Il Dna dell'Europa? AAA cercasi antenati

Creato il 02 luglio 2013 da Postpopuli @PostPopuli

di Mariantonietta Sorrentino

Il DNA dell’Europa? AAA cercasi antenati

Il mito della Vecchia e cara Europa ha ricevuto una picconata. Uno studio svela che gli Europei sono un popolo più giovane di quello che si era pensato. Riportiamo l’orologio indietro, a 4.500 anni fa. Siamo alla metà del Neolitico, epoca contraddistinta da notevoli innovazioni nella litotecnica, tra le quali la principale è rappresentata dall’uso della levigatura. L’esame del DNA è stato l’uovo di Colombo.

foto ciceroinrome.blogspot.it

Per datare l’Europa è stato sufficiente analizzare il DNA recuperato da scheletri antichi. L’elemento costitutivo rivela quanto il corredo genetico dell’Europa moderna si è formato in quella data. E una teoria è naufragata di fronte ai nuovi dati: non siamo figli dei primi agricoltori giunti ​​nella zona circa 7.500 anni fa e nemmeno discendenti dei precedenti gruppi di cacciatori-raccoglitori.

Gli studiosi hanno accertato che tra i 35.000 e i 40.000 anni fa i primi esseri umani moderni raggiunsero l’Europa: vi pervennero dall’Africa. Quasi in simultanea, andavano scomparendo i loro cugini, i Neanderthal. Ma di questo gruppo diffusosi nessuno presenta caratteristiche nel Dna come quelle riscontrate.

Alan Cooper, direttore del Centro australiano per il DNA antico dell’Università di Adelaide, commenta: “La genetica dimostra che in quell’epoca qualcosa fece scomparire lo specifico patrimonio genetico delle precedenti popolazioni. [..] Tuttavia, non sappiamo cosa sia successo e perché.“

Il mistero rimane fitto perché la metà del Neolitico non era ancora stata identificata come tempo di grandi cambiamenti.  Non si conosce l’origine della popolazione che ha raggiunto l’Europa tra il 4.000 e il 5.000 a.C. Nulla di simile si è verificato nelle aree circostanti.

E se intorno ai 7.500 anni fa, all’inizio del Neolitico, un’altra ondata di umani giunse dal Medio Oriente, è certo tanto che fossero agricoltori tanto che non possiedono attinenze di Dna. Questi primi agricoltori dell’Europa centrale vengono riconosciuti per i connotati della loro ceramica lineare (LBK), così chiamata perché le loro ceramiche spesso avevano decorazioni lineari.

Spencer Wells, co-autore della ricerca, è convinto che i risultati pongano un punto fermo nel vecchio dibattito tra gli archeologi. “In questo studio mostriamo che i cambiamenti nei reperti archeologici europei sono accompagnati da cambiamenti genetici, suggerendo che i cambiamenti culturali furono accompagnati dalla migrazione di persone e del loro DNA”.

Il gruppo LBK diventò la prima cultura paneuropea. Con questi presupporti si potrebbe ipotizzare che i membri di questa cultura fossero antenati genetici di molti europei moderni. Ulteriori approfondimenti smentiscono questa ipotesi: 6.500 anni fa, a metà del Neolitico, la cultura LBK venne essa stessa rimpiazzata. Si è verificata una sorta di “turnover genetico” del quale sfuggono le tappe.

“Tutto quello che sappiamo è che i discendenti dei contadini LBK scomparvero dall’Europa centrale circa nel 4.500 a.C., aprendo la strada all’ascesa di popolazioni provenienti da altrove”, ha detto Cooper.

Qualcosa, clima a parte, ha comportato la mutazione che chiamano sostituzione “genetica” della prima cultura paneuropea. Ora tocca agli scienziati. La caccia è aperta.

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