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Il colpevole di Gustav Moller: la recensione

Creato il 26 marzo 2019 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Il colpevole di Gustav Moller: la recensionePochi elementi per costruire un thriller con i fiocchi

Premiato al Torino Film Festival 36, Il colpevole è un thriller che coinvolge due stanze, un telefono e un corridoio. Un prodotto che fa leva su una sceneggiatura che muta costantemente in base al punto di vista e su un dramma che ribalta le convenzioni e i pregiudizi.

Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e, per questo motivo, presta servizio al numero delle emergenze. Inquieto e insofferente, Asger riceve la chiamata da parte di una donna che sostiene di essere stata rapita.

Diretto da Gustav Moller, Il colpevole è un film dalla rara potenza narrativa; appoggiata esclusivamente sulle spalle del protagonista (un poliziotto costretto a scontare la sua “pena” al telefono del pronto intervento), l’opera fluisce attraverso le chiamate disperate di una donna rapita, di una bambina spaventata e di un marito evasivo. E mentre da un capo del telefono si ricostruiscono gli avvenimenti e le tragedie, dall’altra parte c’è un uomo che sente l’adrenalina della prima linea, anche se questo lo porta a fare i conti con un’inevitabile catarsi personale.

Sorprendente nella scrittura e brutale nello svelamento, Il colpevole possiede ritmo e catalizza l’attenzione dello spettatore, che rimane costantemente catturato da una sequela di avvenimenti sempre più decisivi nello sviluppo della trama. Lo sguardo del protagonista  (dapprima arrogante e sprezzante, per poi tramutarsi in una maschera di puro terrore)  è il grimaldello con cui lo spettatore scardina il thriller, lo strumento che il pubblico utilizza per interpretare soprattutto le emozioni di un uomo che può ascoltare e affidare, ma non agire in prima persona.

Il colpevole è un cinema semplice da realizzare e di facile fruizione, che però lascia un evidente e doloroso strascico nel pubblico. Difatti sono le interpretazioni, i rumori e l’attesa a scandire (con pressante angoscia) lo sviluppo della vicenda. Ed è assolutamente immancabile la catarsi, la confessione carica di consapevolezza repressa, che solamente il protagonista può sciorinare con genuina e commossa partecipazione. In questo caso sono il lato oscuro, la sincerità e la rabbia a diventare strumento di salvezza. Oppure no?

Uscita al cinema: 7 marzo 2019

Voto: ****

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