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Il club delle cattive madri

Creato il 18 novembre 2017 da Laragazzacoltacco12rotto @Laragazzacoltacco12r

Da qualche giorno pensavo di dover tornare a scrivere e questa volta come mamma per aprire il mio personale “Club delle cattive madri”. Da quando sono rimasta incinta, infatti, ho scoperto un intero universo sconosciuto che, in pratica, divide il mondo in buone madri e cattive madri. Quello che non sapete è che, in un modo o nell’altro, ricadrete nella seconda categoria.

Oggi scrivo per parlarvi di allattamento. Ieri un noto blogger, Il Signor Distruggere, ha pubblicato il seguente status “Mi state segnalando in tanti lo screen di una mamma che in un ristorante viene invitata dalla cameriera ad andare ad allattare in bagno.
La demente è, ovviamente, la cameriera, di cosa quindi dovremmo discutere?”, i commenti sono subito fioccati. Per chi non lo sapesse Vincenzo Maisto, in arte Distruggere, è diventato famoso con le prese in giro alle “pancine”, donne che vivono la gravidanza in maniera un po’ particolare, spesso molto ignoranti e che condividono le loro ansie e paure sui social in appositi gruppi. Il post sopracitato, però, ha suscitato una marea di risposte assurde che ci fanno capire quanto in Italia siamo non solo retrogradi ma maschilisti e ignoranti. I peggiori commenti sono, ovviamente, femminili. Per citarne qualcuno “A me quelle che allattano in pubblico mi disturbano. Perché al 90% dei casi non è necessario. Non ditemi che in autobus e’ necessario. Se esci col pupo ti porti il biberon. Su questo mi rendo odiosa, lo so”, “Credo di non essere l’unica a pensare che l’allattamento sia un gesto così intimo e di così profondo legame tra madre figlio che sbandierarlo come delle selvaggio del Borneo in ogni dove, lo squalifichi da significato sentimentale che ha.”, “alcune donne lo fanno solo per ostentare e mettere in mostra il proprio seno”, “allattare in pubblico è come andare in giro col pene di fuori” e chi più ne ha più n metta. Adesso io voglio presupporre che sia l’ignoranza a far parlare le persone e anche la poca consapevolezza miscelate insieme a quella sana dose di “sono troppo figa non voglio fare figli quindi tu che hai deciso di fare figli e rovinarti la vita non darmi fastidio” quindi voglio raccontare com’è l’allattamento.

Il club delle cattive madri

Quando ho seguito il corso pre-parto l’allattamento ci è stato raccontato come un momento in cui il bimbo ci avrebbe guardato negli occhi cercando la nostra anima e avremmo creato un legame madre figlio. Poi, però, ci hanno parlato di mastiti, ragadi, sangue, dolore e quant’altro. L’allattamento al seno è la cosa migliore per il nostro bambino, gli dà anticorpi, gli avita anemie, malattie e man mano che l’ostetrica parla nella mente della gestante partono mille paranoie “e se non avessi latte? e se non potessi allattare? sarò una cattiva madre perchè non allatterò?” Allora inizi ad informarti, ti dicono che tutte hanno il latte, che bisogna far attaccare il piccolo il più spesso possibile per farlo arrivare, che non bisogna scoraggiarsi. E allora tu lo fai…5 minuti dopo aver partorito, mentre qualcuno sta ancora ricucendoti la ciucia fai attaccare il bambino al seno e ti sembra la cosa più bella del mondo. Facile, pensi.

Ti portano in camera e ti lasciano con il piccolo, non sai cosa devi fare, sai che se piange provi a dargli la tetta. I primi giorni hai solo il colostro, una sostanza irriproducibile che sazia e ripulisce il corpicino di tuo figlio. Peccato sia denso e faccia malissimo quando il bimbo si attacca. Ma non demordi, aiuti il bambino ad attaccarsi bene, chiami le ostetriche ogni volta che lui cerca di mangiare per farti controllare che l’attacco sia giusto. Non che ci provi gusto a che ti guardino le tette 10 persone al giorno ma il rischio che lui non si attacchi bene causandoti ragadi (NDR tagli sui capezzoli che diventano pezzi di pelle mancante con relativa perdita di sangue e possibile pus) ti fa perdere quel poco di pudore che non credo ti sia restato dopo essere stata a gambe aperte con di fronte una decina di persone che fanno il tifo per la tua patata mentre tu imprechi contro i film che ti fanno credere che ci voglia poco.

E così arrivi a casa. E arriva la montata lattea. Il seno ti diventa enorme e durissimo e no, non è sexy. Il mio fidanzato, nonostante abbia assistito al parto senza battere ciglio, mi ha detto di andare in ospedale dopo aver toccato le mie tette durante la montata e aver detto che era una cosa impressionantissima. E così sono finita all’ambulatorio dell’allattamento dove una santa donna mi ha attaccata ad un tiralatte elettrico mente mi massaggiava con violenza per sciogliere il latte della montata. Un dolore inaudito. Un secondo travaglio. Sono uscita dopo 3 ore con le lacrime agli occhi e un vasetto del mio latte tirato. Ma il mio bimbo era pigro e non riusciva ad attaccarsi bene. Così ti ritrovi a comprare dei paracapezzoli in lattice, per aiutare lui e soffrire meno tu. E nel frattempo speri di riuscirci, di non sentirti una cattiva madre.

A questo punto ti ritrovi di fronte ad una scelta: allattamento a richiesta o no? A richiesta vuol dire che dai da mangiare allo gnomo ogni qual volta piange. La dipingono come una scelta naturale e giusta e così ci provi. Ma tuo figlio ciuccia per due minuti, poi si addormenta e dopo un quarto d’ora piange di nuovo. Di giorno e di notte. E tu non ti lavi, non fai la cacca, non dormi. Per giorni. E tuo figlio inizia ad avere le colichette. Già perchè mangia voracemente e si gonfia d’aria. Tu piangi. Ma non demordi.

Leonardo ha 40 giorni. Abbiamo smesso l’allattamento a richiesta e mangia ogni 3 ore. Ah..quando mi dicevano ogni 3 ore prima di avere un figlio mi sembrava una cosa tranquilla…ora so che sono 3 ore dall’inizio della poppata non dalla sua fine e una poppata può durare anche un’ora. E lui mangia ogni tre ore di giorno e di notte. Allattare al seno, quindi, vuol dire per me mamma passare le notti 1 ora sveglia e dormo 2 quando mi va fatta bene. I capezzoli fanno male ogni volta che si attacca, devo andare in giro con le coppette assorbilatte – degli assorbenti per tette – e per questo non posso stare mai senza reggiseno, allattare stanca da morire e dormirei anche io per le due ore successive alla poppata, ho sempre sete e fame e sono stanca. Più di una volta sono stata tentata dal dire “passo all’artificiale”, potrei dividere l’incombenza col papà ed essendo meno digeribile il latte non mio la notte dormirebbe. Ma ho scelto di allattare.

Il club delle cattive madri

Adesso leggere certe stronzate riguardo all’allattare in pubblico capite perchè mi fa girare abbastanza le scatole.

  1. Dagli il biberon. I bambini allattati al seno non prendono il biberon, non sanno berci, la suzione è diversa e se scoprono che c’è un modo facile per ottenere il latte smettono di prendere la tetta. Inoltre non è che prendo il biberon dalla borsa e glielo do freddo, se sono in bus devo comunque dargli la tetta. Questo senza considerare che tirarsi il latte è doloroso oltre ad essere una gran rottura di cogliono.
  2. L’allattamento è intimo come fare l’amore. Io non so che problemi abbiate ma io allatto davanti a mio padre e mio fratello ma Leonardo è stato concepito senza spettatori! Di intimo e poetico l’allattamento ha poco dopo la prima volta che lo fai in sala parto. Occupa all’incirca 5/6 ore delle mie giornate, è un lavoro, quando è nervoso mi morde, quando butta la testa all’indietro si tira dietro la tetta dato che è una ventosa. Smetti di guardarlo dopo la terza volta. Dal terzo giorno guardi 12 stagioni di Grey’s Anatomy in due o tre lingue e compri su amazon qualsiasi cosa ti venga in mente. Di notte bestemmi.
  3. Si allatta in casa. Calcolando il tempo che passo ad allattare significherebbe non uscire mai e no, questo non lo accetto. La vita non finisce perchè hai un figlio nè perchè sei circondato da gente idiota. Si possono continuare a fare le cose anche dopo aver fatto figli, non siamo negli anni 50. E non stai dimostrando poco amore nel non rinunciare a tutto, stai solo dimostrando di essere una persona.
  4. Lo fate per mettervi in mostra. Ho mostrato più tette in qualsiasi serata in discoteca che mentre allatto. Le scollature vertiginose dei miei vestitini pre-mamma mostravano molto di più ma nessuno si è mai lamentato. Inoltre non farei vedere le mie tette attualmente neanche al mio fidanzato. Attualmente ho un corpo che riconosco poco e pensare che mi faccia piacere esibire le tette chissà per quale motivo davanti a zii, fratelli e cugini lo trovo proprio idiota.

Ma sì, allattare è fattore di orgoglio, posso nutrire mio figlio e ho combattuto per farlo. Ho combattuto col dolore, con le notti insonni, con la pigrizia di quel frugoletto e spero di non dover combattere anche con l’ignoranza della gente e spero che nessuna donna debba farlo. E sì anche io da giovane mi dicevo “Io non voglio figli” ma la verità era solo che non amavo qualcuno a tal punto da volerlo riprodurre. E se l’ho amato è stato proprio perchè una delle prime cose che mi ha detto è stato “Fare un figlio non significa smettere di vivere” ma vivere per due, vi aggiungo io. E spero che di argomenti come questo se ne parli e a lungo, perchè viviamo in un paese retrogrado, maschilista e ipocrita per cui le tette in prima serata vanno bene ma se allatti in pubblico sei una cattiva madre. E lo sei per tutti. Per le ex neomamme ora vecchie e acide che parlano dei bei tempi in cui non si allattava in pubblico perchè non si usciva con un bimbo piccolo e ti additeranno come cattiva madre che non sa fare delle rinunce – come se rinunciare al sonno, al tuo corpo, alle uscite frequenti etc etc non bastasse – e che non sa mettere il benessere del figlio avanti al proprio. Per i giovani che non vogliono figli – poveri ingenui!- che gli fa schifo vedere “tette grondanti” (wtf??!!), “selvagge del Borneo che allattano come mucche per strada”, “bambini urlanti come sirene” e chi ha qualsiasi cliché sui bimbi lo dica pure per cui sarai una cattiva madre perchè non solo hai deciso di rovinarti la vita procreando ma stai disturbando la loro cena perchè il loro accompagnatore guarda te che allatti nonostante loro siano uscite con più tette di fuori di te. Per quelle che allattano a richiesta sarai una cattiva madre perchè fai piangere tuo figlio al posto di dargli la tetta, per quelle che allattano a orari sarai una cattiva madre perchè accontenti tuo figlio sempre dandogli la tetta ogni volta che vuole.

Insomma….benvenuta nel club!



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