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Il Lunedì Leggo - Un dolore così dolce di David Nicholls

Creato il 09 dicembre 2019 da In Central Perk @InCentralPerk
David Nicholls non l'avevo mai letto.
Lui, che aveva fatto piangere ogni mia lacrima e ogni lacrima del giovine (per la prima volta senza ritegno) con One Day al cinema.
Mi ero innamorata della promozione che Neri Pozza stava facendo al suo nuovo romanzo, avevo sanamente invidiato Mr. Ink invitato a un ballo a tema anni '90 e proprio lui ha deciso che Nicholls dovevo conoscerlo.
Così, per fare un salto nel tempo, sono passata dalla campagna inglese degli anni '50 dei Cazalet al 1997 della periferia di Londra.
Un salto notevole, ma i problemi sono sempre quelli: l'amore, il rapporto con i genitori, il saper trovare il proprio posto nel mondo.
Tutto inizia con la fine della scuola, con esami appena sostenuti, con scherzi goliardici, riti maschili a cui continuare a sottoporsi.
Ma Charlie ha altri pensieri per la testa.
Lui che gli esami chissà se li ha passati, ha una casa, una famiglia, in rovina.
Lo scopriamo poco a poco, mentre ci racconta di bancherotte e tradimenti, di separazioni e di depressioni.
Il Lunedì Leggo -  Un dolore così dolce di David Nicholls
Inizia, e il sentore è che non era il momento per un romanzo così.
Così estivo.
Così adolescenziale.
E fatico.
Perché la strada sembra già nota, piuttosto prevedile: un corso teatrale in cui si capita per caso, una ragazza bellissima che ammalia, un'affinità elettiva che non può che sfociare nell'amore. Il primo. Con tanto di prime timidezze, primi cambiamenti intellettuali, prime volte. Con sullo sfondo un Romeo e Giulietta da imbastire a rendere tutto un filo più dignitoso e profondo.
Ma per fortuna, la svolta arriva nella seconda parte, con un salto nel tempo che fa di quell'estate un ricordo a cui si sta pensando. Un primo amore che non è mai stato dimenticato e che ora bussa alle porte del cuore quando il vero salto -il matrimonio- lo si sta compiendo.
Con questa nuova prospettiva, anche il racconto di quell'estate magica e tormentata si fa diverso.
Le annotazioni abbondano, le riflessioni a posteriore arricchiscono, la narrazione si sviluppa su due piani.
Si fa più sentito il rapporto con quel padre a cui si deve paradossalmente badare, si fanno diversi i tumulti che provocano una madre che ricompare, gli amici di sempre che si allontanano.
E allora, sembra di rivederle quelle estate di batticuore e di sguardi rubati.
Sembrano universali i sentimenti provati.
Ma è nel finale, in cui si torna al presente, in cui come un vecchio VHS si avanza veloce correndo su tutte le belle storie che sono state le vite di quegli aspiranti o improvvisati attori, che si torna in un terreno comune a cui voler bene.
Su un tetto a scambiarsi battute, o scendendo delle scale in cui finalmente dire l'unica parola possibile, ci si commuove.
Dovevo davvero conoscerlo Nicholls, lo ritroverò, spero presto, nel mio cammino.

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