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Il conflitto d'interessi del ministro Boschi: quel Cdm del 20 gennaio e quei cinque minuti tra Palazzo Chigi e il Senato

Creato il 07 febbraio 2015 da Alessandromenabue
Il conflitto d'interessi del ministro Boschi: quel Cdm del 20 gennaio e quei cinque minuti tra Palazzo Chigi e il SenatoNell'ambito del dibattito sul conflitto d’interessi che la vede coinvolta nella duplice veste di riformatrice delle banche popolari e figlia del vicepresidente della Banca Popolare dell’Etruria, oggi il ministro Maria Elena Boschi ha dichiarato: "Non sussiste conflitto d’interessi tanto è vero che non ho preso parte al Consiglio di Amministrazione che ha deciso questo provvedimento (la trasformazione delle banche popolari in Spa, ndr)". In realtà avrebbe dovuto chiamarlo Consiglio dei Ministri, ma quando si è colti alla sprovvista e non si è imparato a memoria cosa dire il lapsus freudiano è spesso dietro l'angolo. E le performance oratorie di Bernadette Boschi, quando non è imbeccata, sono superficiali e più brevi di un amplesso tra conigli.
In una lettera al Fatto Quotidiano del 27 gennaio scorso il ministro aveva già affermato di non essere stata presente al Cdm del 20 gennaio nel quale si votava un decreto legge sulla trasformazione delle Banche Popolari in Spa: "Caro direttore, il suo quotidiano si rammarica del fatto che io non mi sia astenuta durante il voto in Consiglio dei ministri sul Dl che riguarda la trasformazione delle Banche Popolari in Spa. Non mi sono astenuta, è vero, ma prima di gridare allo scandalo basterebbe capire il perché: non mi sono astenuta semplicemente perché non ero presente a quella riunione del Consiglio dei ministri. E non ho partecipato perché ero impegnata in Parlamento nel percorso di riforme costituzionali e sulla legge elettorale". La replica del giornale, in quei giorni ancora diretto da Antonio Padellaro: "Prendiamo atto della comunicazione del ministro, anche se fonti autorevoli vicine al governo, presenti al Cdm del 20 gennaio, ci hanno confermato la sua partecipazione. A ogni seduta i ministri vengono registrati in un verbale che però non viene reso pubblico". Chi ha ragione? Di certo c'è che quel giorno sia la Camera che il Senato discutevano le riforme volute dal governo Renzi. A Montecitorio però, stando al resoconto stenografico dell'Assemblea, la Boschi non si è vista, tanto da far dichiarare al deputato Arturo Scotto di Sel durante un suo intervento: "Mi domando se non ci troviamo oggettivamente di fronte ad un quadro politico nuovo e, se così fosse, se non si ritenga opportuno, o quanto mai corretto dal punto di vista istituzionale, che il Governo ci dica – visto che sono due giorni che non vediamo da queste parti la ministra Boschi – se si stia già ragionando sul Renzi-bis". E' invece documentata la presenza del ministro nei verbali del Senato, riunitosi quel pomeriggio. Ma c'è un particolare: la seduta, aperta alle 16:31, è stata sospesa dalle 16:34 alle 17:34.
Il conflitto d'interessi del ministro Boschi: quel Cdm del 20 gennaio e quei cinque minuti tra Palazzo Chigi e il Senato
Dopo la riapertura dei lavori, come testimoniato dallo stenografico del Senato, la Boschi era effettivamente presente in Senato ma intanto il Consiglio dei Ministri, tenutosi tra le 15:45 e le 17:20 si era già concluso. E soltanto cinque minuti d'auto separano Palazzo Chigi da Palazzo Madama. A questo punto sarebbe interessante sapere come ha occupato il suo tempo il ministro Boschi e magari, una tantum, vedere il verbale citato dal Fatto Quotidiano. Nel nome di quella trasparenza tanto ostentata dal governo Renzi.

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