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Il corpo marziale (parte B)

Da Stefano Bresciani @senseistefano
Data: 5 aprile 2016  Autore: Budo Friends muay-thai-corpo-marziale

Ed eccoci con la seconda parte dedicata al CORPO MARZIALE che prende spunto dal training tradizionale della Muay Thai, grazie al contributo regalatomi su Facebook dall’amico Andrea Manfredi.

DOVE E QUANDO

Questo lavoro è applicabile effettuando un’accurata analisi del vostro stato di partenza ed una programmazione specifica su caratteristiche individuali.

Soltanto un professionista di settore, possibilmente laureato e che si occupi esclusivamente di questo nella sua vita, puo’ aiutarvi in questo percorso. Questo consente di lavorare effettivamente sulla propria unicità e permette di conoscere a fondo le proprie abilità.

Per esempio, qui in Thailandia, dopo aver appreso le basi, ognuno si dedica alle proprie reali capacità. Chi si perfeziona sullo striking, chi sul lavoro armato, e così via.

Come dire, avete mai visto un Orso comportarsi da Tigre o viceversa? Alla stessa maniera, ognuno di noi ha delle competenze specifiche da scoprire, alle quali appassionarsi e nelle quali eccellere.

Non di rado accade che molti ragazzi, anche talentuosi, mollino la disciplina.

Questo potrebbe dipendere dal fatto che, dopo aver provato un po di tutto, non riescono a trovare la propria collocazione; spesso gli studenti non sono messi nelle condizioni di conoscere e sviluppare le proprie reali abilità (dovendo spesso cedere all’autoreferenzialità dei propri insegnanti).
Succede anche perchè, secondo gli standard odierni (troppo velocizzati), non è piu possibile insegnare in maniera classica (soprattutto per i motivi psicofisici che abbiamo affrontato in precedenza).

Attualmente pochi professionisti lavorano in questo senso (ma sono decisamente in crescita!), e credo che sarà il futuro di queste discipline.

Le Arti Marziali, come tutto, sono diventate un mercato libero: che tu sia un dilettante, un’amatore, o un professionista che cerca un salto di qualità, non puoi aspettarti risultati da campione se continui a lavorare in “standard mode” (Standard = Mediocre).

La mediocrità è un tuo diritto, ma restare informato è un tuo dovere!

NON ESISTONO SCUSE!

Il posto migliore per apprendere questo è accanto ad un Professionista , ma davvero Esperto in materia.

Per questo motivo ogni tanto pubblico dei video: studiando sui libri, tutti possono eccellere nei discorsi, ma il corpo, beh quello parla da sè e non ha bisogno di presentazioni!

IL CORPO DEL MUAY : Tra Guerra e Sport

Come promesso, ora cercheremo di dare uno sguardo al Corpo Marziale nella disciplina del Muay, con particolare attenzione al combattimento pieno “non sportivo”.

Sopra abbiamo ripreso un esempio animale: l’orso combatte da orso, la tigre da tigre, IL PRIMATE DA PRIMATE.

Se il Muay ha acquisito questa fama tra gli sport da combattimento ed in campo guerriero è perchè utilizza schemi motori da Primati (cioè la grande famiglia animale nella quale viene inclusa anche l’Uomo).

Alla stessa maniera, nel corso della storia, si sono distinti gli impavidi guerrieri spartani, che si dice praticassero il Pan kratos, i temibili guerrieri Vichinghi addestrati nella Glima, idem per i Celti ed i Mongoli … una nota caratteristica si evince dai resti ritrovati : utilizzavano schemi motori da primate, ognuno con le proprie sfumature.

Se non altro, una delle piu’ grandi divinità alla quale si ispira il Muay è Hanuman (il formidabile Dio Scimmia, che riprenderemo nel capitolo dedicato alla mitologia ed alla ritualità).

LA POSTURA

Per necessità di salvaguardia di gambe e punti vitali (se ne parla anche nell’intervista sul Muay Jerng – la trovate tra i miei video su facebook ed anche su you tube), la postura nel Muay è decisamente piu’ bassa rispetto a quella adottata nella Muay Thai Sportiva, e dagli sport da combattimento in genere (fatta eccezione per alcuni fighter professionisti nelle mma, che si avvicinano davvero molto a questo concetto, e che vengono da anni di allenamento in altre discipline, attraverso le quali hanno scoperto e sviluppato i loro personali talenti).

Negli sport da combattimento l’utilizzo delle gomitate, ginocchiate, testate, e percussioni di un certo tipo su alcuni punti vitali è decisamente limitato, dal regolamento e dalle protezioni.
Per questo, nello sport, ci sono esigenze posturali un pò diverse rispetto a quelle previste per una contesa più cruda (che di certo non è un bello spettacolo da vedere!).

IL FOOTWORK

La cosa piu’ importante in questa disciplina (come in altre discipline simili) è il lavoro sui passi e sugli spostamenti.

Qui in Thailandia, tradizionalmente, il training sul footwork/postura, varia dai 6 mesi ai 3 anni, e non si và oltre finchè non si è interiorizzato questo lavoro (e non è una leggenda!!!).
Ogni step deve essere preciso e millimetrico. Tagli a 45° interni ed esterni, rotazioni, passi in slittamento, piede scaccia piede, skip, cambi di livello, ecc.

Il tutto deve essere eseguito stando bassi, senza up and down, niente saltelli, si tiene sempre la posizione.
“Sempre” è un termine che potrebbe sfuggire in questo senso, percio’ lo ripeto.. Sempre!

[per gentile concessione dell'autore Andrea Manfredi]

to be continued…

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