Il gatto nel barattolo

Da Fiaba

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La fiaba

Domenica 30 Marzo 2014 15:21 Scritto da Giuseppe Spathis

La bambina si chiamava Giovanna, ma tutti l'avevano sempre chiamata Nuvoletta, per i capelli biondi, ricci, grandi e luminosi come una nuvola illuminata dal sole. Nuvoletta adorava la marmellata, e faceva collezione dei barattoli usati, li dipingeva, ci giocava finché non si rompevano. La migliore amica di Giovanna/ Nuvoletta era la sua gatta, Mora.

Da qualche tempo Moretta era così grossa che quasi non si muoveva più; Nuvoletta si preoccupava moltissimo, ma la mamma le disse che aveva dei gattini nella pancia. Ma com'erano entrati? La cosa preoccupava così tanto Nuvoletta che si dimenticò di dipingere l'ultimo barattolo, di marmellata di mirtilli; lo lasciò su una mensola.

Dopo un po' da Mora uscirono tanti piccoli gattini ; così piccoli che sembravano topini. Tutti stavano attorno ai nuovi nati, e il barattolo l'avevano dimenticato; com'era triste abbandonato in un angolo della stanza ad impolverarsi! Ma il più vivace della cucciolata, Giotto, un micino nero e marrone con una faccina appuntita e buffa si affezionò al barattolo: all'inizio toccava solo il vetro con le zampine, forse sentiva l'odore dei mirtilli. Poi un giorno ci cadde dentro, e miagolò; la mamma gatta andò in suo soccorso, ma Giotto non voleva più uscire dalla sua culla di vetro.

Stava tutto il giorno a dormirci beatamente, poi saltava fuori e dentro, e rifaceva il gioco in continuazione, come se non si stancasse mai. Di giorno tutti gli amici di Nuvoletta venivano a vederlo: il musetto appariva più grande attraverso il vetro trasparente – la mamma ora lavava il barattolo ogni giorno - , gli occhi sembravano stupiti, era uno spettacolo! Ma la notte, che gran fracasso! Sembrava che andassero in pezzi tutte le finestre della casa. Papà e mamma sbuffavano ma Nuvoletta era felice perché sapeva che Giotto si stava divertendo; quel rumore di vetro le sembrava una musica allegrissima.

Passarono molte settimane e il micetto, che mangiava a più non posso, non entrava quasi più nel barattolo .

Alla mamma quel gioco non piaceva più: Giotto si poteva fare male rimanendo incastrato, faceva troppo rumore e poi piangeva sempre poiché non poteva più entrarci bene, rimaneva sempre fuori una zampina.

Intanto Nuvoletta aveva disegnato sopra il barattolo una faccina di gatto e l'aveva decorato con il colore del vestito che metteva a Giotto quando voleva giocare con lui.

Una notte Nuvoletta sentì un rumore ma non era il solito fracasso che faceva Giotto, era molto più forte; andò a controllare ed era la mamma di Nuvoletta seguita da quella di Giotto che volevano nascondere il barattolo perché al barattolo la compagnia di Giotto faceva male; ogni volta che voleva entrarci lo graffiava tutto, spingeva, sbuffava, e a volte lo faceva cadere dal tavolo.

Il giorno dopo Nuvoletta vide il gattino triste, e poi capì: la mamma aveva buttato il barattolo nella catasta della legna, da dove non ritorna nessun oggetto. Ma era scomparso anche Giotto: la bambina lo cercò in lungo e in largo tutta la giornata e non spuntò fuori nessun gattino, tutto lavoro sprecato!

Il giorno dopo, quando mise la legna nella catasta, vide qualcosa di nero e marrone con uno sguardo agghiacciante (ebbe molta paura), poi senti un piccolo miagolio: dentro il barattolo c' era Giotto!

E volete sapere che fine ha fatto il barattolo? Giotto non era maschio, era 'Giotta'; la famiglia di Nuvoletta se ne è accorta quando è diventata enorme, al punto che dentro il famoso barattolo ci metteva solo un orecchio. Quando ha fatto i piccoli, uno dei 'Giottini' dove andava sempre a dormire tutto felice ?

Dentro il barattolo!!!


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