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Il gioco bugiardo – Ruth Ware

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Il gioco bugiardo – Ruth Ware

Trama

Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di voi». Isa saluta il marito, prende con sé la figlia di sei mesi e si precipita nella cittadina costiera di Salten, sulla Manica, dove aveva trascorso gli anni del liceo. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni di segreti, sulla spiaggia viene scoperto qualcosa di agghiacciante. Qualcosa che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre amiche che non vede da allora, ma che non ha mai dimenticato. Hanno preso strade diverse, non si riconoscono più nelle adolescenti di un tempo, ma è sufficiente tornare nella casa di Kate, il vecchio mulino vicino al collegio dove tutto è cominciato, perché ogni distanza venga annullata e perché le quattro donne di adesso tornino a essere le ragazze di allora. Ma la loro non è un’allegra e nostalgica riunione di ex compagne di classe: Salten non è un posto sicuro, non dopo quello che hanno fatto. E se avevano creduto che il tempo potesse cancellare ogni traccia, adesso capiscono che era solo l’ennesima menzogna: una menzogna che in questo caso avevano raccontato a se stesse…

Recensione a cura di Elio Freda

Terzo romanzo per la scrittrice britannica, ancora una volta luci ed ombre.

Partiamo da una premessa: in tanti manuali che trattano il tema della scrittura, viene consigliato di creare aspettative nel lettore al fine di rendere più avvincente la lettura. Ottimo suggerimento. Viene anche però sottolineato come non ci sia nulla di peggio di avere delle aspettative disilluse (il famoso rovescio della medaglia).

Fatta questa considerazione, trovo che lo stile narrativo di questa autrice sia di ottimo livello, anche se in questo romanzo ha avuto la sensazione che qualche taglio in più, avrebbe giovato al romanzo. Sono soprattutto le parti raccontate che tendono a rallentare il ritmo della storia ma, grazie alla sua capacità di mantenere accesa la fiamma della curiosità, non ho abbandonato la lettura.

Ci sono molte idee potenzialmente interessanti e che potevano arricchire e impreziosire la trama che vengono abbandonate in fretta ed è un vero peccato.

Il titolo del romanzo si concentra su un gioco che le quattro protagoniste facevano quando si sono conosciute.”It isn’t a game, when sombody dies…” recita addirittura la copertina del libro in inglese ma ahimè, come scrivevo nella premessa, le conseguenze legate a questo gioco rimangono sconosciute. Da dove nasce il gioco, perché le ragazze sono attratte a farlo, cosa realmente comporta, (per citare al volo alcune suggestioni), sono domande a cui non si avrà alcuna risposta.

Anche l’amicizia tra le protagoniste sembra essere qualcosa di inossidabile, salvo poi scoprire che è durata un misero anno e, tranne qualche breve accenno, non c’è traccia di qualcosa che possa realmente cementare la loro unione, elemento che ad esempio avrebbe dato di sicuro più spessore al romanzo, arricchendolo di motivazioni che avrebbero aiutato il lettore a connotare meglio le quattro protagoniste della storia.

Sono proprio le motivazioni, o meglio la loro carenza, l’anello debole di questa storia, la potenzialità inespressa che getta pesanti ombre sulla credibilità della trama. Si ha la sensazione che le decisioni prese dalle protagoniste siano in più di una occasione spropositate rispetto a ciò che stanno vivendo.

Mi ha affascinato positivamente in particolare il risvolto psicologico di una delle protagoniste e l’utilizzo di alcuni espedienti narrativi per creare dubbi che accrescano poi i colpi di scena.

Resto sempre convinto dell’ottimo potenziale da parte di questa autrice che resta, per me, ancora inespresso. Sarà per la prossima!

Dettagli

  • Genere: Thriller
  • Copertina rigida: 429 pagine
  • Editore: Corbaccio (11 Gennaio 2018)
  • Collana: Top Thriller
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8867003895
  • ISBN-13: 978-8867003891

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