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Il cuore non è soltanto amore…

Da Pasqualefoglia @pfoglia2

LE EMOZIONI SONO LA RISPOSTA DEL CUORE AI NOSTRI PENSIERI

IL CUORE OBBEDISCE FEDELMENTE ALLA MENTE

Il cuore non è soltanto amore. Probabilmente nel leggere questo titolo qualcuno griderà allo scandalo! È il caso perciò che quanto segue venga letto attentamente perché i pregiudizi sul cuore si sommano all'impulso di contraddire e fa diventare le persone ottuse e cattive.

Il cuore è il campo in cui seminiamo i nostri pensieri e raccogliamo sentimenti, emozioni e sensazioni. Esso obbedisce fedelmente alla mente e cioè sia ai pensieri positivi, sia a quelli negativi.

NON C'È AMORE SENZA ODIO

Il cuore non è soltanto amore. E anche se l'amore incondizionato è la medicina più potente che esista, non c'è amore senza odio. E se l'amore è potente, l'odio non è da meno.

Nel nostro mondo tutto è duale o polare. Ogni parola è sempre in coppia con il suo contrario: bello/brutto, stupido/intelligente, ricco/povero, gentile/aggressivo, salute/malattia, positivo/negativo, costruzione/distruzione, sistole/diastole, inspirazione/espirazione, afelio/perielio, luce/buio, e così via.

Se non ci fosse il male come potremmo apprezzare il bene? Se non ci fosse il buio come potremmo apprezzare la luce? Se non ci fosse la cattiveria, chi capirebbe la bontà? Ecco perché il cuore non è soltanto amore!

La cruda verità, dunque, è che il cuore non è soltanto fonte di amore, ma anche di odio. Il cuore rappresenta sia la fedeltà, sia il tradimento. Infatti, quando t'innamori di un'altra donna stai tradendo la tua partner attuale! E quando vieni lasciato, tradito o trascurato, il tuo grande amore non resta immutato, ma si trasforma in odio, risentimento o indifferenza!

A volte si muore di crepacuore, cioè per disperazione, struggimento, delusione.

L'amore è il sentimento/emozione più ambito, ma è anche quello che ci fa soffrire di più. E le sofferenze le sentiamo soprattutto nel cuore. L'amore si trasforma facilmente in odio quando c'è di mezzo il tradimento e la delusione. E se l'amore è pronto a perdonare e a portare la pace, l'odio è pronto alla vendetta e alla guerra.

NON C'È CONTRAPPOSIZIONE TRA MENTE E CUORE

Non esiste contrapposizione tra mente e cuore.

Ciò vorrebbe dire che anche il cuore pensa, ed invece il cuore che è siuramente la parte più importante del cervello rettile, non pensa ma 'sente', e come sente! Dunque, non è vero che la mente pensa una cosa e il cuore un'altra. Il cuore 'sente' e pompa il sangue: obbedisce alla mente, ai nostri pensieri.

Il cuore sente nel senso di ascoltare e percepire, intuisce cosa sta accadendo e reagisce nel modo più efficace. E cioè pompa il sangue con maggiore o minore velocità, distribuendolo in maggiore quantità in determinati distretti e sottraendolo ad altri. Proprio in questo modo, attraverso la distribuzione del sangue, il cuore risponde al messaggio veicolato dai pensieri dando luogo alle diverse tipologie di emozioni.

Se il sangue viene pompato con vemenza, si manifestano i sintomi della rabbia o della tachicardia, mentre se viene pompato con più lentezza del normale, si manifestano i sintomi della tristezza o della depressione.

Non si può creare alcuna tensione tra mente e cuore perché solo la mente pensa, anche se c'è chi vede nella risposta del cuore attraverso le emozioni negative un conflitto con la mente. Le emozioni negative, cioè quelle che ci fanno soffrire, sono la risposta del cuore ai pensieri negativi, ma se i pensieri sono positivi, anche la risposta del cuore sarà positiva.

LA MENTE È IN CONFLITTO SOLO CON SE STESSA

La verità è che la mente è spesso in conflitto con sé stessa perché anatomicamente corrisponde ai due emisferi cerebrali di cui quello sinistro è razionale e riflessivo, mentre quello destro è irrazionale e impulsivo. L'emisfero impulsivo è per il piacere immediato, sempre pronto per le cose che gli piacciono, ma lento e restio per quelle che non gli piacciono. Invece l'emisfero riflessivo è tutto l'opposto: è lungimirante e prudente, vuole vederci chiaro, quindi blocca l'azione quando non è convinto. E allora tra i due contendenti chi prevarrà?

Se il soggetto è ancora inconsapevole avrà partita vinta l'emisfero destro perché la sua forza di volontà, che appartiene a quello sinistro, è debole. Se invece il soggetto è cresciuto abbastanza in fatto di consapevolezza e resilienza, l'emisfero destro spinge comunque per la sua soddisfazione immediata, ma quello sinistro lo blocca, gridandogli: "Ma sei matto! A chi vuoi far fare queste figuracce"!

IL CONFLITTO TRA I DUE EMISFERI CEREBRALI

E tutto questo avviene a nostra insaputa, anche se a volte siamo combattuti tra il sì e il no, tra l'accettare una proposta o rifiutarla.

Insomma, c'è sempre una competizione più o meno chiassosa tra i nostri due emisferi cerebrali perché quello di destra è impulsivo, ed anche amorale e/o asociale, mentre quello sinistro è riflessivo, etico e sociale.

Secondo il mio modesto parere, tutta la problematica esistenziale, compresi gli autosabotaggi e i blocchi emotivi, sono generati dal perenne conflitto tra i due emisferi cerebrali. E la consapevolezza serve proprio a metterli in sintonia, a farli andare d'accordo! Questa tesi è suffragata dall'antagonismo tra il sistema nervoso parasimpatico e simpatico.

LA NEUROCEZIONE

Il sistema nervoso provvede alla continua valutazione dei rischi, attraverso l'elaborazione di informazioni e stimoli che dall'ambiente raggiungono i nostri sensi. Questo processo è stato chiamato 'neurocezione' da Stephen Porges. Pertanto tutto avviene in maniera sincrona tra mente e corpo, anche se nel nostro mondo moderno, a volte, la neurocezione si sbaglia.

I pensieri di sicurezza attivano il nervo vago e il cuore resta calmo e tranquillo: il cuore dà luogo ad emozioni positive e noi ci sentiamo bene. Invece i pensieri di pericolo attivano immediatamente il sistema nervoso simpatico che blocca il nervo vago, e il nostro cuore, che è collegato all'apparato respiratorio, cioè al fabbisogno di ossigeno per produrre energia termica, si mette a battere a tutta velocità: ecco l'agitazione del cuore che dà luogo alle emozioni negative.

LA TEORIA DEL FEEDBACK DI JAMES-LANGE

La mia teoria, che è nata in maniera del tutto autonoma e casuale, richiama la teoria del feedback di James-Lange, secondo la quale le emozioni sono la risposta ad una variazione fisiologica. Le emozioni sono effettivamente l'effetto delle reazioni fisiologiche che avvengono nel nostro organismo ad opera del cuore e nel cuore stesso, e non solo.

Il vero significato della parola 'emozione' è sangue in azione. Il suffisso emo, sangue, deriva dal greco haimo. Ad esempio: emocromo, emoglobina, emodialisi, emobilia, emorragia, emoagglutinazione. Ovviamente in sangue si muove ad opera del cuore. Ed è proprio il sangue ad essere implicato nella formazione delle diverse emozioni!

LE EMOZIONI SONO LA RISPOSTA DEL CUORE AI NOSTRI PENSIERI

È proprio il sangue che affluendo al viso dilata i capillari e fa arrossire il timido per la vergogna: la vergogna è un'emozione negativa. Ed è sempre il sangue che scompare dal viso cadaverico a causa di uno spavento, cioè una paura molto forte, quindi un'emozione negativa. Appunto, nella paura il sangue affluisce ai piedi per facilitare la fuga. Nella rabbia, invece, che è anch'essa un'emozione negativa, il sangue affluisce alle mani per rendere più facile sferrare un pugno (al proprio capoufficio, ma non prendermi alla lettera). Nella tristezza il metabolismo rallenta e i respiri diventano sospiri, l'inspirazione è minima, e il sangue si muove lentamente, pertanto la vitalità è bassa: anche la tristezza è un'emozione negativa.

Nella gioia, invece, che è un'emozione positiva, il respiro è pieno, spontaneo e fluido, il sangue è distribuito regolarmente in tutto il corpo e tutti gli organi funzionano alla perfezione.

IL BLOCCO DELLE EMOZIONI TROPPO INTENSE

Le emozioni negative ci fanno soffrire ed è evidente che già il bambino stesso è portato a bloccare il respiro contraendo i muscoli istintivamente per ridurre l'intensità del dolore. Bloccando il respiro, però, si blocca anche il flusso energetico, cioè il movimento del sangue e l'emozione resta congelata. La mente blocca le emozioni troppo intense o troppo pericolose anche dal punto di vista morale, non le accetta, ed esse restano bloccate con tutta la loro energia nei muscoli contratti.

In questo modo si blocca l'integrazione tra corpo e mente che è la funzione delle emozioni. La risposta del cuore, se l'emozione è troppo forte, non arriva alla mente e non si integra. E siccome i muscoli sono contratti, resta bloccato il libero fluire dell'energia emotiva e non siamo più in grado di sentire quel particolare tipo di emozione rimasta congelata.

LA VERA ETIMOLOGIA DELLA PAROLA 'EMOZIONE'

Appare evidente che l'etimologia della parola 'emozione' chiama in causa il cuore che fa arrivare il sangue in tutto il corpo.

Ovviamente c'è tanto altro da spiegare e illustrare e per questo ho pubblicato con la piattaforma Amazon un libro di 220 pagine.

A me sembra che in tutte le teorie che si sono occupate fino a oggi delle emozioni è mancato il legame tra tre elementi importanti: il diverso effetto dei pensieri di sicurezza e di pericolo sulla fisiologia del corpo e del cuore in particolare; il fatto che il cuore è regolato dall'antagonismo tra sistema simpatico e sistema parasimpatico; come pure il fatto che la mente forma un tutt'uno con l'apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

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