Il mondo dell’editoria secondo Morgan Palmas

Creato il 07 luglio 2010 da Sulromanzo
Editoria on demand ed Editoria a pagamento, due fenomeni in continua crescita e sempre più spesso sotto i riflettori. Dopo le polemiche seguite al Salone Internazionale del Libro di Torino, durante il quale si è svolto un incontro fra i ragazzi di Writer’s Dream e una delegazione della casa editrice Il Filo Albatros proprio a proposito delle false promesse dell’editoria a pagamento, continua anche a distanza il dibattito e l’appello dei “puri” che insistono sul non cedere alle lusinghe dell’editoria a pagamento.
Ne abbiamo parlato con Morgan Palmas, autore di “Scrivere un romanzo in cento giorni”, e ideatore del blog Sul romanzo, una vera community in cui aspiranti scrittori e amanti lettori si confrontano su molti temi, recentemente chiamato a fare il giurato al concorso organizzato da Writer’s Dream in collaborazione con eBooKingdom dal titolo “Urban God”.
Morgan hai anche tu la sensazione che nonostante le statistiche dicono che siamo un popolo che non legge in realtà siamo un popolo che scrive e anche molto?
“Non è una sensazione, ma un fatto inequivocabile. Basti notare il numero enorme di case editrici in Italia, una buona fetta a pagamento, confrontare i dati con la quantità di libri pubblicati in un anno e inserire il primo risultato in un bel cerchio disegnandolo sulla nostra sinistra; nel secondo cerchio, che invece sarà sulla destra, inseriamo le statistiche che palesano le abitudini del lettore medio italiano. Ora, guardate i due cerchi. Bene. Deprimetevi, ne avete il diritto. La situazione non è sensazionale, bensì drammatica. Gli italiani leggono sempre meno con il trascorrere degli anni, eppure, grazie a una serie di elementi che sarebbe lungo spiegare, un buon romanzetto insulso non si nega neppure all’ultimo dei cretini. Il caro buon Paul Klee, quando si chiedeva nella sua conferenza di Jena se potesse esistere un terreno comune fra profani e artisti, non aveva ancora visto l’editoria contemporanea”.
Recentemente anche noi ci siamo occupati della giornata contro l’editoria a pagamento che anche al Salone del Libro di Torino è stata al centro di un dibattito molto intenso. Perché secondo te l’Eap funziona ancora nonostante tutti gli appelli che le case editrici e gli scrittori fanno?
[Continua l'intervista qui]

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