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Il giornalismo civile di Riccardo Iacona

Creato il 23 febbraio 2011 da Veritaedemocrazia
Ne è rimasto davvero poco di servizio pubblico nel giornalismo della Raitivvù dei nostri giorni, tra tiggì lottizzati, ridotti a meri poltronifici in cui piazzare amici, amanti, familiari degli esponenti del potere e dove il Minzolini di turno si autodegrada a portavoce del berlusconismo dominante (quello che gli ha permesso di ottenere, a spese della collettività, ruolo e soldi), e talk show para-giornalistici e para-culi, preferibilmente mattutini e pomeridiani e infestati di improbabili opinionisti privi di ogni credibilità culturale e morale, dove si cerca non di diffondere notizie e promuovere conoscenza e consapevolezza nei cittadini ma di cavalcare, come nei peggiori rotocalchi gossippari, gli istinti più morbosi delle persone attratte e distratte da storie di stupri, delitti familiari, tragici incidenti stradali provocati da balordi.Per quanto mi riguarda è rimasto Report della Gabanelli, Corrado Augias, Rainews 24, Michele Santoro, che certo può suscitare antipatia quale primadonna del giornalismo politico ma è l'unico capace, in forza della propria professionalità e dei propri ascolti, di parlare liberamente della vita pubblica ed istituzionale senza farsi imporre il ripetitivo rituale dei format politici con le solite compagnie di giro che abitualmente li popolano e le solite maschere che li affollano: l'esponente di destra e quello di sinistra, l'imprenditore, il sindacalista, l'economista, il sondaggista ...Rimane soprattutto, a mio avviso, Riccardo Iacona capace di raccontare in modo crudo e documentato ma sempre con grande umanità la realtà, un racconto che diventa politico nel più alto senso del termine perché riguarda la polis, la comunità e gli aspetti fondamentali della vita di tutti noi: la casa, l'ambiente, la sanità, il lavoro, la scuola, l'emigrazione, la giustizia e la prevenzione/repressione del crimine. Il suo grande merito è di saper parlare al cuore e alla testa degli spettatori, facendo capire come il colpevole malaffare che ci circonda e quelle storie che ci fa conoscere riguardano direttamente anche noi, che sono anche le nostre storie o lo potrebbero essere e che in ogni caso ci coinvolgono come componenti di una comunità nazionale e dell'umanità nel suo insieme. E le persone che ci mostra non diventano mai fenomeni da baraccone o strani animali da circo, sono persone con le quali è inevitabile, per il grande rispetto e la sincera solidarietà - quasi accarezzandole - con cui Iacona ce le propone, condividere il dolore e la sofferenza. Ma c'è di più. La sua denuncia non è mai fine a se stessa, non suscita solo indignazione: nei suoi programmi c'è sempre, accanto alla descrizione di sprechi, inefficienze, ingiustizie e di tutto ciò che va male, l'indicazione di dove e come quelle stesse situazioni siano state affrontate in modo diverso e risolte.
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