Il piano di Infront: una tv per la Lega Serie A (Il Sole 24 Ore)

Creato il 13 settembre 2013 da Nicoladki @NicolaRaiano
Creare una tv della Lega di Serie A che offra direttamente ai 4/5 milioni di tifosi che oggi acquistano il prodotto calcio dalle pay-tv i match dl campionato. Sarà questo il cuore della proposta che Marco Bogarelli, presidente di Infront Italia, l'advisor della Lega, presenterà all'assemblea che si riunisce oggi a Milano per avviare il percorso di vendita del pacchetto di diritti tv del triennio 2015-18. Un pacchetto che vale, si spera, tre miliardi.
La riunione di oggi arriva dopo la lettera di fine agosto nella quale sette club (Fiorentina, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria, Sassuolo e Verona) hanno manifestato, tra l'altro, al presidente di Lega Maurizio Beretta la necessità di "valorizzare" il calcio tricolore e di ripensarne le procedure di vendita (in particolare all'estero). La proposta Infront potrebbe mettere tutti d'accordo, visto che una delle richieste riguarda proprio lo sviluppo del "Canale Serie A". Per il lancio potrebbero bastare 65/70 milioni. La Lega così potrebbe produrre e vendere le partite, acquistare le frequenze o affittarle, sfruttando tutte le piattaforme (dal digitale terrestre al satellite al web). E' chiaro che un piano del genere potrebbe rappresentare quell'"alternativa" indispensabile per rendere concorrenziale (per i club) il mercato interno. Un mercato in cui i due unici players (lo sbarco di Al Jazeera non è all'orizzonte), Sky e Mediaset sembrano orientati a rivedere al ribasso i budget.
Nella lettera dei 7 club si chiede anche una riflessione sul ruolo dell'attuale advisor, il cui contratto scade il 30 giugno 2016, e sulla possibilità di indire una nuova gara. A quella del 2007 parteciperanno 12 soggetti (tra cui Mediobanca, Rai Trade, Sportfive, Lehman Brothers e KPMG, Infront Italy, IMG Media e DLA Piper). La Lega unitariamente scelse Infront, unico dei candidati ad impegnarsi con un minimo garantito di 900 milioni all'anno per sei stagioni. IMG che ha appena avanzato una nuova candidatura, e che è in fase di vendita secondo i rumors finanziari, all'epoca aveva garantito un minimo di 860 milioni, e non per tutte le stagioni. Prima della commercializzazione collettiva dei diritti tv ex legge Melandri si raggiungeva mediamente ricavi per 666 milioni annui. Nella prima stagione con Infront la cessione ha fruttato 942 milioni mentre quella appena iniziata vedrà ricavi superiori al miliardo (829 dai diritti interni per le pay tv, 60 dai diritti in chiaro e 117 dall'estero), con un incasso medio di 986 milioni (+41%).
Per i 7 club poi va aumentata la redditività di diritti tv "esteri". Per il triennio 2012/15 c'è stata una gara vinta da Mp&Silva che ha garantito le somme più alte: 114 milioni per la stagione 2012/13, 117 per la stagione 2013/14 e 120 per la stagione 2014/15. Tra gli altri avevano depositate offerte B4 (96 milioni ad anno), IMG (92,5 milioni annui) e Kentaro (90 milioni annui). Anche su questo fronte per il prossimo triennio si potrebbe passare alla vendita "diretta", se le nuove offerte non saranno ritenute soddisfacenti dell'assemblea.
Oggi Infront diffonderà un'indagine affidata, su richiesta della Lega, a un soggetto indipendente (Value Partners) sull'appeal del calcio italiano basata sul confronto con la Premier e la Bundesliga. Leghe che operano in contesti più favorevoli. Nello scenario dalla pay Tv, per esempio, in Italia il quadro è molto sfavorevole: livello prezzi al cliente basso (24 euro contro i 52 in Gran Bretagna) e dinamica degli abbonamenti negativa.
Marco Bellinazzo per "Il Sole 24 Ore"

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