Il collezionista di viaggi non è un viaggiatore

Creato il 23 ottobre 2015 da Elisa Pasqualetto @LizAu87

Sembra che basti vistare un certo numero di paesi per essere definiti un viaggiatore e, magari, a casa avere una collezione di bandierine in un cassetto, oppure esposte su una mensola del salotto come dei trofei di tutti i posti che si han visitato, ma quello secondo me non è un viaggiatore, è un collezionista di viaggi.

Il viaggiatore (ma questo è un mio modesto parere) è colui che il viaggio lo vive, lo pensa e lo realizza perché sente dentro di sé il bisogno di scoprire il mondo, le sue curiosità e le diverse culture che lo popolano, con tutti i loro difetti e pregi. Bisogna sempre cercare il bello nelle cose, ma esistono situazioni, episodi, momenti di vita in viaggio che non sono sempre belli da raccontare, però esistono e, spesso, sono quelli più reali.


Un collezionista di viaggi non vi dirà mai cosa non gli è piaciuto, il viaggiatore sì.
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Non ha importanza se il numero di voli presi in un anno, supera di gran lunga quello delle volte che avete mangiato una pizza, il viaggio ha bisogno di tempo, il giusto tempo, questo l’ho capito anche durante gli on the road che ho fatto, tutti emozionanti e pieni di momenti culturali in diverse città, ma troppo veloci. Non si può correre da una parte all’altra del mondo, facendo più tappe possibili, senza poi, alla fine, assaporare profondamente qualcosa…o no?

Il viaggio ha bisogno di essere capito e metabolizzato, al ritorno le emozioni si rivivono, ma se si riparte si ha la certezza di lasciare ai ricordi il tempo sedimentarsi e di prendere il loro spazio nella nostra memoria? Oppure lasceremo che quelli nuovi ridimensionino e/o sostituiscano i primi?

Ci dimentichiamo spesso che viaggiare significa anche tornare nel luogo da cui si è partiti, è quando si riappoggiano le valigie dentro casa, che, forse, ci si rende, finalmente, conto di ciò che si ha vissuto.

Il collezionista di viaggi tutto questo non lo vive, perché non le disfa nemmeno le valigie, varca la soglia di casa, saluta, appoggia il souvenir in salotto e se ne va altrove, per portare un’altra bandierina da appoggiare sulla mensola, per fare un’altra “x” sulla cartina appesa al muro.

Domandatevi qual è il senso del vostro viaggiare, se viaggiate per voi stessi o per qualche altro motivo, se le cose le guardate con gli occhi o attraverso lo smartphone, se riuscite a portarvi a casa ricordi ed esperienze intensi, veri, come quella che la ragazza degli abbracci di Granada ha regalato a me…

Viaggiare è una scelta, una scelta alla portata di tutti, ma fatta da pochi. Collezionare viaggi è un hobby, invece, abbracciato da molti.

C’è una differenza sostanziale tra la dannazione di essere una viaggiatrice e un disturbo ossessivo compulsivo verso la raccolta di foto e di biglietti aerei.


Il viaggiatore sa dare il giusto tempo al viaggio, il collezionista di viaggi no.
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Voi vi sentite più viaggiatori o collezionisti?


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