Il nostro silenzio, il loro rumore: esce in italiano “Il silenzio e il tumulto” dello scrittore siriano Nihad Sirees (con presentazioni a Pisa e Roma)

Creato il 20 ottobre 2014 da Chiarac @claire_com_

Dopo essere stato tradotto in tedesco, inglese e francese, arriva anche in italiano il romanzo Il silenzio e il tumulto, dello scrittore siriano Nihad Sirees.

In libreria lo troveremo da inizio novembre, pubblicato dalla casa editrice Il Sirente nella collana di narrativa araba contemporanea “altriarabi”, tradotto dall’arabo da Federica Pistono.

(nella copertina italiana è stata usata un’opera dell’artista siriano Tammam Azzam)

Nihad Sirees è nato ad Aleppo nel 1950 ed è autore di sette romanzi e di numerose sceneggiature, una delle quali, nel 1998, gli “guadagnò” il diritto ad essere censurato.

Intellettuale di spicco, fortemente critico verso il regime di Bashar al-Assad, nel gennaio del 2012 ha preferito lasciare Aleppo, in un esilio auto-imposto per timore della sua incolumità. Emigrato prima in Egitto, e poi negli Stati Uniti dove ha seguito un International Writer Fellowship alla Brown University, ora si trova a Berlino. Non ha smesso di scrivere e raccontare la Siria e la sua Aleppo.

Il silenzio e il tumulto è stato pubblicato nel 2004, ovviamente non in Siria (Sirees in realtà non ci ha neanche mai pensato di chiedere alle autorità siriane l’autorizzazione alla pubblicazione), bensì a Beirut, dalla casa editrice libanese Dar al-Adab la quale non ha avuto alcuna esitazione nel decidere di pubblicarlo.

Della trama del libro avevo parlato in un post di qualche tempo fa (mi auto-cito, abbiate pazienza):

Il silenzio e il tumulto è un romanzo sulla vita sotto e durante la dittatura, l’affresco vivido di un popolo le cui vite sono dominate dalla paura, ambientato in un paese mai nominato, il cui Leader, il Capo, viene anche chiamato  “Ispiratore della Nazione” e “Compasso per l’Umanità”.

Il Tumulto del titolo è quello fatto dal regime che, nel giorno in cui il romanzo è ambientato, festeggia i 20 anni di potere attraverso marce, musichette e grida dei supporters scesi in strada a sfilare per dimostrare il loro ardore verso il grande Capo. Il Silenzio è la condizione a cui è stato costretto il giovane eroe del romanzo, lo scrittore Fathi Sheen, “silenziato” dal regime perchè tacciato di anti-patriottismo. Ma il Silenzio, della prigione o della tomba, è anche il destino che aspetta Fathi se sceglierà di opporsi al regime, che gli chiede di schierarsi dalla parte della propaganda, dalla parte del Tumulto.

“Ogni uomo e ogni donna che saranno sconfitti dalla tirannia smetteranno di amare”, così ha detto Sirees, i cui riferimenti letterari, secondo alcune analisi, sono Kafka e Orwell. Perchè nel libro due sono le armi con cui gli uomini possono sconfiggere la dittatura: il sesso e lo humour, usato per cercare di reagire all’insensata crudeltà del regime al potere.

Sul perchè dobbiamo leggere questo romanzo lo lascio dire allo stesso Sirees, qui intervistato dalla sua casa editrice inglese.

Se volete saperne di più del libro e dell’autore, qui c’è una ricca rassegna stampa in inglese.

Poi siete tutti invitati alle prime due presentazioni del romanzo:

PISA // Sabato 8 Novembre ore 17 @Sala Pacinotti, Palazzo dei Congressi nell’ambito del Pisa Book Festival // Sarà presente l’autore!

ROMA // Domenica 16 novembre ore 18 @Libreria Fandango, via dei Prefetti 22 // Presentazione organizzata da Arabismo e il Sirente – partecipano: Riccardo Cristiano (giornalista Rai), Chiarastella Campanelli (Il Sirente), Federica Pistono, io.


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