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Il karma e i buoni propositi per il 2011. Ovvero un po’ di sano delirio in bilico tra il mio lato mistico e quello fashion.

Creato il 04 gennaio 2011 da Missbailing

 

Questo che mi accingo a scrivere sarà un post lungo e denso di deliri karmici, senza immagini accattivanti e con solo qualche accenno a shopping & co. tra l’altro non convenzionale. So che non è un modo molto fashionista di farvi gli auguri di Buon Anno ma in questi giorni sono in mood spirituale e quindi vi tocca.

Dopo il disastro metereologico che mi ha impedito di raggiungere Parigi a metà dicembre mi sono detta che dovevo per forza rifarmi con un week end di Capodanno all’insegna del wellness. Fosse facile! Alla faccia della crisi tutti i centri benessere di Toscana, Umbria e Marche (anche i più oscenamente costosi) si sono rivelati irrimediabilmente pieni.

Mi sono scervellata per qualche giorno e poi ho avuto un’illuminazione: perché non andare a Torino a vedere il Museo d’Arte Orientale?! E che cavolo c’entra Torino con un week end in una Spa, direte voi? C’entra eccome, perché mi sono casualmente ricordata che una mia cara amica torinese mi aveva consigliato un hotel dotato di  bellissimo hammam tradizionale proprio in centro a Torino e quindi, detto fatto, siamo partiti.

Di come Torino sia stata una grossa delusione in fatto di shopping (che i quattro Re Celesti benedicano comunque Guido Gobino, Baratti & Milano, Muji e San Carlo 1973 con le sue stupende borse e la sua selezione di prodotti Kielh’s) e di come il MAO sia stata invece una bellissima ed interessante esperienza magari vi parlerò un’altra volta.

Come vi parlerò diffusamente un’altra volta dell’unico negozio esaltante della città in cui mi sono imbattuta per puro caso al numero 19 di Via Maria Vittoria: Sharon Baghai ovvero un fantasmagorico scrigno di autentici tesori,  una grotta di Alì Babà piena zeppa di camicie di seta cangiante, giacche double-face, gioielli tribali in argento, pashmine delicatissime, obi belt, scatole uzbeke porta-dote, ciondoli scaccia-spiriti, cavigliere kathakali e chi più ne ha più ne metta. (Tutte cose che ovviamente ho dovuto lasciare lì con la morte nel cuore avendo già progettato di investire un discreto gruzzolo di denaro da Miu Miu per i saldi e non riuscendo in nessun modo a conciliare economicamente la mia passione per i beni di lusso occidentali con l’altrettanto smodato amore per i beni di lusso etnico-tribali).

Quello di cui voglio parlare in questo primo post dell’anno è invece il tipico evento al verificarsi del quale una persona sana di mente si limiterebbe ad esclamare “ma quant’è piccolo il mondo!” e a passare oltre, mentre una pazza fatalista come me non può fare a meno di esaltarsi, chiamare in causa il karma, e ovviamente decidere che il suddetto evento casuale dovrà in qualche modo influenzare tutto il suo 2011.

Ma andiamo per ordine: il 31 dicembre pomeriggio mi sono concessa tre ore di assoluto relax nell’hammam dell’albergo per dire addio al 2010. Io sono una fanatica dell’hammam tradizionale e non mi stancherò mai di decantarne i benefici e di consigliare il trattamento completo: tepidarium, calidarium, savonnage con sapone nero, gommage con il guanto di kessa, shampoo, balsamo e relax con tè alla menta, frutta e pasticcini al miele. Se poi a tutto ciò si aggiungono anche passaggi meno tradizionali come il frigidarium con idromassaggio e le docce emozionali con nebbia fredda profumata… bèancora meglio!

Dopo l’hammam ho fatto un massaggio rilassante. Quante possibilità c’erano che la mia massaggiatrice fosse indiana, originaria del Kerala (il mio sogno nel cassetto indiano), che stesse studiando l’ayurveda, che amasse Tagore e Arundhati Roy e che avesse visto tutti i miei film indiani preferiti?!

Se tutte queste coincidenze non bastassero, chiacchierando animatamente con Anima di cinema, letteratura e gastronomia indiana (ok, lo ammetto: è stato il massaggio meno rilassante della mia vita!) ho scoperto che alcuni anni fa si è avvicinata allo yoga e alla meditazione proprio nella comunità in cui vive il mio attuale Maestro e che ha avuto modo di conoscere non solo lui, ma anche la mia ex Maestra, una donna per cui provavo un’atavica ostilità e che entrambe ci siamo trovate d’accordo nel definire una “cretina fanatica”.

Ora siete liberi di pensarla come il Signor G. e di liquidare questa concatenazione di eventi come “ah, i miracoli della globalizzazione” oppure ” eh, quanto è piccolo il mondo!”. Per me si tratta  semplicemente di Karma: ancora una volta l’insieme delle azioni ed omissioni che ho compiuto hanno interagito tra loro in un rapporto continuo di causa-effetto per avvicinarmi di nuovo all’India, la mia Terra delle Meraviglie.

Sarebbe bastato un nonnulla: scegliere un’altra meta per il week end, prenotare il mio percorso benessere mezz’ora prima o mezz’ora dopo e non sarei incappata in Anima. Lei non mi avrebbe trovata simpatica con il mio Mal d’India e non mi avrebbe lasciato il suo indirizzo email dicendomi “a giugno parto per il Kerala per 6 mesi, se vuoi conoscere la vera India vieni a trovarmi”.

Non so se il 2011 mi porterà davvero in Kerala ma so per certo che voglio che sia un anno più mistico e meno materiale (almeno nei pensieri e nelle intenzioni); che voglio riprendere con lo Yoga che ultimamente ho trascurato; che voglio viaggiare e ancora viaggiare; che non metterò nella mia lista “dieta e palestra” (che sono propositi così deprimenti da affossarsi da soli) ma attività che fanno bene sia al corpo che allo Spirito (riflessologia, giardinaggio, passeggiate, acquarello, ayurveda, tè con le amiche, cinema d’essai, le feste di Natale in posti esotici in cui le feste di Natale non esistono…).

E so per certo che ho anche un Buon Proposito per il mio armadio: la regola francese dei 5 capi per stagione di cui ho letto per la prima volta qui. Un metodo molto zen di fare shopping e di controllare le proprie pulsioni da shopaholic e che consiste semplicemente nel comprare solo cose davvero belle e che desideriamo davvero con tutte noi stesse e di relegare tutto il resto nel campo dell’inutile o del superfluo. Ma di questo proposito vi parlerò più dettagliatamente un’altra volta.

Per ora metto fine ai miei deliri augurandovi un 2011 pieno di tutto ciò che desiderate.

 


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