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Il focus (aggiornato) sul Nuovo Stadio di Milano, fra aspetti tecnici ed economici

Creato il 13 maggio 2020 da Agentianonimi

Un progetto rivoluzionario, sia per il destino della città di Milano che per le sue due rappresentanti nel panorama calcistico. Il Nuovo Stadio Milano è l’opera che terrà banco nei prossimi anni per quanto riguarda l’edilizia sportiva ed economica milanese e italiana. Avevamo affrontato questo tema lo scorso anno, tuttavia è fondamentale un aggiornamento rispetto agli ultimi avvenimenti. Quale la scelta migliore per il nuovo impianto? Il nostro focus revisionato…

LA DOMANDA: dove sorgerà il Nuovo San Siro?

Innanzitutto, è doveroso riprendere per intero quanto vi abbiamo approfondito nella scorsa puntata. Nell’articolo pubblicato l’11 aprile del 2019, avevamo già toccato i punti focali dietro al futuro di San Siro e invitiamo voi lettori a rinfrescarsi la memoria, prima di procedere in questa lettura. Per questo motivo, lasciamo di seguito il link al quale accedere al nostro FOCUS: gli aspetti tecnici ed economici dietro il futuro di San Siro di qualche mese fa.

L’ubicazione del nuovo San Siro è un tema che dovrebbe avere più importanza, il quale poniamo in cima alle nostre priorià sebbene questo sia stato già assegnato. E’ il primo nodo da sciogliere: da questo bivio in poi si diramano tutte le possibili strade che società e amministrazioni locali possono percorrere. La prima è rimanere o meno all’interno di Milano, e già su questo potremmo aprire un dibattito infinito. Per ridurre i tempi, diciamo solo che da un lato i club dovranno sottostare ai dettami del comune (il sindaco Sala è stato inflessibile), mentre se emigreranno verso Sesto non vi saranno particolari problematiche con i dirigenti locali per un nuovo impianto. Di contro si avrà una lontananza dalle comodità di San Siro, dai suoi servizi, dalla vicinanza con l’autostrada, ecc. Sesto dovrà in questo senso ammodernarsi di fronte all’altro flusso di tifosi che accorreranno ogni domenica. Libertà vs Comodità, insomma. Risiede proprio qui la preferenza dei club verso l’hinterland milanese, vista la volontà di Milano di trattenere il calcio dentro i propri confini cittadini.

Aggiungiamo anche che l’attuale dirigenza della metropoli meneghina spinge per il mantenimento dello stadio Meazza, preferendo una soluzione meno drastica per l’equilibrio socio-economico di quel quartiere: con l’abbandono dello stadio infatti, potrebbero esserci conseguenze per le attività della zona, oltre la vanifica dell’investimento per la metropolitana M5 Lilla che ferma proprio dinnanzi l’impianto, attesa per diversi anni ed arrivata nel 2014. La proposta dei due team milanesi di realizzare la loro nuova casa di fianco all’attuale San Siro, è contemporaneamente la soluzione che accontenta tutti ma che contiene le maggiori problematiche: si dovrà infatti pensare ad una realizzazione del nuovo costrutto in contemporanea all’utilizzo del vecchio, che dovrà adattarsi per gioco forza alla logistica e allo spazio occupato dal cantiere. Un grosso disagio per i cittadini del quartiere milanese, oltre che dei tifosi che puntualmente lo invadono. Un sostegno ulteriore alla ristrutturazione.

E’ tutta una questione di… volumetrie

Mi piacciono i nuovi progetti. La mia rigidità è sempre stata solo su due elementi. Il primo, sulla volontà di non perdere il Meazza. Il secondo, sulla volontà di limitare le nuove costruzioni. Il nuovo progetto salva il vecchio stadio, che accoglierà tanti altri sport minori e per la maggior parte gratuiti. Problema volumetrie? La loro richiesta è ancora alta, ma mi auguro che si possa trovare un buon accordo da portare in Consiglio e far votare all’aula, in modo che il progetto vada a buon fine”.

Le dichiarazioni del sindaco Sala rilasciate al portale calcioefinanza.it non lasciano spazio a fraintendimenti: fintanto che mancherà l’accordo sulle volumetrie, i progetti rimarrano solo belle foto per riempire i giornali. Alla fine il comune di Milano vuole meno costruzioni possibili in quell’area che comporta una riduzione dei possibili introiti per i club, come già largamente esposto.

Salvo che non si raggiunga un accordo in tempi brevi c’è il rischio che le tempistiche per concludere l’iter progettuale (che definiremo più avanti, ndr) si allunghino in maniera esponenziale. E’ un dato di fatto che ormai un anno è passato senza ottenere alcunchè, bensì l’amministrazione ha imposto 16 vincoli sulla riqualificazione dell’area di San Siro. Per proseguire le società dovranno inevitabilmente sedersi al tavolo delle trattative…

L’analisi del progetto di fattibilità: stime reali?

510 vs 650. Queste sono le cifre (espresse in milioni, ndr) proposte da Inter e Milan all’interno dello studio di fattibilità consegnato presso il comune di Milano lo scorso luglio. Sono naturalmente numeri preliminari che devono ancora essere sgrezzati, ma descrivono già le intenzioni dei club. Se nella scorsa puntata vi avevamo parlato di circa 150 milioni per il solo refurbishment del Meazza, ora occorre aggiustare il tiro: date la lavorazioni proposte dalle società, aumentiamo la nostra stima circa fra i 300 e i 400 milioni. Una cifra ottenuta da valutazioni tecniche ed economiche più realistiche rispetto a quelle proposte dalle società, tuttavia delineano la strada che vogliono percorrere: costruire un nuovo stadio. Da un punto di vista tecnico è normale che la soluzione più efficace, date le differenze di prezzo non elevate, sia quella di realizzazione un nuovo edificio (lo avevamo già introdotto nel precedente focus).

La costruzione del nuovo San Siro sarà poi corredata da circa 500 milioni di spazi commerciali e ulteriori 80 per le opere di urbanizzazione, per un costo complessivo di 1.2 miliardi di euro. Diverrà l’investimento più grande per un impianto sportivo dedicato al calcio, ciliegina rivoluzione architettonica che sta cambiando il volto di Milano. Il risultato che andiamo ad ottenere è vicino a quello che investirà il Comune e l’unione delle due società nel corso degli anni per trasformare la zona San Siro nel polo sportivo della nuova Milano, che sta pian piano ritagliandosi spazio come città moderna e d’avanguardia nella tecnica e nell’architettura. Una filosofia caldeggiata da tutte le ultime amministazioni e che prosegue anche con il sindaco Sala.

Parliamo di tempi

I progetti presentati negli scorsi giorni da Milan e Inter sono al momento in una fase primordiale: abbiamo infatti solo a disposizione dei rendering in 3D che poco approssimano il prodotto finito che le società vorranno donare alla città che le ospita. E’ un opera grezza, che deve ancora essere studiata. Un progetto così complesso merita almeno un altro anno di studio oltre alla continuazione delle “conferenze dei servizi” per poter rispettare tutte le normative e i vincoli delle autorità. Prima però si dovrà prendere la decisione fatidica, ovvero se proseguire la strada tracciata dallo studio Popolus oppure quella di Manica/Sportium. A quel punto i tecnici impiegheranno quantomeno 12 mesi per redigere un progetto definitivo ed altrettanti 6 per quello esecutivo. A questo punto si definirà il percorso di gara per assegnare l’impresa (o il gruppo) che si occuperà di realizzare questa opera mastodontica. E’ dunque presumibile dover attendere almeno 20-22 mesi dalla scelta del progetto per osservare gli operai al lavoro.

L’aleatorietà riguardo la realizzazione del nuovo stadio di Milano è legata tuttavia alla complessità di questo intervento, soprattutto perchè conterrà la costruzioni di un nuovo impianto, la demolizione di quello esistente e la costruzione di tante opere edili di corredo. Fra queste non farà parte solo la porzione relativa alle urbanizzazioni esterne e alle aree verdi, ma dalle proposte delle due società milanesi compaiono anche altri edifici che presumibilmente avranno destinazioni d’uso non sportive. Come già citato in precednenze la zona sulla quale sorge tutt’ora il Meazza è densamente popolata e attraversata da diverse vie di snodo fondamentali per la città, che pone un ulteriore condizione al contorno per la normale prosecuzione dell’attività di cantiere.

Viste le difficoltà e l’ambiente entro il quale è collocato il cantiere, le tempistiche per il completamento totale dell’opera ipotizzate nelle ultime settimane (che possiamo trovare su vari siti-blog-media) paiono fin troppo ottimistiche. Verosimilmente per la sola realizzazione del nuovo stadio occorreranno 3 anni (già definito nel precedente FOCUS), ai quali andranno ad aggiungersi ulteriori 18 mesi per la demolizione di San Siro (da eseguirsi dopo, perchè lo useranno Inter e Milan). Arrivando al sodo per arrivare al solo nuovo impianto completo ci vorranno 4.5/5 anni dalla definizione del progetto (riconducendosi al ragionamento di prima si parla del 2026, almeno). E’ presumibile che si arrivi all’anno dell’Olimpiade Invernale con il nuovo Stadio Milano da utilizzare come impianto per le cerimonie di apertura e chiusura, sebbene uno dei gioielli di Milano-Cortina 2026 fosse proprio il caro e vecchio Meazza

Non è finita però a questo punto siccome mancano ancora alla lista le opere di urbanizzazione e la costruzione degli edifici a corredo: per queste il tempo è molto variabile e dipende per intero da quanto e cosa si vorrà erigere nell’area intorno al nuovo impianto. Seguendo la filosofia di contenimento dei volumi è presumibile una durata di almeno 2/3 anni per concludere i lavori, arrivando dunque alla soglia del 2030. Per intenderci il famigerato quartiere Citylife ha impiegato 13 anni per raggiungere l’attuale livello di prestigio (inizio lavori nel 2007), sebbene alcune opere siano ancora in fase di esecuzione. Curiosità: la nuova meta culturale e architettonica di Milano dista appena 5 fermate di Metro Lilla dal quartiere San Siro, il futuro polo dello sport meneghino.

Dilazionando i tempi come descritto si ridurrà il carico sui cittadini sansiresi e soprattutto rimarrà consentito l’usofrutto di un impianto sportivo italiano ad Inter e Milan, fatto che non è stato trascurato nella nostra analisi. Inoltre l’investimento pattuito per riqualificare l’area (i già citati 1.2 miliardi) verrebbe spalmato lungo un periodo più lungo, riscontrando sicuramente più investitori.

Di Gianluca Zanfi

L'articolo Il focus (aggiornato) sul Nuovo Stadio di Milano, fra aspetti tecnici ed economici proviene da Agenti Anonimi.


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