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Il “diluvio” di David LaChapelle, antologica alla scoperta di un talento visionario

Creato il 22 aprile 2015 da Marianocervone @marianocervone

Il “diluvio” di David LaChapelle, antologica alla scoperta di un talento visionario

Il “diluvio” di David LaChapelle, antologica alla scoperta di un talento visionario Se vi trovate a Roma, o avete intenzione di andarci nei prossimi cinque mesi, allora la vostra tappa obbligata sarà David LaChapelle, dopo il diluvio. Retrospettiva sul visionario fotografo statunitense, la mostra ospiterà centocinquanta opere al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al prossimo 13 Settembre, alcune delle quali completamente inedite, altre invece musealizzate per la prima volta. La mostra riassume i lavori dell’artista realizzati prevalentemente a partire dal 2006, anno della monumentale serie intitolata The Deluge, Il Diluvio appunto, che ha segnato un momento di svolta nella carriera dell’artista, dandogli fama internazionale. Con questa serie, ispirata agli affreschi della Cappella Sistina, il fotografo per la prima volta non pensa ad una campagna pubblicitaria o alle pagine patinate di una rivista di moda cui è abituato a destinare i suoi lavori, ma sono appositamente concepite per il contesto museale. Lungo il percorso espositivo troveranno spazio anche quelle opere dell’artista che vanno dal 1995 al 2005, decennio in cui LaChapelle, come un novello Andy Wharol, ha ritratto celebrità del mondo della moda, della musica e del cinema, con tocchi surreali basati su quella trasgressione religiosa, citazioni artistiche o omaggi cinematografici. Curata da Gianni Mercurio e promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Turismo, la mostra è prodotta da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Madeinart e David LaChapelle Studio. Non saranno solo le fotografie protagoniste di questo “diluvio”. LeChapelle è anche uno stimato regista, ed ha spesso diretto filmati e videoclip che sono considerati vere e proprie opere d’arte. Tra questi ci saranno i backstage dei suoi set fotografici più famosi, nonché i video più significativi dell’autore come Rize, girato nei ghetti di Los Angeles e premiato al Sundance Film Festival e, l’ultimo, la danza di Sergei Polunin sulla colonna sonora della hit Take me to church che, ad oggi, ha totalizzato dieci milioni di visualizzazioni.

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