Il gatto nella valigia

Da Castprogetti

Il progetto PHARO ha linfa nuova: da quando è arrivato il nuovo capo progetto, sono riprese un po’ di attività che avevano subito delle interruzioni dovute a problemi burocratici, mancando il rappresentante Oikos in loco. Purtroppo anche le attività di pesca avevano subito lo stesso scotto ed erano ferme.
Con l’arrivo del capo progetto sono iniziati i lavori di costruzione dell’Eco-centro a Ibo e dopo uno sprint inziale in cui tutti gli isolani volevano partecipare e prestare la loro manodopera, c’è stato un colpo di arresto e nessuno più voleva lavorare. Ancora una volta non si capivano le motivazioni reali, ma la storia di un gatto raccontata dal nostro capitano della barca ci ha aperto gli occhi. Sosteneva di aver visto uscire da una nostra valigia chiusa, appoggiata sulla spiaggia, un gatto. A questo punto è stato facile scomodare, solo a parole, il “feticeiro” di Ibo. E’ bastato mettere in circolo la voce che il giorno seguente sarebbe venuto in ufficio a togliere il malocchio: da quel momento di gatti che si materializzavano non se ne sono più visti e gli operai sono tornati in cantiere.
Per quanto riguarda la componente di pesca sostenibile, il Parco, nostro partner, ha ritenuto che prima di iniziare i corsi rivolti ai pescatori fosse indispensabile organizzare una tavola rotonda in cui tutti gli attori del settore pesca fossero invitati. L’organizzazione e gli inviti erano mansione del Parco, e a posteriori possiamo definire che è stato utilizzato un approccio abbastanza “africano”: gli inviti sono stati mandati con solo 1-2 giorni di preavviso, ma la sorpresa è stata che le persone siano venute nonostante la pioggia monsonica. In contesti come questi non sempre va tutto liscio e, per chi non lo sapesse ancora, ci vogliono tante doti per lavorare nei progetti di cooperazione, e molte le si scoprono solo davanti alla necessità di dover prendere decisioni in fretta. Vi hanno partecipato 27 persone provenienti da 11 istituzioni diverse ( Ong, enti governativi, leaders comunitari, rappresentanti dei gruppi di pescatori), come facilitatore dell’evento è stata contrattata l’agenzia di consulenza “Biodinamica”.
Gli obiettivi della tavola rotonda sono stati: -ricerca di sinergie e collaborazioni tra progetti passati e presenti nel PNQ, , -piano di formazione per i CCP e pescatori, -ricerca di sistemi di sostenibilità economica dei CCP, -piano di raccolta dati e metodologia di monitoraggio. La tavola rotonda si è conclusa con successo ed ora ci aspettano tanti giri in barca per raggiungere le comunità dei pescatori locali e migranti. Dobbiamo agire in fretta perché il problema della pesca nel parco con metodi illegali, specialmente con zanzariere, praticato da donne, è molto comune. La pesca con zanzariere o sacchi o materiali plastici riciclati è tremendamente dannosa, vengono pescati indistintamente pesci di tutte le dimensioni, persino gli avannotti, e in questa maniera si depaupera enormemente il vivaio dell’oceano.
Insomma: work in progress!

Chiara Spicciarelli
Esperta di pesca del progetto Pharo

[altre foto del progetto si trovano sulla galleria di facebook]


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