Magazine Diario personale

Il deserto e il fuoco

Da Chiara Lorenzetti

Talvolta seduta osservo e rileggo certe parti di passato e mi interrogo su cosa è stato, su cosa si è fatto, su cosa si sarebbe potuto fare.
È un giochetto, lo chiamerei impazzire, perché pensare a ritroso è una follia senza tempo e destinazione: ciò che conta è qui. Il presente.
Resta però il fatto che mi piace impazzire e ripenso, rileggo, senza ordine, infettandomi dei dolori e depurandomi con la gioia. In bilico, in tensione. Sulla lama del coltello.

L’ho fatto di nuovo, l’altra sera. Sono entrata a piedi nudi su cocci aguzzi, ferendomi certo, strappandomi lembi di pelle e convinzioni, attaccata all’osso del cuore, i capelli scarmigliati, qualche battito oltre il limite del precipizio. Ho rivisto come in un sogno, pensando fosse stato un sogno, un incubo certo, una dannata deviazione del lecito. No, non è stato un sogno, ma una reale verità vissuta, stracci di esistenza marcia riversati sui cuori, fin dentro alla mente, convinzioni, false vanità, putrescente terra in decomposizione.

Un giochetto, si chiama impazzire, pericolo mortale tornare a rivedere certe storie parse assopite. Tutto vero, tutto tangibile anche se ormai relegato nei ricordi.
Consapevole che nonostante tutta la polvere, il deserto, il fuoco, tutto sia rimasto esattamente come prima.

Chiara


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