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Il Lago ExSnia presto sarà accessibile a tutti. Grazie a cittadini, comitati e amministrazioni

Creato il 06 agosto 2014 da Letiziapalmisano

Nell’era del disfattismo e della sfiducia politica, raccontare una storia che volge verso il lieto fine può essere stonata e suonare come una bufala. La storia del Lago ExSnia invece sta prendendo la direzione che migliaia di cittadini hanno sempre sperato. Seguo la storia del Parco delle Energie da quando ero poco più che adolescente.

Destino ha voluto che mi trasferissi a poche centinaia di metri (un paio in linea d’aria) dal Parco. Mi ricordo i racconti di Loredana De Petris. Partecipai a Nonsolopuntaperotti mandando la foto di quel lago che oggi tutti conoscono ma che è lì da 20 anni a ricordarmi perché la via si chiama Acqua Bullicante. Oggi mi sono commossa. Non ho mai amato troppo le favole perché spesso sono la descrizione di cosa vorremmo e non cosa avviene (preferendo quindi film alla The day after Tomorrow). Ma questa storia, del nostro lago, probabilmente andrà davvero a lieto fine. Lo ammetto, mesi fa ero convinta che ci sarebbe stato altro cemento. Stefano Veglianti, vicepresidente del V Municipio, costantemente mi diceva che un’altra scelta era non solo possibile e fattibile.

Grazie a tutti. Ai cittadini per primi, come persone e come comitati. Ai pubblici amministratori che negli ultimi 20 anni si sono dati da fare, spontaneamente o pressati dai cittadini. E grazie a lei, l’acqua bullicante. Di essere stata il Deus ex machina di questa storia. Io mi sono commossa più volte in questa storia (per me sentimento raro). Mi venne la pelle d’oca quando scoprii la forza dell’acqua, come segnale vivo di Madre Natura. Mi sono commossa quando ho visto la mobilitazione, con video musicale incluso.

Mi sono commossa questa mattina quando davvero il varco è stato aperto e comitati e amministratori si sono affacciati sul lago. La prossima volta credo che sarà quando potrò andarci con mio figlio e dirgli:

“Vedi? Non è tutto inutile. Le persone, politici inclusi, non sono tutte uguali. Bisogna lottare per quel che sentiamo ardere dentro”.


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