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Il miracolo di new orleans: a 5 anni da katrina che distrusse tutto

Creato il 30 agosto 2010 da Madyur

Il giorno i cui l’acqua inghiottì tutto – 29 agosto 2005 – il Lower Ninth Ward fu il primo quartiere ad andare a fondo. Dove oggi c’è la scuola per bambini c’era la fabbrica di medicinali di Saint Claude Avenue , il lungo stradone che dal French Quarter porta nel cuore della città più vera : quella dei neri , che gli spagnoli e i francesi e gli inglesi non riuscirono a conquistare mai . Anche la fabbrica fu naturalmente inghiottita. Come l’80% della città e per questo occupati dai marines mandati da George W.Bush.

Cinque anni dopo , i professori della Columbia University giurano che i bambini di New Orleans sono 5 volte più disturbati degli altri. Uno su tre ha almeno un anno di ritardo a scuola. Immaginate più di 160 mila bambini senza casa. Immaginate sopravvivere a una tragedia da 1600 morti e un milione e mezzo di sfollati.

Cinque anni dopo il popolo di New Orleans è stanco di piangersi addosso. Questa è la terra del jazz. Questa è la terra dei funerali che finiscono in festa.

A New Orleans non bastò l’esperienza di Betsy , nel 1965, cento morti e un miliardo di danni. E la solita inchiesta parlamentare. Onorevole F.Edwards Hébert “Mettiamo il caso ci fosse un altro uragano domani o la prossima settimana o l’anno prossimo : gli argini di 16 piedi reggeranno?”. Colonnello Thomas J.Bowen “Assolutamente sì”. Sedici piedi sono meno di 5 metri. Un colonnello pochi giorni fa ha annunciato il nuovo sistema a prova di disastro. Il muro sul Lago Borgne è alto 26 piedi : otto metri.

Argini e dighe sono costati 15 miliardi. Sorgerà , inoltre, il Louisania Hospital da 800 milioni di dollari, che porterà 6000 posti di lavoro . Il Cancer Reasearch Center da 10 piani e 94 milioni.

Il diluvio ha annacquato anche il sangue. New Orleans ha perso il 7,9% dei suoi 300 mila abitanti . I neri erano il 66,7% e oggi sono il 61,3% . I bianchi erano il 26,6% e oggi sono il 29,9%. E altri, cioè soprattutto gli ispanici sono saliti dal 6,7% all’8,9%. Nella solita bguerra tra poveri i neri li accusano di rubare il lavoro : perfino l’ex sindaco nero Ray Nagin reclama la città nera di un tempo.

Il nuovo sindaco Mitch Landrieu – figlio dello storico bianco Moon , fratello della potente senatrice Mary Landrieu –lancia i suoi 100 progetti sprizzando ottimismo , sbandierando le magnifiche sorti e progressive di questa città che è riuscita a rafforzarsi malgrado tre crisi in 5 anni : Katrina, la recessione, la macchia nera del Golfo.

Nel Lower Ninth Award riemerso dalle acque sono rientrate solo 3 famiglia su 10. E senza la carità di Brad Pitt, con la sua ong Make it Right, poco avrebbero costruito in questa città. L’ente comunale ha già acquistato mille proprietà che lentamente sta riconvertendo con l’aiuto di charity e no profit.

Katrina ha scoperchiato anche la solidarietà. Women of Storm o Greater New Orleans si oppongono ai piani di ristrutturazione selvaggia. La Broadmoor di Latoya Cantrell è l’associazione più studiata d’America. Ma anche la testardaggine di povera gente come Wilma Collins : un’anziana nera che ha detto no anche a Brad Pitt. Le case del divo sono griffate da architetti famosi che hanno realizzato gioielli di ecosostenibilità dando libero sfogo all’estro architettonico. Wilma s’è invece indebitata per ricostruire la sua casa così com’era e adesso mostra con orgoglio la sua foto finita su People accanto a quella di Sandra Bullock.

La gente ce l’ha con i professionisti del pessimismo. Ma anche Spike Lee parla della vergogna New Orleans. James Carville ,ex stratega di Clinton, ora volto Cnn, afferma che ora New Orleans è migliore di quella subito dopo Katrina. C’è ancora molto da fare.

Tutto quello che c’è è Il miracolo New Orleans. Il miracolo è solo grazie a New Orleans stessa. Solo qui poteva funzionare la equity sweat , giocando con i prodotti di borsa (equity swap) e sweat ( sudore). Si costruiscono le case e le regalano. In cambio di 150 ore di sudore. 150 ore di lavoro comunitario. Con gli equity6 sweat sono risorte oltre 50 case : come quelle di Annie e Arnold Montana, che per 5 anni avevano vissuto in un tugurio senza il tetto e oggi hanno una villettina.

La scuola che sorge al posto della fabbrica di medicinali è nata dal cuore infinito di una donna qualunque. Sheryl Maggie Johnson per anni aveva ospitato a casa i suoi bambini di quel quartiere disgraziato. E quando la fabbrica , dopo il diluvio, fu abbandonata, Sheyl sognò di ricostruire lì la scuola del quartiere. Oggi questa maestra non c’è più , ma sua figlia Keashen ha raccolto l’eredità : quell’arca bunker nel quartiere che resta tra i più malfamati di New Orleans. Con la ricostruzione è tornato il crimine. ma questi bambini ora hanno qualcosa in cui sognar5e. Il sogno dopo il diluvio.


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