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Il perenne suicidio del PDL che sostiene Monti, favorendo PD e UDC

Creato il 09 agosto 2012 da Iljester

Il perenne suicidio del PDL che sostiene Monti, favorendo PD e UDCUltimamente Monti si è lanciato in discutibili battute che danno le misure del personaggio. Dallo spread a 1200 con il Governo Berlusconi (ma non è l’unica stilettata che il Premier fa a danno dell’ex Premier), fino alla sua dichiarazione di insofferenza per l’intralcio che i Parlamenti nazionali opererebbero contro l’azione dei Governi in Europa. Tutte poi diplomaticamente smentite o aggiustate, ma intanto sparate e arrivate ai destinatari.

Ciò ci suggerisce sulla identità del Presidente del Consiglio. L’esponente di un aggregato di poteri che hanno un solo obiettivo, neanche tanto malcelato: svendere il nostro paese, renderlo economicamente inoffensivo e asservito ad altre economie, e nel contempo delegittimare il sistema democratico, dimostratosi – almeno quello italiano – del tutto inadeguato e inefficiente davanti a una crisi economica artificiale, in quanto creata ad hoc (vedere alla voce shock economy).

Il perenne suicidio del PDL che sostiene Monti, favorendo PD e UDC

Certo, non posso non affermare che il centrodestra italiano sia costituito da esponenti politici per lo più mediocri o avvezzi se non al reato, quanto meno al perseguimento dei propri interessi. Sotto questo aspetto, non sono molto dissimili dai loro colleghi del centrosinistra, che della politica ne fanno una professione, un lavoro e dunque una lauta fonte di reddito alle spalle degli italiani. Ma è anche vero che il giudizio impietoso che i media hanno dato del precedente Governo è tanto falso quanto il giudizio ipocritamente servile che danno oggi del Governo Monti.

Il che porta a una considerazione ovvia: nonostante l’Italia abbia le proverbiali “pezze al culo”, nonostante la benzina stia sfiorando nuovamente i due euro al litro, nonostante il Governo Monti sia il più plateale dei fallimenti politici antidemocratici della nostra pur giovane democrazia, c’è chi ritiene questo Governo pastrocchio il meglio che l’Italia abbia potuto esprimere per salvarci (salvarci?) dalla speculazione. Forse perché è il più garantista di certi interessi e certi assetti di potere? Diciamo di sì.

E allora che fa il centrodestra, fottuto a novembre 2011, e oggi preso per il culo dal Governo Monti un giorno sì e l’altro pure? Vada bene che il Premier faccia una gaffe una volta, vada quasi bene pure la seconda volta, ma la terza… Cioè, fin da subito, Monti – quando si è ritrovato sotto il fuoco incrociato dell’anomala maggioranza –  ha sottolineato la inadeguatezza dell’ex Premier a fronteggiare la crisi. Ciononostante, Alfano e forse persino Berlusconi, ancora insiste nel reggere le braghe a questo Governo, favorendo l’inedita alleanza UDC-PD?

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Stiamo attenti, dannazione! Monti e i suoi “tecnici” stanno lavorando alle elezioni del 2013 con Casini e Bersani. Stanno utilizzando la politica e l’economia, la crisi economica e la disoccupazione dilagante per accaparrarsi consenso elettorale che poi tradurranno in politiche di appiattimento all’UE delle banche e ai vari potentati internazionali.

Qualcuno ora mi dirà: ma se hanno aumentato le tasse, come possono sperare di vincere le prossime elezioni? Effettivamente è una domanda legittima, ma non dimentichiamoci che la colpa – secondo la dottrina dogmatica dei media di sinistra (praticamente quasi tutti) – è sempre del precedente governo Berlusconi. Sia mai che dipenda dalla inettitudine politica dell’attuale governo e delle politiche promosse dalla sinistra, che vede gli autonomi, i professionisti e le imprese come fumo negli occhi, come i demoni dell’economia.

Ah! Ma non le banche. La sinistra ha sempre avuto un feeling particolare con le banche, con l’alta finanza e con gli apparati di potere (sia che si tratti del potere giudiziario, sia che si tratti di quello finanziario). Ecco allora, che se ufficialmente tutela le classi deboli, dall’altra favorisce le classi forti, quelle che vanno oltre il controllo della politica. Quelle che creano la politica.

E allora, non pare legittimo parlare di suicidio del PDL? Direi proprio di sì. Qui siamo ancora fermi al 2011, a quando Berlusconi è stato letteralmente cacciato da Palazzo Chigi (checché se ne dica, è così che è andata la storia). Del resto, lo spread è sempre lì: sfiora i 500 punti, ma nessuno si sogna di dire che è colpa di Monti, di Bersani e di Casini. Tutti ora ritengono sia colpa di fattori imponderabili e misteriosi legati al mercato. E intanto lavorano per le prossime elezioni. Casini e Bersani insieme, dopo aver fatto fuori Di Pietro e aver tirato nel carrozzone dell’inciucio cattocomunista anche Vendola.

A conti fatti, potremo poi affermare che la strategia del centrodestra berlusconiano – che per suo conto non riesce nemmeno a recuperare la Lega (e vorrei ben vedere) – è stata di sicuro successo. Sì… per i distruttori dell’Italia.


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