Il pianeta Okane

Creato il 24 febbraio 2012 da Lundici @lundici_it

Trattative animate su Okane.

Navigatori e mercanti della galassia. Se avete dubbi sul valore della vostra astronave, venite alla borsa di Okane.

Okane. Il pianeta che valuta tutto.

Se non conoscete a quanto vendere il vostro carico di trezze smatagnose, chiedete una quotazione agli agenti di cambio del pianeta, sempre disponibili, ventiquattro ore standard su ventiquattro, ciclo solare dopo ciclo solare, anche in collegamento neuronico.

Non c’è mercanzia che i broker di Okane non sappiano valutare: frisi di Androgina, monograni di Cornucopia, pragole di Beta Sidneii, stragozzi di Delta Heridani, clorinchi di Agamennois nella costellazione del Cancro. E anche prodotti più rari come lenticchie, carne bovina, missili teleguidati, ricambi originali per astronavi a propulsione nucleare, verginità e onestà.

Dare il giusto valore alle cose è un’attività complicatissima

Spesso al limite della legalità. A volte ben oltre il limite. Ad Okane non si scompongono se debbono stabilire il prezzo di un bambino. Tempo fa riuscirono anche a calcolare il valore complessivo della galassia, poco meno di dieci elevato alla ventisettesima potenza di qu-sesterzi, la valuta quantistica usata per gli scambi intragalattici. Anche l’anima ha un prezzo. Se mai il diavolo dovesse apparire nella galassia, contatterebbe gli agenti della borsa di Okane.

Ad Okane non si fa altro da secoli e secoli. I suoi abitanti non producono nulla. L’unica cosa che fanno è osservare ciò che avviene nel resto della galassia davanti a schermi giganteschi, grandi come palazzi, dove scorrono senza sosta i dati della produzione e del consumo galattico, dell’inflazione, dei prestiti, dei mutui e il rating dei governi planetari. Non ci sono altri lavori disponibili sul pianeta. Anzi, non esistono proprio altre attività, perché i broker di Okane non dormono, non mangiano, non amano e non fanno sport.

Tuta spaziale della Comandante Comanche.

Cavallo Pazzo

A questi personaggi, sempre eleganti e ben pettinati, si rivolse la Comandante Comanche, cosmonauta pellerossa del XXIII secolo. Se tutto aveva un prezzo, anche il suo amante impossibile, Cavallo Pazzo, ne aveva uno. Avrebbe pagato quel prezzo, anche se fosse stato un valore impossibile. Si collegò perciò in correlazione psichica con un broker specializzato in oggetti d’amore, certo Sigismondo Trepercento.
“Chi vuoi valutare?”
“Il mio amante.”
“Molto bene. Il prezzo dipende da molti fattori. Le vostre rispettive età, il vostro stato coniugale, la lunghezza della vostra conoscenza. Tanto per cominciare.”
“Siamo stati insieme solo per una notte. Non lo conosco quasi per niente. So soltanto che esiste da qualche parte.”
“Questo non ha importanza. Su Okane stimiamo anche oggetti inesistenti. Mi serve sapere qualcosa di più su di lui.”
“L’unica cosa che so è che è sempre un pianeta avanti a me. Io arrivo il momento in cui lui riparte.”
“Capisco. Si tratta di valutare un amore illusorio. Allora non posso aiutarti. Devi rivolgerti al mio collega Maghezio.
La Comandante Comanche fece una seconda psicocorrelazione. Nel cervello le apparve un giovane perfetto, privo di qualsiasi espressione sentimentale. L’astronauta pellerossa ebbe come l’impressione che forse gli abitanti di Okane non facevano una gran vita.
“Sto cercando Cavallo Pazzo, il mio amante illusorio.”
“E’ un’illusione, un sogno, una creazione metameccanica oppure un delirio personale?”
“E’ una persona in carne e ossa, ma non riesco ad afferrarlo.”
“Si tratta quindi di un amore impossibile. Sarà meglio rivolgersi alla mia collega Siga.”

Ipercollegamento quantistico con Okane.

Ipercollegamenti quantistici

La Comandante Comanche cominciava ad avere un po’ di mal di testa dopo tanto tempo passato tra gli anelli psichici. Poteva usare anche il più comodo computer di bordo ma non le garbava molto fargli conoscere i fatti suoi. Che l’equipaggio umano ed umanoide la considerasse una pazza, andava bene, ma condividere la propria tragica storia d’amore con un blocco di semiconduttori raffreddati ad una temperatura di poco superiore allo zero assoluto, proprio no.
Siga rispose rapidamente. Nella mente della Comandante apparve l’immagine di una donna perfetta, che non conosceva la parola sudore.
“Che prezzo ha un amore impossibile?” chiese la Comandante.
“Dipende da chi la fa.”
“La faccio io.”
“Chi è questa persona?”
“E’ una persona che esiste e non esiste. Che cerco e non trovo.”
“Questa non è una domanda impossibile. Io non posso aiutarti. Devi rivolgerti al mio collega specializzato in oggetti quantistici.”
“Come si chiama?”
Gatto. Puoi parlarci solo se non lo cerchi. Se lo cerchi non puoi parlarci.”
“Mi sembra una truffa.”
“Non è peggiore della ricerca che stai facendo.”
“E quando avrò trovato Gatto, avrò una risposta?”
“Avrai una sola risposta, chiara e perfetta, ma perderai tutte le altre risposte possibili.”

La difficile arte dell'amore spaziale

La risposta

La Comandante Comanche ci pensò un po’ su. Più tardi nel pomeriggio, mentre tentava di mettersi in contatto con Gatto, gli scadenti anelli psichici andarono in ebollizione. Malgrado tutti i suoi tentativi, non riuscì più a riprendere il contatto con Okane.

Meglio così. Se avesse scoperto il prezzo di Cavallo Pazzo, avrebbe fissato l’amante in un punto preciso. La Comandante non voleva il Cavallo Pazzo da mille qu-sesterzi, né quello da duemila, né quello da un milione, né quello che ne valeva un milione e undici. Voleva ogni Cavallo Pazzo, quello che non valeva nulla, perché usato e corroso dal tempo, e quello che all’asta avrebbe chiamato un’offerta milionaria, perché prezioso e vissuto dalle mani di chi l’aveva avuto.
Ma questo prezzo sarebbe stato solo una frazione del valore che la Comandante avrebbe pagato affinché lei giungesse nello stesso universo, sullo stesso pianeta, nello stesso momento in cui si trovava lui.


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