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Il consiglio comunale di Marsala chiede di bloccare la riduzione della quota tonno

Creato il 15 marzo 2013 da Www.marsala.it @@il_volatore

Con una nota inviata a tutte le maggiori istituzioni nazionali, dal Presidente della Repubblica al Presidente del consiglio, dal Ministro alla Pesca al Presidente della Regione Siciliana, il presidente del consiglio comuanle Enzo Sturiano  ha chiesto di avviare delle  concrete iniziative per scongiurare la crisi della marineria marsalese dopo la decisione di ridurre le quote tonno.

“Il Consiglio Comunale di Marsala  - scrive Sturiano - viste le proteste della Marineria locale interessata alla pesca del tonno rosso, con il sistema del Palangaro, preoccupata dalla risoluzione assunta dal Ministro alla Pesca Dott. Mario Catania, tendente a ridurre la quota da 300 tonnellate a 265 contrariamente agli impegni presi con l’Assessore Regionale alle Risorse Agricole Dott. Mario Cartabellotta e con il Sindaco di questa Città On.le Giulia Adamo.

Considerato che le imbarcazioni autorizzate alla pesca con il Palangaro, nella Regione Sicilia, sono circa 30 di cui la quasi totalità sono pescatori residenti nei Comuni di Marsala e Petrosino; che l’attuale On.le Mario Catania ha deciso sicuramente di avvantaggiare i pescatori della Regione Campania dove lo stesso risultava candidato; che la stessa proposta, una volta approvata, causerebbe la perdita di lavoro di centinaia di persone occupate nell’intero indotto e principalmente dei pescatori siciliani detentori di quota del sistema Palangaro, mettendo in ginocchio l’economia di questo territorio; che questo sistema di pesca, dall’anno 2000 ad oggi, ha subito un continuo trasferimento di quota verso altri sistemi ed, in prevalenza, verso le “circuizioni”;

Per quanto sopra esposto, il Consiglio Comunale, all’unanimità, mentre invita il Sindaco di Marsala a continuare nel suo impegno assieme al Governo Regionale, così come ad oggi fatto e stigmatizzando il comportamento del Ministro Dott. Catania;

Chiede alle Autorità, per quanto di loro competenza, di bloccare la pubblicazione del Decreto de quo poiché le conseguenze e i danni sarebbero irrimediabili per la nostra marineria e per la pesca siciliana”.


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