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Il corpo marziale (parte A)

Da Stefano Bresciani @senseistefano
Data: 29 marzo 2016  Autore: Budo Friends muay-thai-corpo-marziale

Avete mai notato diversi praticanti di discipline marziali compiere i movimenti tipici del proprio stile?

Avrete di certo notato come la maggior parte di essi esegua il movimento in maniera robotica e meccanica, alcuni sono un po piu sciolti, pochi sviluppano timing e coordinazione e ancora meno quelli che “sono quel movimento”, e sono coloro che poi faranno sempre la differenza in campo.

Esempi di questo lo sono Alì e Tyson nella boxe, Bruce Lee e Tony Jaa nell’ambito della cinematografia marziale, Saenchai e Buakaw nel mondo della thai boxe sportiva, Emilianenko e Connor McGregor nelle mma, e così via.

Se state pensando che queste persone siano Campioni inimitabili, vi dico che in effetti è così.

Questo però non impedisce di raggiungere e superare il proprio gradiente di eccellenza nella disciplina praticata, ognuno con le proprie sfumature e caratteristiche.

Cosa hanno in comune i personaggi sopra nominati?

Ognuno di loro, ha spesso ribadito che nulla è possibile se non conosci il tuo talento. Ed una volta conosciuto il proprio talento nulla è possibile se non viene allenato quotidianamente, oltre ogni ostacolo e situazione.

Assodato quanto ognuno di noi sia dotato di un patrimonio genetico ben preciso (che risponde a determinate funzioni per le quali saremo più portati a compiere rispetto ad altre), è d’obbligo precisare che “i mezzi” per conoscere le proprie abilità e raggiungere un alto livello di pratica nella propria disciplina “esistono”.

E’ anche vero che pochissime persone si sono spinte così oltre nella pratica (facendone una dimensione di vita), ed altrettante poche persone sono realmente in grado di elaborare una valutazione effettiva del capitale umano e di formulare programmi efficaci di insegnamento adattabili alle diverse necessità e caratteristiche.

DI COSA SI TRATTA

Lavorare a fondo sul Corpo Marziale, significa sviluppare un corpo fisico e mentale che è perfettamente consapevole dello spazio e del tempo. Una propriocezione tale di sè stessi che consente di “non pensare, nè di fare”, ma semplicemente di Essere quell’Azione.
Un esercizio che opera in maniera preponderante sull’Istinto, e consente di essere come una freccia che sà già di essere al centro del proprio target.

Realizzare questo significa essere consapevole dei propri mezzi e di utilizzarli anche nella vita di tutti i giorni.

PERCHE’

Che tu sia un fighter sportivo, uno street fighter od un cultore del movimento marziale, non potrai fare a meno di prendere in considerazione questo aspetto, fondamentale per proiettarti verso l’eccellenza nella tua disciplina.

Per molti anni è stato un concetto fin troppo mistificato, soprattutto ad opera degli amanti della filosofia che aleggia intorno alle arti marziali.

La lotta è di certo un grande mezzo per la crescita personale, per restare in salute, conoscersi e comprendersi meglio, per renderci persone migliori e pacifiche, e dovrebbe conservare sempre le reali radici combattive, proprie dell’indole umana.

Tuttavia c’è chi preferisce ancora parlare di arti interne/esterne (!), stati di coscienza alternativi, leggi universali, ecc; tutti argomenti esotici, dal fascino indubbio (fonte di grande pressione emotiva sugli animi più suscettibili) e che interessano molto anche me da un punto di vista culturale; ma, di fatto, non hanno mai realizzato nessuna risposta pratica e funzionale, soprattutto in termini di fruizione concreta.
Temi che forse bisognerebbe destinare e trattare in aule universitarie o brunch filosofici, che dite?

Per questa ragione, grazie ai mezzi di comunicazione a disposizione oggi, penso si possa far chiarezza su questi argomenti cardine. Dando la possibilità agli interessati di andare oltre ogni banale illusione, e realizzare qualcosa di effettivo, da coltivare magari per tutta la vita, con il gusto di essere davvero quella cosa, e non solo di eseguire movimenti come meglio viene.

Per far questo dobbiamo passare dall’Esoteria all’ESSOTERIA, cioè un sapere prontamente pratico, come l’interruttore della luce, da zero a UNO.

COME

Spesso sentiamo dire che molti stili marziali tradizionali, nell’antichità, si sono ispirati ad animali differenti dal nostro patrimonio genetico. Che se da un punto di vista dell’equilibrio psicofisico, acrobatica ed estetica va bene, da un punto di vista del combattimento non ha alcuna reale collocazione. Ma, d’accordo o meno che siate, anche dicendo questo non abbiamo centrato il punto.

In questo momento il nostro target è il CORPO MARZIALE: praticabile, realizzabile ed apprezzabile in ogni disciplina itinerante, che sia artistica o finalizzata al combattimento.

A meno che non abbiate cominciato il vostro training all’età di 4-5 anni con costanza nel tempo e nel corretto modo, seguito e sostenuto da professionisti di settore, o abbiate doti fisiche e mentali fuori dal comune, la questione diventa molto piu delicata del previsto.

Training tradizionali come yoga/stretching e similari (per quanto siano buoni mezzi) hanno spesso causato danni, in quanto non è sempre possibile adottare queste tecniche su persone che, in media, devono ancora scoprire cosa sia l’elasticità, che possiedono poca consapevolezza del proprio corpo ed una ridotta capacità di rilassarsi (il tutto dovuto alle abitudini ed ai ritmi di vita odierni).

Idem per le preparazioni atletiche esclusivamente finalizzate al potenziamento muscolare e cardiopolmonare, che mettono troppo sotto stress mente e corpo, con conseguenze facilmente identificabili (infortuni di diversa entità, spossatezza, usura articolare, processi di infiammazione, ecc.)

La finalità del Movimento non è eseguire il movimento ma “Essere nel Movimento”. Ogni specializzazione che differesce dai propri pattern fisiologici e biomeccanici, e che non rispetti le proprie caratteristiche del momento, viene pagata con un prezzo pari e contrario alla spinta esercitata.

Per questo motivo bisogna adottare una metodica che contestualizzi una pratica tradizionale nell’era moderna.

Analizziamo cosa ci serve per comprendere quanto detto.

Le porte fisiche da sbloccare che consentono di accedere alla realizzazione del Corpo Marziale sono principalmente 3:

– Cingolo scapolo-omerale

– Colonna vertebrale

– Cingolo pelvico

Le chiavi per aprire queste porte sono:

– Scioglimento articolare

– Movimento Naturale (Riproduzione degli schemi motori tipici dei Primati)

Questa tipologia di lavoro consente, un poco per volta, di essere sempre piu’ sciolti, coordinati, rilassati, concentrati e determinati.

Connettersi direttamente a qualcosa che rappresenta e rispetta la nostra reale natura, è il mezzo migliore per riequilibrare la postura/corpo, la mente, il respiro e quindi l’umore.

[per gentile concessione dell'autore Andrea Manfredi]

to be continued…

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