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"Il colibrì e la foresta in fiamme " / Spazio di riflessione

Creato il 04 novembre 2012 da Marianna06

 

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Un giorno come tanti, in una foresta africana, per l’eccessiva calura scoppia, all’improvviso, un incendio.

E tutti gli abitanti,terrorizzati come non mai prima, leone in testa, che  pomposamente si fregia del titolo di “re”, si danno subito alla fuga,  pur di non  correre il rischio di morire arrostiti tra  le fiamme.

L’unico a non fuggire è un piccolo colibrì che in volo, con una goccia d’acqua nel suo becco, non solo non si allontana ma penetra all’interno della fitta vegetazione con l’intento di riuscire, se ce la fa, a spegnere il fuoco che divampa.

Il leone allora che, di lontano, intanto osserva  la scena,   si rivolge con sarcasmo baldanzoso all’uccello e gli dice :

“Ma cosa credi di fare? Non vedi che la foresta sta bruciando ?”.

E il colibrì serissimo ,di rimando, risponde :”Faccio la mia parte”.

La storia del colibrì è abbastanza nota, come i più sanno, e appartiene ad un ciclo di antiche favole africane.

E, come tutte le favole, include ovviamente una morale.

E la morale, che è applicabile a un contesto africano ma non solo, è soltanto  una modesta proposta di strategia per chi l’ ascolta, che potremmo denominare  “strategia del colibrì”.

In poche ma efficaci parole si sottolinea nel racconto che tutti, basta che siano disponibili a “fare”, possono  dare un apporto, modesto per quanto esso sia, per cambiare in meglio le “cose”.

 Per rendere cioè il  mondo,tanto nel vicino che nel lontano, migliore di come è.

Ma perché questo sia, bisogna crederci nella “strategia del colibrì”.

 E con parecchia umiltà.

 E, soprattutto non lasciarsi mai scoraggiare da chi ha già deciso in partenza che non c’è alcun  rimedio al disastro.

Insomma è l’impegno dei piccoli gesti quotidiani che fa il mondo e che, molto più spesso di quanto s’immagini, può tramutare anche ciò che è male in bene.

Ed è un impegno, che è fatto di perseveranza.

Esempi, certamente, ce ne sono a iosa.

Ma non starò qui a elencarli.

Per non togliere il piacere della “scoperta”.

Posso, semmai , aggiungere che, per il momento storico che  tutti si sta vivendo, e  a ogni latitudine, non è mai troppo il tempo di  fermarsi a riflettere sull’operato del “nostro” colibrì e, soprattutto, sulla sua strategia.

 

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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