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Il modello Svezia: dare fiducia alla popolazione

Creato il 30 aprile 2020 da Retrò Online Magazine @retr_online

Nessun laissez faire ma un patto con i cittadini. L'Oms, attraverso le parole del suo direttore del programma emergenze Michael Ryan, indica la Svezia come modello da seguire nel contrasto ai contagi da coronavirus: "Nulla sarebbe più lontano dalla verità che affermare che la Svezia non ha fatto nulla. Ha preso delle misure molto forti ma cosa ha fatto di diverso è stato fidarsi dei propri cittadini".

A differenza di quasi tutto il resto del mondo e dei suoi vicini Danimarca, Norvegia e Finlandia, la Svezia non ha imposto nessun lockdown, permettendo ai cittadini di incontrarsi e lasciando aperti bar, negozi e fabbriche. Chi poteva ha iniziato a lavorare in smart working, modalità di lavoro agile che nel paese scandinavo era già ampiamente diffusa prima dell'inizio della pandemia. Vietati gli assembramenti con oltre 50 persone e per un primo periodo sono state interdette le visite nelle case di riposto. Nessuna regola o imposizione ma tante linee guida fornite a istituzioni e imprese per garantire le misure di sicurezza e prevenire il diffondersi dei contagi.

A differenza delle critiche e delle previsioni di medici ed esperti, anche nella stessa Svezia, non è avvenuta la catastrofe che molti prevedevano. Con una popolazione di poco superiore ai 10 milioni di abitanti i casi registrati sono quasi 19 mila con oltre 2200 decessi, numeri decisamente migliori rispetto ad altri paesi europei con una popolazione simile, per esempio il Belgio ha 11 milioni di abitanti oltre 7 mila vittime. Questo non vuol dire che lo stato nordico non stia affrontando delle criticità, rispetto agli altri paesi scandinavi la Svezia ha una media di 22 decessi ogni 100 mila abitanti, nettamente più alta rispetto ai 7 della Danimarca e ai 4 di Norvegia e Finlandia. Anche l'economia non sarà indenne con il pil dato in calo del 7%, una cifra comunque considerevole se rapportata all'Italia, tra i paesi più gravemente colpiti dal coronavirus, il cui prodotto interno lordo si contrarrà dell'8-9%.

Uno scenario molto diverso rispetto al lockdown adottato in Italia e alle successive spettacolarizzazioni della caccia al runner o al cittadino irresponsabile. Come in tanti sottolineano in questi giorni, la scelta del Governo di Stefan Löfven sostenuto dai partiti del centrosinistra è stata quella di cercare di convivere con il Covid-19 fin da subito, puntando sul comportamento responsabile degli svedesi e garantendo il prosieguo delle attività. Un modello, abbiamo visto, non perfetto e anche difficilmente replicabile in altre aree del mondo. Va infatti tenuto conto che della bassa densità abitativa della popolazione svedese e che oltre il 50% delle persone vive da solo, rendendo quindi meno frequente il contagio familiare. In conclusione, difficilmente nella fase 1 con la violenza dell'impatto che ha avuto il virus in Italia avremmo potuto replicare il caso svedese, però da esso si possono prendere alcuni consigli e prassi per la fase 2.


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