre 2015, devo arrendermi all'evidenza che l'estate è finita e che queste settimane di tepore autunnale e temperature clementi non erano altro che un'illusione dettata dal famigerato cambio climatico. Che l'abbiamo capito che non ci sono più le mezze stagioni, però vuoi mettere questi ritorni di fiamma così gradevoli, sensazioni di un'estate che non finisce mai, anche se sai che da qualche parte un ghiacciaio sta inesorabilmente morendo?

Hai perso. È ora di vestirti pesante. E questo vuol dire solo una cosa: devi fare il cambio di stagione.

Ecco, non so per voi, ma questo per me è un momento molto traumatico. Peggio dello stendere i panni. Si tratta di una di quelle faccende domestiche che posticipo più che posso, fino a che - appunto - le membra non iniziano a chiedere una copertura più consona alla temperatura esterne. Io cerco di non ascoltarle. Ma finiranno per denunciarmi per maltrattamenti, soprattutto dopo che le porto in giro in bicicletta in una giornata di vento.

Il cambio di stagione suppone oltretutto una riorganizzazione degli spazi nella : solo che io le compro dal mia scatola di fiammiferi. Dotata di soli due armadi per contenere intimo, vestiti e cappotti, mi sono dovuta ingegnare sulla sistemazione dei capi stagionali. Mi sono venute in aiuto le pakistano di fiducia. Un negozio di prodotti per la casa - dallo sturalavandini alla scarpiera - punto di riferimento per il quartiere e che mi ricorda tanto l'emporio di signor Gesuino del mio paesello. Odore di naftalina incluso. magiche scatole di plastica trasparente tipo la Samla dell'Ikea

Le scatole di plastica trasparente riescono a contenere stagionalmente tutti i miei vestiti - complice anche un lavoro di decluttering effettuato nei miei 3 anni a Barcellona - e a custodirli nell'unico anfratto che ho a disposizione: sotto il letto.

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È inutile che continui a vestirmi a strati, pescando dall'armadio magliette e giacchette di cotone da infilare prima di uscire. Alla data di oggi, 23 novembre 2015, devo arrendermi all'evidenza che l'estate è finita e che queste settimane di tepore autunnale e temperature clementi non erano altro che un'illusione dettata dal famigerato cambio climatico. Che l'abbiamo capito che non ci sono più le mezze stagioni, però vuoi mettere questi ritorni di fiamma così gradevoli, sensazioni di un'estate che non finisce mai, anche se sai che da qualche parte un ghiacciaio sta inesorabilmente morendo?

Hai perso. È ora di vestirti pesante. E questo vuol dire solo una cosa: devi fare il cambio di stagione.

Ecco, non so per voi, ma questo per me è un momento molto traumatico. Peggio dello stendere i panni. Si tratta di una di quelle faccende domestiche che posticipo più che posso, fino a che - appunto - le membra non iniziano a chiedere una copertura più consona alla temperatura esterne. Io cerco di non ascoltarle. Ma finiranno per denunciarmi per maltrattamenti, soprattutto dopo che le porto in giro in bicicletta in una giornata di vento.

Il cambio di stagione suppone oltretutto una riorganizzazione degli spazi nella : solo che io le compro dal mia scatola di fiammiferi. Dotata di soli due armadi per contenere intimo, vestiti e cappotti, mi sono dovuta ingegnare sulla sistemazione dei capi stagionali. Mi sono venute in aiuto le pakistano di fiducia. Un negozio di prodotti per la casa - dallo sturalavandini alla scarpiera - punto di riferimento per il quartiere e che mi ricorda tanto l'emporio di signor Gesuino del mio paesello. Odore di naftalina incluso. magiche scatole di plastica trasparente tipo la Samla dell'Ikea

Le scatole di plastica trasparente riescono a contenere stagionalmente tutti i miei vestiti - complice anche un lavoro di decluttering effettuato nei miei 3 anni a Barcellona - e a custodirli nell'unico anfratto che ho a disposizione: sotto il letto.

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PS: mi piace un sacco il colore della tua camera

Per lo meno la Scozia non ti illude, ti insegna da subito che ti devi organizzare, mi sembra onesto.

ps. anche a me piacciono molto i colori della mia scatola, non li ho scelti io, sono stata fortunata

Giulia. Trent'anni e qualcosa, dopo una separazione e molti traslochi, ora vivo in una scatola di fiammiferi di fronte al mare di Barcellona (♥). Ogni tanto riempio uno zaino e vado a esplorare il mondo. Se sono ben accompagnata ne sono felice, altrimenti cammino benissimo da sola. Per avere più dettagli clicca qui.