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Il diritto di essere disconnessi

Creato il 07 aprile 2016 da Propostalavoro @propostalavoro

In Francia sta per diventare legge. Il Gruppo Volkswagen lo applica già dal 2014 grazie ad un accordo sindacale interno.

Essere disconnessi è oramai un diritto, anche se il tasso percentuale di popolazione con accesso ad internet rileva il grado di avanzamento tecnologico ed economico di un Paese.

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Chi non ha mai ricevuto un sms, un messaggio Whatsapp o una mail dal proprio responsabile fuori dall’orario di lavoro? Eppure, ragionando ancora in un’ottica di orario di lavoro – e non di Smart Working – ogni qualvolta ciò accade, stiamo togliendo spazio al già poco tempo a disposizione che ognuno ha per sé stesso e per la propria vita personale.

L’iperconnessione ha già manifestato le sue pericolosità. L’ansia di dover vivere con un apparecchio mobile costantemente attivo e dal quale arrivano richieste, può provocare uno dei disturbi professionali più pericolosi: il burnout.

Se fino a 15-20 anni fa era impensabile non avere a disposizione lo spazio serale o del weekend per staccare dalla quotidianità lavorativa, oggi è una realtà consolidata. Un mercato del lavoro asfittico e drogato dai soli incentivi economici fa sì che i lavoratori siano consapevoli di dover scendere sempre più a compromessi, anche quando questi riguardano la propria vita personale o la propria salute.

Sorge quindi spontaneo chiedersi: a cosa ci saremo abituati a rinunciare tra 10 anni?

Carlotta Piovesan


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