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Il governo tecnico di Monti in odore di sinistra… e di conflitto di interessi

Creato il 17 novembre 2011 da Iljester

Il governo tecnico di Monti in odore di sinistra… e di conflitto di interessi

Oggi “l’infingardo” giornale diretto di Sallusti, quello che è odiato dai comunisti, perché forse racconta storie diverse da Repubblica, ha “svelato” che già a luglio si parlava di un ipotetico governo Monti. È interessante la cronaca e di chi c’era alla riunione. Si parla di De Benedetti, Prodi, Passera e altri signori dei poteri bancari e finanziari, tra cui un banchiere del Vaticano. Insomma, una vera e propria riunione di “famiglia” che dovrebbe suggerire al lettore di questo blog – se di sinistra – di quanto sia stata grande la presa per il culo per i suoi nobili ideali democratici. Ammesso che ne abbia: chi sostiene personaggi come Prodi o De Benedetti, difficilmente ha una cultura democratica superiore allo zero.
D’altro canto, che la sinistra, oggi rappresentata da questi “nobili” padri, abbia una cultura democratica pari a zero è dimostrato anche dal governo tecnico non uscito da alcuna urna. Il vituperato giornale sallustiano ci informa pure degli ancoraggi politici dei nuovi ministri con vecchie conoscenze del centrosinistra passato e presente. È dunque interessante leggere per esempio che Renato Balduzzi (Sanità) è stato consulente legislativo del ministro Rosy Bindi. O che a Francesco Profumo (Istruzione) fu offerta dal Pd la candidatura a sindaco di Torino per il dopo-Chiamparino (invito declinato). O ancora che il commercialista Piero Gnudi (Turismo), era assistente di Prodi all’Iri, mentre Piero Dino Giarda (Rapporti con il Parlamento) fu sottosegretario al Tesoro con Dini, Prodi, D’Alema e Amato ininterrottamente dal 1995 al 2001.
Insomma, se parlare di tecnici d’area forse è azzardato, è chiaro che non stiamo parlando di novellini o persone politicamente neutrali. È difficile essere politicamente neutrali quando si lavora a certi livelli e sempre e solo con certi politici.
Ma per Il Giornale di Sallusti non è mica finita qui. Infatti, ecco il coupe de theatre: il conflitto di interessi (in verità già sollevato pure da Di Pietro). Ebbene, esistono una serie di conflitti di interessi tra gli attuali titolari dei dicasteri e alcuni settori dell’economia e dell’università (per i quali vi rimando all’articolo de Il Giornale), che mi fanno porre una domanda: ma se il conflitto di interessi sui quali i sinistri ci hanno rotto i coglioni per venti anni valeva per Berlusconi, perché nessuno fiata per quelli – ben più subdoli e sfuggenti – che riguardano gli attuali ministri legati a doppio filo a banche, società finanziarie, enti e università italiane private? È pur vero che i tecnici solitamente provengono da realtà economiche e amministrative di alto livello, ma è anche vero che sarebbe opportuno che quando questi vengono nominati ministri, si dimettano dai loro precedenti incarichi (cosa che nessuno a quanto pare ha fatto). E seppure sappia che anche questa mossa di opportunità non è sufficiente, avrebbe comunque un effetto rassicurante nel cittadino.
Insomma, gira che ti gira, siamo stati gabbati ancora una volta. Ho scritto due post fa che siamo tornati indietro di venti anni. Ormai non ho più dubbi in proposito. L’Italia è caduta nuovamente in mano dei poteri forti. Dopo diciassette anni di relativa libertà, siamo sprofondati nuovamente in una delle peggiori dittature mai inventate dall’uomo italicus: quella dei colletti bianchi, dei poteri finanziari e di una sinistra ipocrita sua alleata. Ricadremo probabilmente in un torpore culturale e ideale che ci riporterà a un’epoca in cui il cittadino italiano non si faceva troppe domande, e dove i potenti costruivano e disfavano i governi a loro piacimento, prendendoci per il culo un giorno sì e l’altro pure. Hai voglia di parlare di democrazia e libertà. Non esistono. Non esistono finché in Italia avremo questa sinistra stracciona, ipocrita, anti-italiana e antidemocratica che ci ha svenduti all’alta finanza pur di raccogliere qualche briciola di potere. Poveri noi…

di Martino © 2011 Il Jester 


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