Il Pd diviso tra manifestazioni di piazza e dissenso con la Cgil

Creato il 30 ottobre 2014 da Ilnazionale @ilNazionale

30 OTTOBRE – Giorni travagliati per il Governo Renzi, dopo le minacce della Cgil di indire uno sciopero generale e le accuse, rivolte dall’eurodeputata Pina Picierno al segretario Susanna Camusso, di essere stata eletta sulla base di tessere false e di aver riempito nei giorni scorsi le piazze con “pullman pagati”. Si infiamma insomma la spaccatura interna al Partito Democratico, dopo che Camusso ha accusato il Premier di essere espressione di poteri forti e di fare gli interessi di pochi gruppi corporativi.

Una spaccatura tanto più d’effetto se si pensa che la Cgil e il Partito Democratico dovrebbero dialogare insieme in vista del Jobs Act. «Siamo indignati –ha fatto sapere la Cgil tramite un comunicato – per le parole dell’eurodeputata del Pd, falsità e sciocchezze forse frutto di una fase di nervosismo e tensioni visto che il tesseramento della Cgil è certificato (…) Potremmo dire che l’on. Picierno non ha argomenti di merito e poco rispetto per le centinaia di migliaia di persone che, con grande voglia di partecipazione, hanno dato vita alla straordinaria manifestazione di sabato scorso». Più moderata, ma comunque decisa, la risposta della stessa Picierno: «Non era mia intenzione lanciare accuse – controbatte l’esponente Pd-. Se le mie affermazioni hanno dato questa impressione, mi dispiace. Rispetto il sindacato e il popolo della piazza, ma altrettanto rispetto chiedo nei confronti di chi pensa che la sinistra sia cambiamento e riforme, anche nei confronti dell’attuale governo a cui è stata data la fiducia dal Parlamento. E non certo dai poteri forti».

Altra notizia cruciale della giornata riguarda gli esiti drammatici degli scontri tra gli operai della Acciai Speciali Terni e la polizia, dopo che la Thyssenkrupp ha annunciato la chiusura degli stabilimenti tra il 2015 e il 2016, con successivo esubero di oltre 550 lavoratori e riduzione dei costi per 100 milioni di euro. Negli scontri, cinque manifestanti sono stati feriti dalle manganellate di alcuni agenti delle forze dell’ordine. Tra questi spiccano i nomi di due esponenti della segreteria nazionale del sindacato metalmeccanici Cgil. Quattro gli agenti risultati feriti, che non versano tuttavia in condizioni gravi. Dalla Questura giunge un’altra versione della vicenda: gli operai avrebbero tentato di sfondare il cordone di contenimento per giungere alla stazione Termini, inducendo gli agenti ad attuare un’azione urgente di contenimento.

Il corteo dei manifestanti, comprendente circa mille persone, si era mosso dalla zona dell’ambasciata tedesca a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico. Le telecamere di Piazza Indipendenza hanno ripreso i momenti più cruciali dello scontro e quelle immagini sono ora al vaglio degli inquirenti per stabilire come si siano svolti i fatti. Matteo Renzi ha nel frattempo contattato il segretario della Fiom Landini e Cassa Depositi e Prestiti, oltre che la stessa Federacciai. Deludente, secondo Landini, il confronto sia con il Premier che con il Ministro dell’Interno Alfano. «Oggi non abbiamo avuto delle scuse –ha sottolineato- mentre invece sarebbero utili, il governo ce le deve».

 

Silvia Dal Maso

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