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Il cinema italiano che non ti aspetti # 1: mille chilometri al minuto!

Creato il 26 marzo 2020 da Nickparisi
IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI # 1: MILLE CHILOMETRI AL MINUTO!Sono tempi strani questi.
Nonostante sia stato chiuso in casa in questi giorni, con teoricamente moltissimo tempo libero a disposizione, ho scritto e prodotto poco o niente. Gli stimoli esterni-come sappiamo tutti- non erano decisamente il massimo e non invogliavano per niente.
Sto provando adesso a recuperare, intendo quindi cominciare a dedicare una manciata di articoli ad alcune dimenticate pellicole del Cinema italiano del passato. Pellicole che per un motivo o per un altro riguardano anche il fantasy, la fantascienza e il perturbante.
Andiamo a cominciare.
MILLE CHILOMETRI AL MINUTO ! (1939-40)
Alcuni siti del settore danno come anno di produzione il 1939 altri il 1940, probabilmente avranno ragione un po tutti,essendo stata proiettato nelle sale nel '40 è verosimile che le riprese di questa pellicola (almeno la maggior parte di esse) siano state realizzate nel corso dell'anno precedente.  La nazione sta per entrare in guerra,un conflitto sanguinoso che lascerà solo macerie ma questo gli italiani ancora non lo sanno. C'è ancora in giro tanta, troppa e ingiustificata fiducia nelle capacità belliche.
E sappiamo tutti come poi andrà a finire.

Nelle sale della Nazione il genere imperante (tanto per cambiare) è quello della Commedia,certo ancora non si tratta della Commedia all'Italiana, genere che nascerà molti anni dopo quanto piuttosto di quell'antesignana categoria tanto amata e protetta dal Regime Fascista che va sotto il nome di Cinema dei Telefoni Bianchi
Per spiegarci in due parole: quando parliamo di "Telefoni Bianchi" intendiamo una corrente cinematografica in auge nel nostro paese dalla Seconda metà degli anni '30s fino alla caduta del regime Fascista, che di questo genere fu spesso sponsor e patrocinatore. I film prodotti erano quasi sempre commedie, anche ben fatte a livello scenico (le case erano arredate in stile art-déco che all'epoca andava per la maggiore e piene di status symbol tra cui i già ricordati telefoni realizzati in bachelite bianca più rari e costosi dei comuni modelli a colore nero) o a livello di sceneggiature molto spesso ricalcate da commedie dell'Ungheria odi altri paesi dell'Europa cCntrale, ma che finivano per dare una immagine molto moolto idealizzata della realtà circostante; il che significava ambientazioni contemporanee ma scarsa o nulla critica sociale (per fare un esempio non ci furono quasi mai riferimenti al conflitto che l' Italia stava vivendo), si descriveva una nazione alto borghese dove i ruoli erano e dovevano essere tutti ben definiti: gli uomini tutti laboriosi, onesti e dediti alla famiglia, le donne tutte madri, mogli fedeli e ben contente della loro posizione, la criminalità era quasi del tutto assente- al massimo si poteva mostrare qualche ladro di polli ma solo per esaltare l'italica arte di arrangiarsi e sempre in maniera bonacciona come accadeva a Totò nel suo primo film Fermo con le Mani del 1937. Quando però si doveva parlare di criminalità organizzata o di delitti allora beh, si ambientava tutto in altri paesi, così giusto per dimostrare come si vivesse bene in Italia. L'umorismo e le storie d'amore erano sempre trattati all'acqua di rose, nonostante questo di tanto in tanto usciva qualche prodotto che cercava di aggiungere altro.
IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI # 1: MILLE CHILOMETRI AL MINUTO!E'il caso di questo Mille Chilometri al Minuto! che alla commedia unisce una delle prime scorribande del nostro Cinema nella fantascienza.
Per la verità l'elemento fantastico si esaurisce quasi subito: Mille Chilometri al Minuto !è la storia di una fallita spedizione spaziale, la cronaca semiseria di un viaggio non riuscito verso Marte.  Tuttavia ci sono comunque moltissimi orpelli riconducibili agli ostici territori della fantascienza.
Troviamo così la classica isola disabitata con il laboratorio dello "scienziato pazzo" situato su un isola disabitata, troviamo anche il razzo spaziale e c'è anche sullo sfondo il fascinoso pianeta rosso che i poco collaborativi protagonisti dovrebbero raggiungere.
Ovviamente la spedizione andrà male, i "nostri eroi"non riusciranno mai ad arrivare su Marte, però la cosa farà nascere tutta una serie di equivoci sempre più grandi mano a mano che la narrazione andrà avanti.
Per il resto però rimangono tutti i classici sfondi e topoi di quella stagione cinematografica. 
Della regia se ne occupa Mario Mattoli, l'uomo che poi nei decenni successivi realizzerà parecchi dei film brillanti più conosciuti della nostra cinematografia,mentre tra  gli interpreti figurano molti nomi all'epoca in grande auge ma oggi quasi completamente dimenticati.
IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI # 1: MILLE CHILOMETRI AL MINUTO!La livornese Vivi Gioi (in realtà si chiamava Vivienne Trumpy) che era stata scoperta un paio di anni prima da Vittorio De Sica interpreta qui la figlia dello scienziato, in quegli anni però passava  alternativamente da ruoli di biondina svampita a parti di donna fascinosa con atteggiamenti da vamp. In seguito però si sarebbe passata al Cinema drammatico.
Il milanese Nino Besozzi,pur essendo un valido comico, veniva sovente scelto per interpretare figure da giovane onesto e affidabile spesso coinvolto in romantiche storie d'amore.
Il vero mattatore della pellicola però risulta essere Antonio Gandusio una delle grandi stelle di quei tempi ( gli altri due erano Armando Falconi e Ruggero Ruggeri), un garanzia per i botteghini negli anni '30s  .
Si perché Gandusio era un vero e proprio idolo delle folle, uno di quegli interpreti adorati dalla critica e dal pubblico, fa strano dirlo oggi dal momento che il suo nome, come quello di Falconi e di molti altri attori del periodo è quasi dimenticato. Per fare un paragone (parziale e inesatto me ne rendo conto io per primo, ma il paragone mi serve per farne capire la popolarità) si può dire che Gandusio e Falconi furono per il Teatro e per il Cinema italiano quello che in seguito sarebbero diventati i vari BenigniSordiTotò, o i De Filippo.
Purtroppo furono molto amati anche dal Regime Fascista e dal Minculpop (a differenza per esempio dei già ricordati fratelli De Filippo o di Anna Magnani che, anzi, non furono  mai troppo teneri con la dittatura, che giusto per ricambiare, più volte li mise sotto sorveglianza) e questo potrebbe spiegare in parte il perché oggi sian stati abbastanza dimenticati , aggiungiamoci anche il cambiamento dei gusti intercorso nel frattempo ed il quadro sarà completo.

IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI # 1: MILLE CHILOMETRI AL MINUTO!

Antonio Gandusio  (1873-1951)

Gandusio  a voler vedere bene, non era destinato a fare l'attore, non aveva molto che potesse affascinare: aveva una brutta voce, il volto asimmetrico ed anche una piccola gobba. Inoltre la famiglia avrebbe voluto far di lui un avvocato, però era dotato di una volontà di ferro ed era molto determinato. Nato a Rovigno quando l'Istria faceva ancora parte dell'Impero Asburgico, come molti degli irredentisti di quell'epoca venne mandato dalla famiglia a studiare in quello che era già territorio italiano, solo che accanto agli studi di Giurisprudenza il giovane cominciò a recitare in teatro per compagnie  sempre più importanti.
Mano a mano che gli ingaggi andavano avanti furono proprio quelle caratteristiche fisiche che all'inizio lo avevano svantaggiato a renderlo uno degli attori comici più amati e riconoscibili dal pubblico. Un'altra cosa che lo rese estremamente popolare fu il rifiuto di Gandusio di arruolarsi nella marina austriaca durante la Prima Guerra Mondiale, cosa che gli procurò da un lato una condanna a morte da parte degli austriaci e la fama di grande patriota da parte italiana.
IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI # 1: MILLE CHILOMETRI AL MINUTO!Con l'arrivo del sonoro  nel nostro paese l'attore iniziò ad accompagnare all'attività teatrale anche quella cinematografica diventando ben presto uno dei volti più richiesti. Se il collega Armando Falconi si era specializzato in parti di vecchio seduttore o di nobile decaduto, a Gandusio venivano richieste perfomances da professionista distratto o pasticcione, entrambi poi finirono sovente a recitare assieme figure di mattacchioni goliardici ma attempati.
Se diversi problemi fisici (un incidente sul set e poi la progressione del Parkinson) finirono per rovinare la carriera del primo la cosa che contribuì a rallentare il percorso cinematografico del secondo fu la scelta di Gandusio di partecipare ad un paio di film realizzati durante la sciagurata esperienza della Repubblica Sociale di Salò ( il più conosciuto è il bellico Marinai senza Stelle girato tra Venezia e Trieste nel 1944 ma che dopo la fine della guerra subì diversi rimaneggiamenti per depurarne tutti gli aspetti propagandistici e riproposto nel 1949 in un clima sociale totalmente opposto a quello per cui era nato). Dopo la fine del conflitto l'attore istriano pur apparendo in un altra manciata di pellicole, tra cui lo splendido lo Sconosciuto di San Marino (nel quale interpreta un prete pacifista, ruolo forse da lui scelto per farsi perdonare qualche passata "adesione" di troppo) preferì dedicarsi alla sola attività teatrale fino al momento della sua morte.
Mille Chilometri al Minuto è la sola incursione di Gandusio alla fantascienza, purtroppo -lo dico subito-non è un film facile da reperire, da che mi risulta non ne esiste nessuna edizione video, sul tubo poi ne circolano solo brevi spezzoni di infima qualità. Al massimo ogni tanto viene programmato in orari notturni da sconosciutissime reti locali di decimo ordine. Io stesso ricordo di avere visto una di queste trasmissioni su una emittente napoletana diversi anni fa, ma la copia riversata in quella occasione era a dir poco ultra rovinata. Probabilmente a cercare nei vari cineforum o cineoeche si riesce a recuperare.
Ma così giusto per curiosità.

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