Anche in questa settima edizione, infatti, il “meccanismo” del Premio ha previsto un’articolazione in due fasi: la prima, affidata alla Giuria scientifica composta da scienziati, docenti universitari e giornalisti (presieduta quest’anno dal fisico Paco Lanciano, noto al grande pubblico per la sua collaborazione, fin dal 1993, con il programma Superquark), che ha portato alla selezione della cinquina dei libri finalisti (tra tutti i testi di divulgazione scientifica pubblicati in Italia negli ultimi due anni) da sottoporre al giudizio della Giuria popolare; la seconda, affidata appunto alla Giuria popolare composta da circa 2.500 studenti, che si è conclusa giovedì scorso con le operazioni di voto e la classifica finale. Dopo il vincitore Sergio Pistoi, che ha raccolto il voto di 27 classi, si è piazzato il giovane americano Sam Kean con Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi (Adelphi, 2012), che ha ottenuto 23 preferenze; al terzo posto, con 21 voti, si è classificato Giorgio Vallortigara con La mente che scodinzola (Mondadori, 2012); in quarta posizione, Neutrino (Raffaello Cortina, 2012) del professore di Fisica dell’Università di Oxford Frank Close; infine, con Il telescopio di Galileo (Einaudi, 2012), hanno ottenuto il quinto posto i professori Massimo Bucciantini, Michele Camerota e Franco Giudice.
Durante la cerimonia finale, che si è svolta presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova, e che è stata condotta dal “turista per caso” Patrizio Roversi e dal presidente della giuria Paco Lanciano, sono stati premiati anche i ragazzi vincitori dei concorsi collaterali al Premio, “Recensire la scienza” e “La scienza in 30 righe”, che hanno permesso ai giovani giurati di recensire il loro libro preferito della cinquina e, rispettivamente, di farsi votare da quasi 1.700 persone su Facebook (la recensione de Il telescopio di Galileo della vincitrice del primo dei due concorsi, Silvia Amodeo, ha ottenuto 1669 “Mi piace”) o di vedere il proprio “pezzo” pubblicato su Il Mattino di Padova.
Una grande festa di libri e di scienza che si è conclusa con la soddisfazione di Pistoi e una battuta di Patrizio Roversi, che ha voluto chiedere all’autore se nel suo DNA fosse già scritto che un giorno avrebbe vinto un premio importante come il Premio Galileo.
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