Il nuovo Waterfront di Salerno

Da Myh
Di ritorno da una meravigliosa due giorni salernitana (spero mi scusiate per la piccola pausa) oggi mi concedo una piccola deviazione dal tema "casa", per raccontarvi di una meravigliosa avventura trascorsa tra mare, cantieri e tanti nuovi amici.La città di Salerno, ormai da molti anni, ha avviato un ambizioso progetto di riqualificazione  del fronte del mare attraverso grandi nomi dell' architettura contemporanea quali Zaha Hadid, Santiago Calatrava e Ricardo Bofil. Senza entrare nel merito della qualità architettonica e dell' impatto ambientale che queste opere possono avere, proverò a raccontarvi, se ancora non li conoscete, questi progetti.
Piazza della Libertà e il Crescent di Ricardo BofilLa nostra giornata comincia con la visita al cantiere di Piazza della Libertà (in corso di realizzazione), grande spazio compreso tra l' arenile di Santa Teresa ed il molo Manfredi. Il progetto di Bofil prevede  oltre ad una piazza monumentale ad anfiteatro e 90mila mq di parcheggi sotteranei, la realizzazione del Crescent, un edificio a mezzaluna con porticato destinato ad attività commerciali e cinque livelli che ospiteranno spazi direzionali e residenziali. E' inoltre prevista un' area coperta per eventi e manifestazioni e una passeggiata a mare con negozi, bar e punti ristoro.Dello stesso  Bofil anche l' HOTEL VELA,  sviluppato su piazza della Concordia, una vela di circa 120 metri di altezza con uffici, esercizi commerciali e servizi per il turismo. Il progetto prevede inoltre l' interramento di via lungomare, nel tratto compreso tra piazza della Concordia e piazza Mazzini.



Stazione Marittima di  Zaha Hadid




Il tour prosegue con la visita al cantiere  della stazione marittima. Vincitore di un concorso di progettazione internazionale nel 1999, il terminal di Zaha Hadid prende forma dalla necessità di connettere tre elementi principali: il terminal per i traghetti, il terminal per le navi da crociera e gli uffici della sezione 
amministrativaSimile ad un' ostrica, la struttura è dotata di un robusto guscio che racchiude all' interno elementi fluidi, spazi dinamici, organizzati intorno a punti focali come il ristorante e la sala d'aspetto. Un sinuoso sistema di rampe e scale, poi, connette il piano inferiore (dove verranno acquistati i biglietti) al superiore per accedere alle imbarcazioni



Una scultura sul mare, dalle geometrie perfettamente euclidee e dalla finitura levigata in calcestruzzo  faccia-vista, della famiglia dei SelfCompacting Concrete (calcestruzzoautocompattante). Per l' unicità e la complessità delle forme volute dall' architetto iraniano, le casseformi, realizzate in EPS con il lato interno rivestito in materiale vinilico, sono combinate tra loro in maniera estremamente rigorosa, secondo un ordine numerico prestabilitoL'intera struttura presenta un sistema di illuminazione suggestivo interamente incassato nelle superfici calpestabili, lungo i corrimano e le passerelle, non solo per accompagnare i passeggeri, ma, soprattutto per trasformare questa architettura in faro, simbolo di un passato normanno e saraceno.







A conclusione di questo entusiasmante visita, al molo Manfredi, ci aspetta un veliero che ci accompagnerà  nella conoscenza dei lavori di messa in sicurezza della fascia costiera attraverso la realizzazione di dighe  soffolte e il ripascimento degli arenili.

MARINA D'ARECHI PORT VILLAGEOpere marittime Ing. Guglielmo MigliorinoMasterplan e opere architettoniche: Santiago Calatrava

Il nostro veliero ci porta fino al Marina d' Arechi Port village , un vero e proprio villaggio glamour, in cui convivono spazi e   servizi per il diporto, lo svago e il divertimento. Nato dalla necessità di colmare le lacune di attracchi da diporto in città e servire a livello turistico l'adiacente costiera amalfitana, il progetto prevede un' infrastruttura portuale  da 1000 posti barca (oggi quasi ultimato), separata dalla linea di costa da un canale di circa 70 metri e collegata   a terra tramite ponti carrabili e pedonali. Nel privilegiare principi di ecosostenibilità è stata realizza una diga foranea non banchinata che assolve alla funzione di proteggere la costa smorzando l'intensità del moto ondoso, senza impedire la vista a mare, cosicché chi guarda il porto guarda contestualmente anche il mare La banchina di riva del porto, caratterizzata da lunghi viali alberati e da zone verdi, in alcuni tratti assume conformazione di piazza, snodi che si affacciano sul canale, costituendo aree di ritrovo e socializzazione,  terminerà con un anfiteatro per gli spettacoli e l' intrattenimento serale. Un grande parco verde poi avrà il compito di raccordare il port village alla città. Sospesa tra mare e terra sorgerà poi la struttura architettonica progettata da Calatrava  per ospitare il club nautico. L'edificio si articola su quattro livelli con una grande terrazza in sommità: i due livelli inferiori saranno destinati ad un utilizzo commerciale con negozi, bar e ristorante, il terzo livello ospiterà gli uffici ed il centro benessere, il quarto, club nautico vero e proprio, il roof restaurant, il bar launge e il night. Completa la struttura la copertura aerea a forma di foglia , con lamelle frangisole variabili a seconda delle condizioni climatiche per ridurre al minimo il consumo energetico. Infine un ponte strallato, che funge da contrappeso al pilone che sostiene la copertura, il "mastile", garantisce,  non solo il collegamento viario  tra terra e mare, ma anche tra le varie aree funzionali che vanno a realizzare cosi un villaggio nautico dedicato al diporto, al turismo e al tempo libero.
Con noi durante tutta la giornata anche Nuno Almeida, direttore associato dell' UNstudio di Amestardam fondato da Ben van Berkel e Caroline Bos, che nella giornata di sabato ci ha illustrato(in Italiano!) la loro esperienza nel campo della progettazione di infrastrutture. Meravigliosa esperienza!

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