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Il MANIFESTO: su Sky Arte HD i 13 volti di Cate Blanchett

Da Marianocervone @marianocervone
Il MANIFESTO: su Sky Arte HD i 13 volti di Cate BlanchettManifesto – poster

Che Cate Blanchett fosse un cavallo di razza ce n’eravamo accorti quando nel 1998 incarnò perfettamente la Regina Elisabetta I nell’omonima pellicola Elizabeth. Da allora la sua carriera è stata una lunga parabola in ascesa, dall’Oscar vinto interpretando l’attrice Katherine Hepburn in The Aviator nel 2005, alla seconda statuetta dieci anni dopo per Blue Jasmine di Woody Allen, dove l’attrice di origine australiana ha interpretato perfettamente le nevrosi di una donna borghese sull’orlo di una crisi di nervi dopo aver perso tutto.

Ma negli anni la Blanchett non ha riposato sugli allori dei premi vinti e delle sue sette nomination, al contrario ha sempre accettato con coraggio di dare volto, anima e corpo a personaggi diversi, dimostrando ogni volta di essere capace di poter interpretare chiunque: da Io non sono qui, dove interpretava addirittura Bob Dylan (vincendo la Coppa Volpi a Venezia) a Carol, dove si è calata nei panni di una madre di famiglia nell’America degli anni ’50 che vive la propria omosessualità repressa con una giovane commessa.

Il MANIFESTO: su Sky Arte HD i 13 volti di Cate Blanchett
Cate Blanchett in Manifesto (2015)

L’attrice ha addirittura interpretato ben 13 personaggi diversi in un unico film. È successo per MANIFESTO, pellicola diretta da Julian Rosefeldt nel 2015, che arriva domani, 29 dicembre, su Sky Arte HD in prima visione assoluta.

Come suggerisce lo stesso titolo del film, si tratta di tredici manifesti: quello del Partito Comunista, i motti dadaisti, il Dogma 95 e così via, ripercorrendo altrettanti movimenti artistici, attraverso l’interpretazione di straordinari monologhi che rappresentano per Cate una grande prova attoriale.

Rosefeldt ha girato il film in poco più di una settimana, a Berlino e dintorni, traendo l’idea da una sua installazione.

Ogni scenario indaga il rapporto tra società, arte e vita quotidiana nel XX secolo. La Blanchett porta sullo schermo le parole di Marx, Lars Von Trier, Marinetti, Kandinsky, Apollinaire, Fontana, Breton, Éluard, che rivivono attraverso donne molto diverse per storia ed estrazione sociale: da una madre operaia a una giornalista, da una rock star a burattinaia, passando per una clochard. Volti diversi, che parlano ognuno a modo proprio di arte, con monologhi completamente distanti dal proprio mondo, e spesso inascoltati da coloro che stanno intorno, in un curioso gioco di equilibri e contraddizioni che si fa esso stesso arte.

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