Il Matto

Da Dhiirananta
Per prima cosa, la carta ha un nome (il Matto) ma non ha un numero. E' la situazione opposta all'arcano XIII, che ha il numero ma è senza nome.
Di solito viene collocata al termine delle ventun carte, quindi nella posizione XXII, se non fosse che simbolicamente rappresenta il Nulla, e quindi sarebbe più corretto assegnarle il numero zero.
Tuttavia, dato che le ventidue carte dei Tarocchi in realtà costituiscono un cerchio piuttosto che una linea, ecco che allora cessa l'ambiguità, in quanto apre e chiude contemporaneamente il cerchio.
Osserviamo com'è vestito il matto. Indossa una foggia multicolore, ad indicare le mille influenze a cui è soggetto.
Il suo viso guarda in alto, la testa tra le nuvole, quindi non guarda dove va, ma è perso nelle sue insane illusioni.
Anche il bastone sembra trascinato: non è come il bastone dell'Eremita (arcano XII) che gli serve per procedere con cautela.
Inoltre si porta dietro un sacco, un fardello pieno di sciocchezze.
Infine una lince bianca (si dice che l'occhio di lince è penetrante) anzichè aiutarlo a ritrovare la ragione, lo umilia facendogli cadere le calze e spingendolo più velocemente verso il baratro (l'orizzonte con l'obelisco caduto e il coccodrillo).
Psicologicamente è quindi la persona che subisce tutte le influenze, è passivo, non sa dove va, incoscente, irrazionale, irresponsabile.
Esotericamente rappresenta il Nulla, ovvero tutto quello che sta al di fuori della Realtà, l'abisso dei miti cosmologici primitivi, tutto quello che è fuori tra l'Alef (arcano I) e il Tau (arcano XXI).
Come il saggio sa bene, il Nulla non deve essere personificato ma è all'opposto del Tutto-Uno.

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