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Il "divenire insieme" di Daniela e Juri per la sfida #55 dell'Mtchallenge

Da Lacucinadiqb
(L'Autore è il Colui di Giulia e di Olivia e ora lo incornicio anche :) Scena uno, notte fonda, interno cucina, due galline sedute ad un tavolo coperto da fogli e da matite, una con le piume. Tisana? Si, Grazie. Per dormire, per star sveglia o per digerire? Per fare il punto della situazione. Allora faccio un salto in cantina. Si, forse hai ragione. Mi sembri provata. Lo sono. Sono entrata nelle cucine di moltissime persone non solo come ospite ma soprattutto come giudice e non è una cosa semplice giudicare il lavoro di altri,  spesso amici, attraverso la lettura di una ricetta, di una foto e comprendere il sentimento che ha animato la creazione di un piatto e la narrazione di sé stessi attraverso quel piatto. Posso farti una domanda? Dimmi Pina. Quand’è che la cucina ha fatto per te la differenza? E’ una storia lunga. Dai, ne hai raccontate tante! E dolorosa. …avevi iniziato qualche tempo fa, con le castagne, se non ricordo male. Non è passata? Non ancora. Bisognerà cucinare ancora a lungo. Ma a differenza di qualche anno fa so che non sono sola. Un brindisi allora. Si, un brindisi. Al Vincitore e alla Maieutica. Non la conosco.  E’ una tizia simpatica, ti piacerà. * * * Come dicevo a Pina, non è stato un mese facile, tanto che non sono riuscita a scrivere nient'altro dopo la pubblicazione della ricetta, nonostante ci avessi provato e nonostante le decine di proposte gastronomiche in attesa di vedere la luce di un post, né per il compleanno e neppure per Pasqua, un momento dell’anno che ho sempre ritenuto molto importante. E anche la famiglia è stata particolarmente impegnativa. Ma questo MTC l’ho sentito molto, ho sentito la responsabilità di custodire il testimone raccolto dalla coppia, Eleonora e Michael, e di consegnarlo ad un’altra coppia, Daniela e Juri Perché loro? Già. Perché in loro, al netto della splendida ricetta curata senza ombra di dubbio in tutti i particolari, ho visto davvero quel divenire di cui vi avevo parlato, quella differenza che ritenevo importante venisse raccontata, perché, come lessi qualche anno fa in una citazione di Carlo Peparello, autore di un noir e di un libro di poesie dal titolo Sentieri Sospesi: “La vita è come la ricetta per una torta. Se segui i soliti ingredienti farai la torta ma già saprai che gusto avrà, gli altri la assaggeranno, apprezzeranno ma dimenticheranno presto. Ci vuole sempre un pizzico di genialità in ogni ricetta per far si che essa non muoia con l'ultimo assaggio.” L’analogia era quindi tra vita e ricetta, testimonianza che per crescere davvero bisogna evolversi in continuazione, senza stupire ma semplicemente impegnandosi a lasciare il segno, ad alzare l’asticella, a salire un altro gradino e raggiungere il podio che non è un piedistallo, attenzione. Dal podio, se si scende, si può sempre imparare da uno più bravo mentre se cadi dal piedistallo puoi solo farti male. E loro sono da podio. Tuffatevi quindi nella loro ricetta, tra parole e gesti, tra colori e sapori. Assaporate il loro divenire liquido, la loro "differenza" palpitante. In questa sfida ho gustato tantissimi piatti veramente particolari ed ispirati, come quelli di Mapi, di Cristina, di Mari e di Claudio, per citarne alcuni. Ho gustato croccanti gallette, grissini al cioccolato ma anche no, soffici pani e friselle dai mille impasti. Anche una sfoglia di pasta al nero e poi fritta e un cannolo di polenta. Ho letto tanta tecnica, davvero tanto studio e preparazione, ordine e pulizia nell’affrontare una ricetta dall’inizio alla fine. Ho visto foto scattate pochi secondi prima di andare a tavola, pressati da ospiti e familiari affamati ed incuriositi, e set preparati con cura, testimonianza di uno studio effettuato in anticipo, di una scrittura della ricetta che parte dall’ingrediente ed arriva all’immagine. Un percorso completo, circolare. Ho letto tanta paura di affrontare un ingrediente come il pesce, uno dei più semplici che la natura ci offre tutti i giorni, che ha bisogno solo di essere conosciuto e rispettato. Ed è l’ingrediente più simile all’animo umano, secondo me, che non deve essere troppo manipolato e trasformato ma semplicemente “ascoltato”, così da poter dare il meglio di sé. Ho poi letto una certa attenzione verso il food cost che non ho mai sentito nelle sfide precedenti, come se il pesce si portasse addosso un’ingombrante reputazione di ingrediente costoso a prescindere. E anche qui si tratta semplicemente di scegliere, come facciamo quotidianamente, tra ingredienti di qualità e di moda. Credo esistano piatti o stoffe ben più costosi di mezzo chilo di sardine con le quali prepararci uno strepitoso spaghetto.
E poi ho letto il vostro rapporto con il cibo che rimanda all’infanzia, alle estati vissute finalmente senza scarpe e senza regole, come passione smodata, come testimone inconsapevole di una sensualità che mi ha messo i brividi, come mezzo per smussare i propri angoli e comunicare l’affetto e l’amore e per superare le proprie paure, al cibo come maieutica, come scudo e come spada, come cuscino e come abbraccio nelle ricette di Francesca, di Roberta, di Eleonora, di Michael, di Patrizia, di Flavia, di Giulia, di Valeria, di Fabio, di Sabrina, di Helga, di Cristina, sempre per citarne alcuni. Ho viaggiato con Marina, ho riso con Corrado, mi sono commossa con Lei Ho letto un racconto meraviglioso, quello di Teresa, che mi ha colpito profondamene e che serbo gelosamentenel cuore, avendo adottato lei e tutti i personaggi che vivono nella sua ricetta. Infine vi ringrazio davvero tutti per le parole che avete usato nei miei confronti che mi hanno confusa e commossa, testimonianza di affetto sincero e di stima, sprone per fare sempre meglio, in un crescere e divenire continuo, personale e collettivo.  E ringrazio soprattutto Alessandra, senza la quale tutto ciò non sarebbe, non avrebbe.  In bocca al lupo Daniela e Juri!

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