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Il centro è vivo, ma la spesa si fa al centro commerciale

Da Laura Ceresoli
Il centro è vivo, ma la spesa si fa al centro commercialeIl centro di Bergamo è riconosciuto come un luogo vivo e frequentato abitualmente, sia dai residenti sia dai non residenti, ma manifesta fragilità del tessuto commerciale che richiedono interventi finalizzati a rilanciarela capacità attrattiva. È questo, in estrema sintesi, quanto emerge dallo studio, commissionato dal DUC e dal Comune di Bergamo, del professor Luca Zanderighi di TradeLab, agenzia specializzata nell’analisi del rapporto tra offerta commerciale e consumatore.  
Il centro di Bergamo ha una reputazione positiva e assume per molti una funzione sociale importante, gode di una buona affluenza di persone in misura continuativa: la frequenza di visita infatti è particolarmente elevata, tanto per i residenti quanto per i non residenti. Nel complesso il 45,6% dichiara di recarsi in centro più volte la settimana, percentuale che sale al 54,6 per chi risiede a Bergamo. A frequentarlo in misura maggiore sono, tra i residenti le donne e gli over 45, tra i non residenti gli uomini e i giovanissimi. Sono pochi invece coloro che dichiarano che il centro non è una meta di frequentazione abituale. Il 73% lo considera attrattivo e per molti intervistati (oltre il 30%) nell’ultimo anno il centro è ulteriormente migliorato (solo l’8% sostiene che sia peggiorato): tutte le iniziative che l’Amministrazione ha messo in campo hanno ottenuto ampio riscontro da parte degli intervistati, ma sono il BergamoWifi, l’Accademia Carrara, la mostra su Veronelli e il sistema di indirizzamento ai parcheggi a riscuotere il più alto gradimento
Ci si arriva prevalentemente in auto (circa il 27 percento usa l’autobus per arrivarvi), si prediligono i parcheggi su strada con un utilizzo ancora solo parziale dei parcheggi in struttura (il sistema di indirizzamento ai parcheggi varato un anno fa dall’Amministrazione comunale ha migliorato l’individuazione dei parcheggi di questo tipo, ma è ancora poco conosciuto dagli intervistati).
Il campione preso in considerazione aspira a un miglioramento della viabilità, a una maggiore disponibilità di parcheggi (nonostante il basso tasso di occupazione di quelli in struttura presenti sull’area – la capacità residua si attesta tra il 30 e il 40%) e ad un miglioramento del trasporto pubblico. Alla domanda “Cosa manca al centro cittadino”, emerge chiaramente l’esigenza di trovare i grandi marchi della distribuzione, della moda e della ristorazione nel centro città. Un dato infatti spicca sugli altri: l’84% della spesa dei residenti (alimentare e non) viene effettuata fuori dal centro cittadino: il 50% verso altri quartieri, il 21.5% verso altri comuni, il 5% su internet. Per i non residenti il centro è attrattivo solo per 1 intervistato su 5.
I centri commerciali risultano essere, in questo contesto, una meta di frequentazione e di acquisto per la quasi totalità dei consumatori: il 90% dei non residenti e il 78% dei residenti di Bergamo frequentano centri commerciali pianificati (principalmente Orio Center, Curno e Le Due Torri), con una frequenza di visita che per il 33% degli intervistati è almeno una volta alla settimana (la frequenza è maggiore per i più giovani e tende a decrescere all’aumentare dell’età, in particolare per i non residenti).
L’offerta di pubblici esercizi ha un carattere prevalentemente diurno: un numero consistente di attività, infatti, chiude tra le 18.00 e le 20.00 e solo poche restano aperte fino a tarda serata. L’offerta che essi generano sembra pertanto essere adeguata a soddisfare una domanda soprattutto di tipo funzionale (consumi di residenti e lavoratori nell’area, frequentazione da parte di visitatori in concomitanza ad altre attività), ma meno in grado di attrarre domanda in modo spontaneo (frequentazione dell’area come destinazione per i consumi fuori casa, specie serali).

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